16 Jun, 2026 - 15:00

Perugia, il Consiglio comunale approva il piano per rilanciare i consultori: più personale, ritorno dell’andrologo e nuovi percorsi per la salute sessuale

Perugia, il Consiglio comunale approva il piano per rilanciare i consultori: più personale, ritorno dell’andrologo e nuovi percorsi per la salute sessuale

Un segnale che guarda alla sanità territoriale, alla prevenzione e al rafforzamento dei servizi di prossimità. Con un ampio consenso trasversale, il Consiglio comunale di Perugia ha approvato la proposta sul "Sostegno e potenziamento dei consultori familiari di Perugia e dell'Umbria, reintroduzione della figura dell'andrologo, supporto ai percorsi diagnostico-terapeutici per le donne con infezioni sessualmente trasmissibili", presentata dalle consigliere Laura Tanci del gruppo Anima Perugia e Francesca Pasquino del Partito Democratico.

L’atto è stato approvato con 22 voti favorevoli e 3 astensioni, confermando una convergenza significativa su un tema che riguarda da vicino la salute pubblica, il sostegno alle famiglie, la prevenzione sanitaria e la tutela dei diritti delle persone.

I consultori al centro della rete territoriale

Alla base della proposta vi è la convinzione che i consultori rappresentino uno degli strumenti più efficaci della sanità pubblica territoriale per garantire servizi accessibili e diffusi, soprattutto in una fase storica caratterizzata da nuove esigenze sociali e sanitarie.

Nel documento approvato dall’assemblea comunale si evidenzia infatti la necessità di intervenire sul rafforzamento delle strutture esistenti, valorizzandone il ruolo nella prevenzione, nella promozione della salute sessuale e riproduttiva e nel sostegno alla genitorialità.

Secondo Tanci e Pasquino è infatti "urgente rafforzare l’organico dei consultori familiari, assicurando la presenza stabile di figure ginecologiche, ostetriche, psicologiche e specialistiche in tutti i distretti territoriali". Una richiesta che punta a garantire uniformità dei servizi sull’intero territorio regionale, riducendo le disparità di accesso e assicurando ai cittadini risposte tempestive e qualificate.

La richiesta di reintrodurre la figura dell’andrologo

Uno degli aspetti più significativi contenuti nell’atto riguarda la salute maschile e il recupero di una figura professionale che in passato era già presente all’interno dei consultori.

Le consigliere promotrici ritengono infatti importante reintrodurre "la figura dell’andrologo nei consultori di Perugia, come già previsto in passato, al fine di garantire una presa in carico paritaria della salute sessuale maschile e femminile".

Una proposta che si inserisce in una visione più ampia della salute sessuale, orientata a superare approcci esclusivamente focalizzati sulla componente femminile e a promuovere percorsi di prevenzione e assistenza rivolti a entrambi i sessi. L’obiettivo è quello di favorire una maggiore attenzione alle problematiche andrologiche, alla fertilità, alla prevenzione delle patologie dell’apparato riproduttivo e alla salute sessuale degli uomini, attraverso servizi facilmente accessibili e integrati con le altre professionalità presenti nei consultori.

Infezioni sessualmente trasmissibili, focus sulla diagnosi precoce

Un altro punto centrale della proposta riguarda il tema delle infezioni sessualmente trasmissibili e la necessità di costruire percorsi sanitari strutturati e omogenei.

Le firmatarie hanno infatti posto l’accento sulla necessità di attivare anche in Umbria percorsi diagnostici e terapeutici dedicati alle donne affette da patologie sessualmente trasmissibili, garantendo diagnosi tempestive, presa in carico multidisciplinare e continuità assistenziale.

Nel documento viene sottolineata l’importanza di assicurare diagnosi precoce, cure adeguate, tutela della riservatezza e accesso gratuito ai servizi, elementi considerati fondamentali per contrastare la diffusione delle infezioni e migliorare gli esiti clinici.

Si tratta di un ambito che negli ultimi anni ha assunto crescente rilevanza nelle politiche sanitarie nazionali ed europee, soprattutto alla luce dell’aumento di alcune infezioni e della necessità di rafforzare le attività di prevenzione e informazione rivolte alla popolazione.

Gli impegni richiesti a sindaca e giunta

Con l’approvazione dell’atto, il Consiglio comunale impegna formalmente sindaca e giunta ad attivarsi nei confronti della Regione Umbria e delle aziende sanitarie competenti affinché vengano adottate misure concrete per il rafforzamento della rete consultoriale.

In particolare viene richiesto di "farsi promotrice presso la Regione Umbria e le aziende sanitarie locali competenti affinché venga rafforzato il personale dei consultori familiari, con particolare riferimento alle figure ginecologiche, ostetriche e psicologiche, assicurando la piena operatività dei servizi su tutto il territorio regionale". Tra gli impegni figurano inoltre la necessità di "sollecitare la Regione Umbria a reintrodurre stabilmente la figura dell’andrologo all’interno dei consultori familiari, anche nel territorio comunale di Perugia" e di "promuovere presso la Regione Umbria l’attivazione di percorsi diagnostico-terapeutici integrati per le donne e uomini con infezioni sessualmente trasmissibili (IST)".

Contraccezione gratuita e nuove strategie di prevenzione

Il documento approvato dall’aula affronta anche il tema della prevenzione attraverso strumenti normativi e campagne di sensibilizzazione.

Tra le richieste rivolte all’amministrazione comunale vi è infatti quella di "sostenere, nelle sedi istituzionali regionali competenti, l’elaborazione di una normativa che introduca, quale strumento di prevenzione della diffusione delle patologie sessualmente trasmissibili, la gratuità dei contraccettivi idonei presso i consultori familiari umbri".

L’atto invita inoltre a "incoraggiare la Regione Umbria ad attivare un sistema regionale di sorveglianza e monitoraggio delle infezioni sessualmente trasmissibili" e a rafforzare le attività di prevenzione attraverso campagne informative e percorsi educativi.

Particolare attenzione viene riservata ai giovani e alle nuove generazioni, considerati interlocutori fondamentali nelle politiche di prevenzione e promozione della salute.

Informazione, educazione sanitaria e lotta allo stigma

Tra gli obiettivi strategici indicati nel documento figura anche la necessità di investire sulla cultura della prevenzione e sulla diffusione di informazioni corrette e scientificamente fondate.

Per questo il Consiglio comunale chiede di "promuovere e sostenere, anche in collaborazione con scuole, università, servizi socio-sanitari e associazioni del territorio, campagne di informazione, sensibilizzazione e formazione rivolte ai giovani, alle famiglie e alla popolazione femminile sui temi della salute sessuale e riproduttiva, della prevenzione e della diagnosi precoce delle patologie sessualmente trasmissibili, contribuendo a rimuovere stigma, disinformazione e barriere nell’accesso ai servizi".

Una linea d’azione che punta a rafforzare il ruolo dei consultori non soltanto come luoghi di assistenza sanitaria, ma anche come punti di riferimento per l’educazione alla salute, l’inclusione sociale e la costruzione di una maggiore consapevolezza sui temi della prevenzione.

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Francesco Mastrodicasa
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