14 Apr, 2026 - 11:15

Perugia, minaccia la madre di suo figlio su TikTok: 26enne peruviano a processo

Perugia, minaccia la madre di suo figlio su TikTok: 26enne peruviano a processo

Un 26enne peruviano è finito a processo davanti al Tribunale di Perugia per una serie di episodi di violenza e minacce nei confronti dell’ex compagna. L'uomo avrebbe minacciato di morte la donna sui social.

Perugia, 26enne a processo: avrebbe minacciato la madre di suo figlio sui social

Ancora minacce nei confronti di una donna. Nella giornata del 13 aprile, davanti al giudice Lidia Brutti del tribunale di Perugia, si è aperto il processo, come anticipato da Umbria24.it, nei confronti del 26enne, difeso dall’avvocato Domenico Accica, per via della richiesta di giudizio immediato avanzata dalla Procura della Repubblica di Perugia.

Secondo quanto contestato dalla Procura l’uomo è accusato di minaccia aggravata, violenza privata e lesioni personali aggravate nei confronti di una donna che avrebbe minacciato anche attraverso i social network, pubblicando su TikTok frasi dal contenuto offensivo e intimidatorio, del tipo: "Se stai vicino a me muori, fai molta attenzione ad incontrarmi, pagherai caro, devi solo pregare di non incontrarmi mai". 

La ricostruzione dei fatti

I fatti, avvenuti a Perugia, delineano – secondo l’impianto accusatorio – un quadro di comportamenti violenti e reiterati nei confronti della donna, già legata all’imputato da una relazione sentimentale. La persona offesa, di 22 anni, assistita da Stefania Cecere,  è indicata negli atti come vittima diretta delle condotte contestate.

Secondo l'accusa, il 26enne avrebbe costretto la donna, "con violenza consistita nel carattere repentino del gesto e nel vincere la resistenza della persona offesa", a consegnargli il telefono cellulare per poi sbatterlo a terra e distruggerlo. 

A questi episodi si aggiunge l’accusa di lesioni personali: l’uomo avrebbe colpito la ex compagna con uno schiaffo, provocandole il gonfiore del naso e la rottura degli occhiali, con l’aggravante di aver agito nei confronti di una persona legata da una precedente relazione affettiva.

In attesa delle prossime udienze, il processo è entrato nel vivo. Va ricordato che dalla relazione sentimentale da cui nel 2025 è nato anche un figlio.

Cosa conviene fare quando è vittime di violenza domestica

Affrontare una situazione di violenza domestica è difficile, ma chiedere aiuto è il primo passo per salvarsi. Chi subisce maltrattamenti, minacce o aggressioni, deve sapere che non è sola e che esistono strumenti concreti di protezione.

In situazioni di emergenza, è fondamentale chiamare immediatamente il Numero Unico 112 o il 1522, il numero gratuito e attivo 24 ore su 24 del Dipartimento per le Pari Opportunità, che garantisce ascolto, supporto psicologico e orientamento ai centri antiviolenza più vicini. In ogni provincia italiana sono attivi centri antiviolenza e case rifugio, dove le donne possono ricevere protezione, assistenza legale e sostegno psicologico in totale riservatezza. 

È importante conservare ogni prova di aggressione o minaccia, come referti medici, messaggi, fotografie o registrazioni, e presentarsi il prima possibile presso una stazione di Polizia o dei Carabinieri per formalizzare la denuncia. Chiunque può segnalare una situazione sospetta.

Rivolgersi, infine, a un avvocato specializzato in diritto di famiglia o penale consente di avviare rapidamente le procedure per ottenere misure cautelari, come l’allontanamento del partner violento o il divieto di avvicinamento.

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Emanuele Landi
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