22 Jun, 2026 - 13:20

Perugia, rapporto Caritas 2025: aumentano le famiglie in difficoltà e l'emergenza casa

Perugia, rapporto Caritas 2025: aumentano le famiglie in difficoltà e l'emergenza casa

La povertà cambia volto, coinvolge nuove categorie sociali e continua ad allargare il proprio raggio d'azione anche in un territorio che, fino a pochi anni fa, sembrava reggere meglio di altri l'impatto delle difficoltà economiche. Il quadro che emerge dal Rapporto sulle povertà 2025 della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve restituisce l'immagine di una realtà sempre più fragile, dove il numero delle persone che chiedono sostegno continua ad aumentare e dove il problema dell'abitazione si conferma il principale fattore di vulnerabilità.

L'undicesima edizione del dossier, intitolata "Oltre il bisogno: accompagnati per essere liberati", è stata presentata al Villaggio della Carità-Sorella Provvidenza e racconta un anno caratterizzato da un incremento significativo delle richieste di aiuto. Dietro le statistiche ci sono famiglie che non riescono più a sostenere il costo degli affitti, lavoratori con stipendi insufficienti, pensionati schiacciati dall'aumento delle spese e persone che, pur avendo un'occupazione, faticano ad arrivare alla fine del mese.

È un fenomeno che non riguarda esclusivamente le fasce tradizionalmente più deboli, ma coinvolge sempre più spesso nuclei familiari che fino a poco tempo fa riuscivano a mantenere un equilibrio economico. La crescita del costo della vita, il rincaro delle utenze domestiche e il peso delle rate dei mutui stanno modificando profondamente il profilo di chi si rivolge ai servizi di assistenza.

A certificare questo cambiamento sono i numeri raccolti dalla rete Caritas, che fotografano una situazione in peggioramento rispetto all'anno precedente e superiore persino all'incremento registrato a livello nazionale.

Aumentano gli interventi e crescono le famiglie in difficoltà: il rapporto fotografa un territorio sempre più fragile

Nel corso del 2025 i centri di ascolto della Caritas diocesana hanno registrato una crescita costante delle richieste di sostegno. Rispetto all'incremento medio nazionale dell'1,7%, nel territorio di Perugia-Città della Pieve l'aumento delle persone accolte è stato decisamente più marcato: +5,2% al Centro di ascolto diocesano e +5,7% nei centri di ascolto parrocchiali.

Numeri che, secondo il direttore della Caritas don Marco Briziarelli, descrivono una situazione particolarmente delicata.

"Un dato molto importante e significativo in questo territorio, siamo in una situazione di grande difficoltà".

Nel presentare il rapporto insieme all'arcivescovo Ivan Maffeis e all'economista Pierluigi Grasselli, Briziarelli ha evidenziato come l'attività della Caritas abbia raggiunto livelli mai registrati in passato. Il 2025, infatti, viene definito nel dossier come un anno "caratterizzato da un'espansione senza precedenti".

I numeri confermano questa valutazione. Gli interventi complessivamente effettuati hanno raggiunto quota 104.979, con un incremento del 16,9% rispetto all'anno precedente. Una crescita che testimonia sia l'aumento delle necessità sia il rafforzamento della rete di assistenza costruita negli ultimi anni.

Tra le aree che hanno richiesto il maggiore impegno figurano i beni e i servizi materiali, con 55.011 interventi, comprendenti distribuzione di viveri, accesso agli Empori della solidarietà e servizio mensa. Subito dopo emerge il capitolo dedicato all'alloggio, che da solo ha registrato 24.332 interventi, confermandosi il settore più critico insieme all'assistenza alimentare.

Uno dei dati più significativi riguarda però il numero dei nuclei familiari accompagnati. Nel corso del 2025 sono state 3.886 le famiglie che si sono rivolte almeno una volta ai centri di ascolto presenti sul territorio della diocesi.

Per Briziarelli si tratta di un record assoluto.

"È da sempre il dato più alto che ha avuto Caritas nei suoi percorsi di accompagnamento".

Il direttore invita tuttavia a leggere questi numeri in maniera articolata. Secondo la sua analisi, infatti, la crescita delle richieste non rappresenta soltanto un peggioramento della situazione economica, ma anche una maggiore capacità della rete territoriale di intercettare il disagio prima che diventi irreversibile. "Quello della povertà è un quadro complesso che ha più risposte in sé".

Casa, stipendi e caro vita: la nuova emergenza coinvolge sempre più famiglie italiane

Se c'è un elemento che accomuna gran parte delle richieste di aiuto raccolte dalla Caritas, è rappresentato dall'emergenza abitativa. Sempre più famiglie faticano a sostenere le spese legate alla casa, tra affitti, rate del mutuo, bollette energetiche e costi condominiali.

Briziarelli individua proprio qui il cuore della crisi sociale che attraversa il territorio.

"Difficoltà negli stipendi, impoverimento generale, la fatica delle famiglie a sostenere gli aumenti, ma c'è anche un ottimo lavoro fatto con le istituzioni che ci permette di essere presenti nel territorio".

La rete di sostegno si sviluppa oggi attraverso 43 centri di ascolto, dei quali 42 sono parrocchiali, distribuiti in tutta la diocesi. È proprio grazie alla loro presenza capillare che emerge un fenomeno sempre più evidente: ai servizi della Caritas si stanno rivolgendo famiglie che fino a pochi anni fa non avevano mai avuto bisogno di assistenza.

Il rapporto parla infatti di "un trend di impoverimento di un tessuto e l'ingresso di nuove famiglie", segnale di come il disagio economico stia interessando anche fasce della popolazione tradizionalmente considerate autonome.

Tra i dati più significativi spicca anche quello relativo alla nazionalità degli utenti. Un quarto dei nuclei familiari assistiti è composto da cittadini italiani. "Comunque una famiglia su quattro è italiana ed è un dato importante".

La casa continua a rappresentare il problema principale.

"L'emergenza abitativa, con difficoltà a pagare affitti, mutuo, bollette e condomini resta l'emergenza del momento".

Alla presentazione del rapporto è intervenuto anche l'arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, monsignor Ivan Maffeis, che ha invitato a guardare oltre i numeri, sottolineando il valore umano della rete di solidarietà costruita sul territorio.

"Ci consegna una grande domanda, di attenzione e accompagnamento", ma anche "la grande risposta che la comunità tutta sta offrendo di fronte a queste emergenza". Infine, ricordando le visite pastorali effettuate nei mesi scorsi, l'arcivescovo ha raccontato l'esperienza vissuta all'interno dei centri di ascolto, dove ha visto concretamente il valore dell'accoglienza. "Dove la comunità si mette in gioco e dove cammina insieme ai poveri, non più destinatari di un servizio ma protagonisti di un cammino di liberazione".

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Lorenzo Farneti
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