18 Mar, 2025 - 19:00

Perugia, inaugurata l'opera "La grande ferita" per ricordare le vittime del Covid

Perugia, inaugurata l'opera "La grande ferita" per ricordare le vittime del Covid

Il 18 marzo rappresenta la giornata in memoria delle vittime del Covid. Iconica e drammatica è l'immagine del corrente giorno nel 2020, dove era rappresentato il passaggio dei camion militari con le bare dei morti di Covid a Bergamo, una delle città italiane maggiormente colpite inizialmente dalla pandemia. Da quel momento, il 18 marzo è la data per non dimenticare le vittime della pandemia e in questa giornata anche Perugia ha voluto ricordare, grazie all'inaugurazione de "La grande ferita", l'opera firmata dall'artista Lorenzo Fonda in ricordo dei medici, operatori sanitari e cittadini morti a causa della pandemia da Covid-19 tra il 2019 e il 2021.

"La grande ferita", presente anche la sindaca Ferdinandi all'inaugurazione

"La grande ferita" è stata realizzata in uno spazio pubblico, visibile anche da via dei Filosofi: presso l'area verde adiacente il Poliambulatorio della Usl Umbria 1 in piazzale Europa. L'opera in corten, ferro e smalto è alta due metri e larga tre e ha visto la sua inaugurazione proprio nella giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid. In questa giornata Palazzo dei Priori, sede del Comune, come tutti gli edifici pubblici, hanno esposto le bandiere a mezz'asta.

All'inaugurazione presenti il direttore generale dell'azienda ospedaliera Giuseppe De Filippis e l'arcivescovo Ivan Maffeis che ha impartito la benedizione, ma a portare i saluti istituzioni sono stati la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e l'assessore ai lavori pubblici Francesco Zuccherini. Il dirigente medico della Usl Umbria 1 Attilio Solinas e il medico e presidente dell'associazione Ippocrate Gianluigi Rosi, invece, essendo gli ideatori del progetto, hanno raccontato come sia nata l'opera insieme al pittore e scultore Lorenzo Fonda e a Patrizia Sargentini, vedova del medico Stefano Brando, una delle vittime del Covid.

L'artista, Lorenzo Fonda: "L'opera rappresenta una crepa che ci portiamo nel cuore"

Il pittore e scultore Lorenzo Fonda ha creduto da subito nel progetto, ideando e realizzando "La grande ferita", anche in virtù del suo passato professionale di medico di medicina generale. L'opera installata da personale del Cantiere comunale rappresenta, come detto dall'artista, "una grande ferita, una crepa che ci portiamo nel cuore a causa del Covid. Nella parte centrale, il colore rosso che cola rimanda al dolore e alla vita di coloro che oggi non ci sono più e che hanno dato la vita per soccorrere gli ammalati".

"L'opera - spiega il Comune - è stata commissionata per non dimenticare quanti hanno perso la vita e per sottolineare il ruolo svolto da tutto il personale sanitario a Perugia e in Umbria nel periodo dell'emergenza sanitaria. L'iniziativa si deve anche alla volontà di ricordare, in modo particolare, proprio Brando, medico di medicina generale deceduto dopo aver contratto il virus nell'esercizio delle sue funzioni di assistenza professionale. I promotori hanno sottolineato il fondamentale supporto economico di numerosi sponsor, ringraziando anche l'architetto Maria Carmela Frate per la definizione delle autorizzazioni e delle progettualità di installazione e l'amministrazione comunale di Perugia che ha reso possibile l'installazione su un terreno di proprietà".

Ferdinandi: "La memoria sia un esercizio di responsabilità"

"Ben venga la memoria - ha detto la sindaca Ferdinandi - attraverso una statua che ogni giorno sia per noi un monito per fare di questa memoria un esercizio di responsabilità. Perché ciò che aiuta nel dolore e nel trauma è proprio l'esercizio dell'elaborazione e del ricordo. Dimenticare significa tradire tutte le vittime di quel periodo drammatico, così come il personale ospedaliero che ha saputo interpretare la più grande virtù dell'uomo: la cura, il sapersi occupare degli altri. Noi ci eravamo ripromessi, durante quei mesi difficili, che il Covid ci avrebbe insegnato qualcosa e, prima di tutto, a investire in un sistema sanitario pubblico universale e di prossimità: è proprio ciò che come amministrazione comunale cercheremo di fare".

"È immensamente gratificante - ha sottolineato il dirigente medico presso Distretto del Perugino - Usl Umbria 1 Attilio Solinas - poter commemorare e ricordare, ma direi anche celebrare visivamente, con una scultura così significativa, non solo coloro che hanno sofferto o sono morti per il Covid, ma anche i tanti operatori sanitari che si sono prodigati per contrastare giorno e notte la pandemia. Ne voglio ricordare una per tutti, la professoressa Antonella Mencacci direttrice della Microbiologia del nostro ospedale, che per mesi e mesi ha organizzato i prelievi e i tamponi che ci hanno consentito di diagnosticare e monitorare il contagio virale".

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Emanuele Landi
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