25 May, 2026 - 11:25

Perugia-Roma, Unicommercio lancia l’allarme sui collegamenti: “Serve un piano straordinario, l’Umbria rischia l’isolamento”

Perugia-Roma, Unicommercio lancia l’allarme sui collegamenti: “Serve un piano straordinario, l’Umbria rischia l’isolamento”

Quella che per anni è stata percepita come una criticità infrastrutturale cronica rischia di trasformarsi in una vera emergenza territoriale. Il nodo dei collegamenti tra Perugia e Roma torna al centro dell’attenzione dopo la presa di posizione di Unicommercio, che denuncia una situazione definita “strutturalmente insostenibile” per migliaia di umbri che quotidianamente si muovono verso la Capitale per lavoro, studio, sanità, attività istituzionali e turismo.

A intervenire con toni netti è il presidente dell’associazione, Marcello Lala, che chiede un cambio di passo immediato e la convocazione urgente di un tavolo istituzionale permanente tra Regione Umbria, Trenitalia, Busitalia, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, associazioni di categoria e rappresentanti dei pendolari.

Secondo Unicommercio, i continui ritardi, le coincidenze saltate, le modifiche ai servizi e i tempi di percorrenza sempre più incompatibili con le esigenze quotidiane starebbero producendo effetti pesanti non soltanto sulla qualità della vita dei cittadini, ma anche sulla competitività economica dell’intero territorio regionale.

Una tratta strategica diventata un problema quotidiano

La Perugia-Roma rappresenta storicamente una delle direttrici fondamentali per la mobilità umbra. Un collegamento strategico per lavoratori pendolari, studenti universitari, professionisti, imprese e flussi turistici, ma che negli ultimi anni è diventato sempre più sinonimo di disagi, rallentamenti e incertezza. Per Unicommercio, la situazione ha ormai “superato il livello di tollerabilità” e non può più essere affrontata attraverso interventi frammentari o risposte emergenziali temporanee.

L’associazione parla apertamente di una penalizzazione strutturale che rischia di amplificare il divario infrastrutturale dell’Umbria rispetto ad altri territori del Centro Italia, con conseguenze dirette sulla capacità della regione di attrarre investimenti, turismo e opportunità economiche. Nel mirino finiscono soprattutto le difficoltà vissute da chi utilizza la tratta ferroviaria per raggiungere Roma, costretto a confrontarsi con tempi di percorrenza spesso incompatibili con le esigenze lavorative e professionali.

La richiesta: un tavolo permanente tra istituzioni e operatori

Per affrontare la situazione, Unicommercio propone l'istituzione immediata di un tavolo tecnico-politico permanente promosso dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, con il coinvolgimento diretto di Ferrovie dello Stato, Trenitalia, Busitalia, Ministero dei Trasporti, categorie economiche e rappresentanze dei pendolari.

L’obiettivo è costruire una cabina di regia stabile capace di affrontare l’emergenza con strumenti straordinari ma già previsti dalla normativa vigente, evitando ulteriori rimpalli burocratici o politici. Secondo l’associazione, infatti, esisterebbero già margini operativi concreti per intervenire rapidamente sui servizi sostitutivi e sulla gestione dei collegamenti.

Le tre proposte operative di Unicommercio

Nel dettaglio, l’associazione individua tre azioni considerate prioritarie e immediatamente attivabili. La prima riguarda l’attivazione di una deroga temporanea al contratto di trasporto pubblico su gomma tra Regione Umbria e Busitalia, così da rafforzare i servizi alternativi nei periodi di maggiore criticità.

La seconda consiste nell’istituzione di un confronto tecnico permanente con Ferrovie dello Stato e Ministero delle Infrastrutture per monitorare la situazione e individuare soluzioni condivise. La terza riguarda invece la necessità di una posizione politica unitaria da parte dell’Assemblea legislativa regionale, attraverso un ordine del giorno o una mozione condivisa capace di dare mandato agli uffici competenti di attivare misure urgenti.

