Sette passi. Sette finali. Sette battaglie per evitare che l'obiettivo della permanenza in Serie C si trasformi in un incubo da dilettanti. Il Perugia di Giovanni Tedesco si affaccia al rush finale della stagione con il petto in fuori e il cuore che batte forte, conscio che ogni pallone, da qui alla fine, avrà un peso specifico enorme. Il destino, che sembrava segnato soltanto un mese fa, oggi sorride ai biancorossi, reduci da due risultati che hanno ribaltato le gerarchie della zona bassa: due vittorie consecutive, entrambe firmate col punteggio di 2-1, contro Livorno e Pontedera.
Sei punti d'oro colato che hanno letteralmente spinto il Grifo fuori dalla "zona rossa". Con 30 punti in classifica, gli umbri guardano oggi i playout dallo specchietto retrovisore, seppur con il fiato sospeso: la Torres è lì, a una sola incollatura (29 punti), seguita dalla Sambenedettese a quota 28 e dal Bra a 26. Una classifica cortissima che non ammette distrazioni, specialmente ora che il calendario mette di fronte ai ragazzi di Tedesco lo scoglio più duro: il derby contro l'Arezzo capolista. Una partita che non è mai come le altre, un incrocio di campanili che stavolta vale una fetta di futuro.
In questo incredibile colpo di coda del Perugia, c'è una firma d'autore che sta diventando una costante: quella di Daniele Montevago. L'attaccante classe 2003, scuola Sampdoria, è l'uomo del momento. Nelle ultime due giornate ha messo a referto tre dei quattro gol totali della squadra, trascinando i compagni a suon di sportellate e freddezza sotto porta. Con 7 marcature stagionali, il giovane centravanti punta ora a superare i 13 centri della scorsa annata, dimostrando una maturità fuori dal comune.
Intervenuto ai microfoni de La Casa di C, Montevago ha analizzato il suo momento magico e l'impatto con la realtà perugina: “Quando sono arrivato ho subito capito di poter fare bene. Sentivo la fiducia di una società importante come il Perugia e di tutto l’ambiente, dai mister ai compagni, così come ho sentito il calore del tifo. C’era tutto per poter esprimermi al massimo". Un feeling immediato che si è tradotto in punti pesanti sul campo, fondamentali per morale e classifica: “Segnare è importante, ti da la fiducia necessaria per affrontare le ultime partite, dal match contro l’Arezzo allo scontro diretto con la Torres. Questi gol servivano in primis a me ma soprattutto alla squadra per continuare ad inseguire la salvezza".
L'obiettivo personale, però, cammina di pari passo con quello collettivo. Montevago non si nasconde e punta alla doppia cifra, senza però perdere di vista il bene del Grifo: “Penso di poter raggiungere i 13 gol della scorsa stagione. Adesso sto lavorando per migliorarmi e arrivare almeno alla doppia cifra". Anche sul possibile riconoscimento come "Miglior Grifone" dell'anno, l'attaccante resta coi piedi per terra: “Sarebbe un riconoscimento importante ma per ora, insieme ai miei compagni, sono concentrato a raggiungere la salvezza. Se dovesse arrivare sarei felice, ma per adesso l’obiettivo è un altro”.
La parabola di Montevago è quella di un predestinato che ha già assaggiato l'erba più nobile del calcio italiano. Con la maglia della Sampdoria, infatti, sono arrivate le prime presenze in Serie A e, soprattutto, il debutto nel tempio del calcio: “Esordire in uno stadio come San Siro, è un’emozione che non puoi spiegare, è stato un momento bellissimo, punto a tornare a quei livelli e rimanerci, sto lavorando per questo". Parole che trasudano ambizione, ma anche la consapevolezza che la strada per tornare nell'élite passa per il fango e la gloria della Serie C, lottando su ogni pallone per difendere i colori del Perugia.
Il legame con il mondo blucerchiato resta comunque indissolubile, un'esperienza che lo ha formato non solo come atleta, ma come uomo, grazie anche a un'ambientazione che gli ricordava le sue origini siciliane: “Genova è stata una seconda casa, mi sono trovata subito bene. Poi il mare mi ha fatto sentire come se fossi ancora in Sicilia”. Ora, però, il "mare" di Montevago è quello biancorosso dei tifosi del Curi, un popolo che ha eletto il giovane 2003 a nuovo idolo della Fossa.
In vista della sfida contro l'Arezzo, il Perugia si affiderà ancora una volta al suo terminale offensivo. La capolista fa paura, ha numeri da corazzata, ma il Grifo di Tedesco ha dimostrato che con l'attitudine giusta nessuna impresa è preclusa. Con un Montevago così, la doppia cifra è a un passo e la salvezza, che sembrava un miraggio, è oggi un obiettivo concreto da azzannare con tutta la forza possibile.