16 Jan, 2026 - 17:00

Perugia, ruba alla cassa del supermercato e aggredisce la cassiera: arrestato 40enne

Perugia, ruba alla cassa del supermercato e aggredisce la cassiera: arrestato 40enne

Una mattinata qualunque, spezzata all’improvviso da un gesto violento. In pochi minuti, all’interno di un supermercato di via Annibale Vecchi, a Perugia, la normalità del lavoro quotidiano si è trasformata in paura, tensione e concitazione. Un episodio che ha scosso dipendenti e clienti presenti e che si è concluso con l’arresto di un uomo di quarant’anni, accusato di rapina. 

Una mattina di paura in via Annibale Vecchi

Tutto è accaduto nel giro di pochi istanti. L’uomo, secondo quanto ricostruito, si è avvicinato alla cassa del supermercato approfittando di un momento di distrazione e ha sottratto circa 310 euro dal registratore. Un’azione rapida, apparentemente studiata per essere portata a termine senza conseguenze. Ma qualcosa è andato storto.

La cassiera, accortasi dell’accaduto, ha cercato di intervenire per bloccare il ladro. Un gesto istintivo, dettato dal senso del dovere e dalla volontà di impedire il furto, che però ha avuto un esito drammatico. L’uomo ha reagito con violenza, aggredendo la dipendente, che ha riportato diverse escoriazioni a una mano nel tentativo di difendersi. Attimi di paura, urla, clienti sorpresi da una scena che nessuno si sarebbe aspettato di vivere durante una normale mattinata di spesa.

Il tentativo di fuga del quarantenne è durato poco. Alcuni clienti del supermercato, resisi conto della gravità della situazione, sono intervenuti riuscendo a bloccarlo e a chiamare immediatamente il Numero Unico delle Emergenze. La risposta delle forze dell’ordine è stata rapida: nel giro di pochi minuti sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia di Stato di Perugia.

Durante la perquisizione, gli agenti hanno rinvenuto nelle tasche dell’uomo il denaro appena sottratto, oltre a un passamontagna e un tagliaunghie, elementi che hanno ulteriormente aggravato il quadro indiziario. Il contante è stato restituito al supermercato, mentre il 40enne è stato accompagnato in Questura, dove è scattato l’arresto per il reato di rapina. Su disposizione del pubblico ministero, l’uomo è stato infine trasferito nel carcere di Perugia, in attesa dell’udienza di convalida.

Il reato di rapina: definizione, aggravanti e pene previste

Dal punto di vista giuridico, l’episodio avvenuto a Perugia rientra nella fattispecie del reato di rapina, disciplinato dall’articolo 628 del Codice Penale. La rapina si configura quando chi commette un furto usa violenza o minaccia nei confronti di una persona per impossessarsi della cosa sottratta o per assicurarsi l’impunità. È proprio questo elemento - la violenza fisica esercitata sulla cassiera - a distinguere la rapina dal semplice furto.

La legge italiana considera la rapina uno dei reati contro il patrimonio più gravi, proprio perché mette direttamente in pericolo l’incolumità delle persone. Per questo motivo le pene previste sono particolarmente severe. Nella forma “base”, la rapina è punita con la reclusione da cinque a dieci anni e con una multa da 927 a 2.500 euro. Nella maggior parte dei casi, entrano in gioco una o più circostanze aggravanti, che comportano un aumento della pena.

Tra le aggravanti previste dalla legge rientrano l’uso di armi o di oggetti atti a offendere, il travisamento del volto - come nel caso del passamontagna rinvenuto addosso all’arrestato - l’aver agito in luogo aperto al pubblico e l’aver causato lesioni personali alla vittima. In presenza di una o più aggravanti, la pena può arrivare fino a venti anni di reclusione, con multe notevolmente più elevate.

È importante sottolineare che, anche se il bottino è di modesta entità, come nel caso dei 310 euro sottratti, ciò non incide in modo determinante sulla qualificazione del reato. Nella rapina, infatti, il legislatore tutela prioritariamente la persona e non il valore economico del bene sottratto. Basta un atto di violenza o minaccia, anche di breve durata, per far scattare una contestazione penale molto più grave rispetto al furto.

Nel caso specifico, l’arresto in flagranza e il successivo trasferimento in carcere rappresentano una misura cautelare volta a garantire la sicurezza pubblica e a evitare il rischio di reiterazione del reato. Sarà ora l’udienza di convalida a stabilire la correttezza dell’operato e le eventuali misure successive. Resta il segno di una mattinata che, per una lavoratrice e per chi era presente, difficilmente potrà essere dimenticata.

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Lorenzo Farneti
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