02 May, 2026 - 20:00

Perugia, ruba 20mila euro a un’anziana: arrestato parrucchiere a domicilio

Perugia, ruba 20mila euro a un’anziana: arrestato parrucchiere a domicilio

In un appartamento di Perugia, tra l'odore di lacca e le chiacchiere confidenziali che solitamente accompagnano un taglio di capelli a domicilio, si consumava un tradimento della fiducia lungo mesi. Quello che per un’anziana signora era un momento di cura e svago, per il suo parrucchiere di fiducia era diventato un’occasione di profitto illecito. La vicenda, conclusasi con l’arresto in flagranza di un uomo classe 1975, scoperchia un vaso di Pandora fatto di ammanchi sistematici e sospetti familiari, trasformando un servizio di cortesia in un caso di furto aggravato che ha scosso il capoluogo umbro.

Il giallo dei risparmi svaniti e la trappola hi-tech

Tutto ha inizio quando i figli della donna, gestendo con amorevole attenzione le finanze della madre, iniziano a notare che i conti non tornano. I soldi consegnati periodicamente per le necessità quotidiane - una somma che nel tempo ha raggiunto la cifra considerevole di circa 20.000 euro - sembravano evaporare nel nulla. Non c'erano serrature forzate, né segni di effrazione. L'ombra del sospetto si è allungata gradualmente su quell'uomo che entrava in casa regolarmente per occuparsi dell'acconciatura della donna.

Per passare dai dubbi alle certezze, i familiari hanno scelto la via della tecnologia, trasformando l'abitazione in un set sotto sorveglianza. Le telecamere nascoste hanno restituito un'immagine nitida e impietosa: il parrucchiere, approfittando della distrazione o della fragilità della vittima, allungava le mani dove non avrebbe dovuto. I filmati hanno cristallizzato almeno sei episodi distinti, durante i quali l'uomo ha sottratto complessivamente 1.600 euro. È stata la prova regina che ha spinto i figli a rivolgersi alla Polizia di Stato della Questura di Perugia.

Blitz in flagranza: la fine della corsa per il 50enne

Le indagini della Squadra Mobile sono state fulminee. Gli investigatori non hanno atteso a lungo, monitorando l’ultimo appuntamento fissato per la mattinata odierna. Non appena l'uomo è uscito dall’abitazione, gli agenti sono intervenuti per una perquisizione che ha dato esito positivo: in tasca aveva 240 euro, l'ultimo "bottino" appena sottratto alla sua cliente.

Le manette sono scattate immediatamente. Il 50enne, dopo essere stato condotto negli uffici di via Fonti di Vegge per le formalità di rito, è finito ai domiciliari su disposizione del Pubblico Ministero

Cosa dice la legge: il furto aggravato e la tutela delle vittime

Il reato di furto aggravato, disciplinato dagli articoli 624 e 625 del Codice Penale italiano, si configura quando la sottrazione di un bene altrui avviene in presenza di specifiche circostanze che ne aumentano la gravità, sia sotto il profilo della condotta che del danno arrecato. Nel caso di Perugia, la legge interviene con particolare rigore poiché il reato non è un semplice furto, ma è caratterizzato da elementi che il legislatore considera meritevoli di una sanzione superiore (che può andare da due a sei anni di reclusione).

Un aspetto fondamentale è l'abuso di fiducia o della relazione di prestazione d'opera: il parrucchiere entrava in casa in virtù di un accordo professionale, sfruttando tale accesso privilegiato per delinquere. Inoltre, si configura spesso la circostanza della minorata difesa (art. 61, n. 5 c.p.), che ricorre quando il colpevole approfitta di condizioni di tempo, di luogo o di persona (come l’età avanzata della vittima) tali da ostacolare la pubblica o privata difesa.

La legge distingue chiaramente il furto semplice da quello aggravato anche per la procedibilità. Mentre il furto comune è spesso procedibile a querela di parte, molte aggravanti rendono il reato procedibile d'ufficio, permettendo allo Stato di intervenire a prescindere dalla volontà della vittima, a tutela dell'ordine pubblico e dei soggetti più deboli. In giurisprudenza, l'utilizzo di "mezzi fraudolenti" - come l'inganno insito nel fingersi un professionista premuroso per nascondere l'attività furtiva - è un elemento determinante che aggrava la posizione dell'imputato, riflettendo la volontà del sistema giuridico di punire non solo il danno patrimoniale, ma anche l'insidia morale posta in essere contro chi, tra le mura domestiche, dovrebbe sentirsi al sicuro.

AUTORE
foto autore
Lorenzo Farneti
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE