Il Perugia torna a respirare e lo fa nel momento più delicato della stagione. Al “Renato Curi” i biancorossi conquistano una vittoria pesantissima nello scontro diretto contro il Pontedera, imponendosi grazie alla doppietta di Montevago. Tre punti che valgono molto più della semplice soddisfazione del risultato: la classifica torna a sorridere e la squadra di Giovanni Tedesco esce momentaneamente dalla zona retrocessione.
Con questo successo il Perugia sale a quota trenta punti, scavalcando la linea calda della graduatoria e lasciando alle spalle la Torres, ferma a ventinove e ora in zona playout. È un segnale forte, soprattutto sul piano mentale, per una squadra che nelle ultime settimane ha attraversato momenti complicati, tra risultati altalenanti e tensioni legate alla classifica.
La serata del “Curi” racconta di un Perugia determinato, capace di colpire nei momenti giusti e di soffrire quando necessario. Il Pontedera ha provato a restare in partita fino alla fine, trovando il gol nel recupero, ma la doppietta di Montevago aveva già indirizzato il match dalla parte dei padroni di casa. Un successo che restituisce fiducia all’ambiente e rilancia le ambizioni di salvezza.
Al termine della gara il tecnico Giovanni Tedesco, intervenuto ai microfoni di Umbria Tv, ha analizzato il successo con la lucidità di chi sa che la strada verso la salvezza è ancora lunga.
“Non era una partita semplice. Avevo studiato il Pontedera: è una squadra viva, che ha gamba e fisicità. Temevo molto questa partita. I ragazzi sono stati bravi nell’interpretazione della gara. Mi dà fastidio aver preso gol al novantaquattresimo minuto, se devo trovare una cosa che non mi è piaciuta”.
Nonostante l’amarezza per il gol subito nel finale, il tecnico biancorosso ha sottolineato l’importanza del risultato ottenuto: “È una vittoria importante che ci permette di andare ad Arezzo con più fiducia”.
Tedesco ha poi voluto dedicare un pensiero speciale ai tifosi e alla squadra, protagonisti di un momento di forte unità:
“Voglio ringraziare i tifosi. Non ho passato settimane belle e l’affetto della gente è stato fondamentale. Ringrazio la curva per il sostegno e l’affetto. Voglio ringraziare anche i miei giocatori: in queste settimane hanno dimostrato stima e affetto. Credo che per un allenatore e per un uomo venga prima di ogni cosa”.
Il tecnico ha poi ribadito come il gruppo sia stato determinante nel superare le difficoltà:
“Non abbiamo fatto ancora niente, bisogna lavorare a testa bassa. I miei giocatori, quando posso, fuori li difendo sempre fino alla fine. Se c’è qualcosa da dire non mi tiro indietro nello spogliatoio. Ho sempre fatto così da quando faccio l’allenatore”.
Un passaggio significativo riguarda proprio il rapporto con la squadra, rafforzatosi dopo un momento difficile della stagione:
“Ho un gruppo straordinario di brave persone e ottimi giocatori. Diventa più semplice la gestione quando hai a che fare con persone così. All’interno dello spogliatoio ci siamo compattati molto più rispetto alle scorse settimane”.
Secondo Tedesco la svolta emotiva è arrivata dopo la sconfitta contro il Pineto:
“Dopo la sconfitta di Pineto è cambiato qualcosa in meglio tra me e i giocatori, sotto forma di autostima e nel volerci bene. Ho notato la vicinanza dei giocatori. Dicevano: ‘Il mister non si tocca, deve stare con noi’. Sono cose belle per un uomo e per un allenatore”.
Il tecnico ha poi raccontato un momento particolarmente delicato della stagione:
“A Livorno avevo percepito che poteva essere la mia ultima gara. Ho messo il 4-2-3-1 per dare coraggio alla squadra. Ho curato i particolari, ho messo i giocatori nelle loro posizioni per renderli al meglio. Abbiamo lavorato sulle uscite e sulle scalate”.
Il lavoro tattico è stato intenso anche nelle ore precedenti alla partita:
“Anche questa mattina abbiamo fatto tattica. Un allenatore deve capire quando lavorare di più. Sotto questo aspetto ho dato di più alla squadra e loro sono stati bravi a recepire e mettere in atto tutto”.
Infine un elogio speciale a Calapai, protagonista di una prestazione di alto livello nonostante un cambio forzato dell’ultimo momento:
“Calapai ha fatto una partita eccezionale. Non doveva giocare, ma Dell’Orco ha avuto un risentimento nella rifinitura e alle sei ho dovuto cambiare formazione. Ho messo Calapai e ha fatto una grande gara”.
Il Perugia dunque riparte da qui: da una vittoria pesantissima, da un gruppo che si è ritrovato e da una classifica che torna a dare speranza. La strada verso la salvezza è ancora lunga, ma il segnale lanciato al campionato è chiaro. I biancorossi sono vivi e pronti a lottare fino all’ultimo minuto.