Per Unicommercio, il problema non sarebbe quindi la mancanza di strumenti normativi, ma la difficoltà nel tradurli rapidamente in atti concreti.

Lala: “Gli strumenti amministrativi esistono e possono essere utilizzati”

Marcello Lala richiama infatti la possibilità prevista dalla normativa di intervenire sui contratti di servizio in presenza di esigenze impreviste o situazioni emergenziali.

“È possibile intervenire temporaneamente sui contratti di servizio tra una pubblica amministrazione e una società privata in presenza di esigenze impreviste - dichiara Marcello Lala -. La normativa consente varianti in corso d’opera, atti aggiuntivi o proroghe tecniche quando si tratta di garantire continuità a un servizio pubblico essenziale. La cosiddetta deroga libera non è ammessa, ma gli strumenti amministrativi esistono e possono essere utilizzati”.

L’associazione sottolinea inoltre come la Regione Umbria disponga già di precedenti operativi legati all’attivazione di servizi sostitutivi durante lavori di elettrificazione o interventi di ammodernamento ferroviario. “Il trasporto ferroviario regionale è gestito da Trenitalia attraverso il contratto unico 2018-2032, mentre il servizio su gomma è affidato a Busitalia. La Regione Umbria, tramite Umbria Tpl e Mobilità, utilizza già servizi sostitutivi durante lavori di elettrificazione o ammodernamento ferroviario. Esistono quindi precedenti concreti e strumenti già operativi”.

Pausini: “Un danno economico e d’immagine enorme”

Sul tema è intervenuto anche Andrea Pausini, referente Unicommercio per l’Umbria e promotore della pagina social “sei di Perugia se”, che conta oltre 19mila iscritti.

“Attendiamo risposte concrete perché l’Umbria non può continuare a restare isolata rispetto alla Capitale. Ogni giorno centinaia di pendolari, professionisti, imprenditori, studenti e operatori turistici sono costretti a convivere con tempi di percorrenza inaccettabili, continui cambi di programma e collegamenti insufficienti. Questo ha un costo economico enorme per il territorio e produce un danno d’immagine gravissimo”.

Parole che fotografano una criticità ormai percepita come sistemica, soprattutto in una regione che da tempo chiede un rafforzamento delle proprie infrastrutture ferroviarie e una maggiore integrazione con i grandi assi nazionali della mobilità.

La questione infrastrutturale e il rischio marginalizzazione

Dietro la denuncia di Unicommercio emerge anche una riflessione più ampia sul ruolo infrastrutturale dell’Umbria nel Centro Italia. Il tema dei collegamenti con Roma rappresenta infatti uno dei nodi storicamente più delicati per il sistema economico regionale, soprattutto in relazione alla competitività delle imprese, all’attrattività turistica e alla capacità di trattenere giovani, studenti e professionalità qualificate.

Perugia e l’Umbria, secondo l’associazione, non possono permettersi di restare ai margini dei grandi flussi nazionali di mobilità, soprattutto in una fase storica in cui connessioni rapide e affidabili rappresentano un fattore decisivo di sviluppo territoriale.

L’appello finale alle istituzioni

Da qui l’appello conclusivo rivolto a tutte le istituzioni coinvolte affinché venga attivata una risposta condivisa e immediata. “Serve un’azione compatta della politica regionale, con un ordine del giorno o una mozione condivisa che dia mandato agli uffici e ai gestori di attivare subito soluzioni temporanee ma efficaci. I cittadini non possono più aspettare e noi aspettiamo di essere convocati per discutere le nostre proposte”.

Un messaggio chiaro, che punta a trasformare una protesta diffusa in un confronto istituzionale strutturato, con l’obiettivo di evitare che il tema della mobilità ferroviaria continui a rappresentare uno dei principali fattori di fragilità del sistema umbro.

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Francesco Mastrodicasa
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