Perugia scolpisce nella pietra il nome del "mister", completando l'iter burocratico avviato dalla passata amministrazione per la co-intitolazione dello storico impianto sportivo Santa Giuliana. Un dovuto omaggio a un'autentica leggenda della panchina, simbolo eterno del calcio e dello sport perugino.
Il fischio d'inizio delle celebrazioni è fissato per martedì 28 luglio 2026 alle ore 18, proprio sul terreno di gioco di Via Baldassarre Orsini. Una giornata da cerchiare in rosso per la comunità locale, che vedrà schierate in campo le massime autorità del territorio.
A guidare il cerimoniale ci saranno la sindaca Vittoria Ferdinandi e il prefetto Francesco Zito. Al loro fianco, a testimoniare il valore formativo e l'eredità umana lasciata dal tecnico, presenzieranno anche l'assessore allo sport Pierluigi Vossi e l'assessora all'istruzione Francesca Tizi. Castagner e Perugia, un binomio indissolubile che ha scritto pagine memorabili di storia del pallone. Con questo provvedimento, l'amministrazione comunale assicura che il legame emotivo con la sua gente resti vivo per sempre, dentro e fuori dal rettangolo verde. Un tributo eterno a un grande capitano di uomini.
Il Santa Giuliana manterrà la sua identità calcistica: si chiamerà “Stadio Santa Giuliana-Ilario Castagner” e sarà arricchito da un’epigrafe commemorativa. Respinta l’ipotesi "Arena", termine concesso solo a luglio per l'invasione pacifica di Umbria Jazz. Il percorso inizia il 21 marzo 2023, quando la giunta di Andrea Romizi approva all'unanimità un ordine del giorno bipartisan firmato da Michele Nannarone (FdI) e Francesco Renzo Zuccherini (Pd). Un anno dopo, il 7 febbraio 2024, arriva lo stop: la Prefettura nega il nulla osta. Il motivo? Non erano ancora trascorsi i dieci anni canonici dalla scomparsa del tecnico. A bloccare l'iter ers il parere della deputazione di storia patria per l’Umbria. All’interno dell’ente morale è evidentemente era sfuggito il fatto dell’eccezione alla regola: per figure di chiara rilevanza nazionale o internazionale, il vincolo del decennio può essere derogato. Castagner, condottiero del "Perugia dei miracoli", rientrava di diritto in questa categoria, ma la burocrazia ha preferito la rigidità alla memoria sportiva.
Il nome di Ilario Castagner è indissolubilmente legato come noto a tutti, alla città di Perugia e alla squadra di calcio, precisamente quella del periodo d’oro tra il 1974 e il 1980. La sua prima gioia arriva nel campionato 1974-1975 con una storica promozione in serie A. ma dopo pochi anni, l’allenatore avrebbe scritto una pagina di storia ancora più importante. Nel 1978-1979 la sua squadra sfiorò infatti il miracolo, chiudendo imbattuta il torneo di serie A. Fu la prima squadra a riuscirci e Castagner il primo allenatore grazie anche al suo irrinunciabile vice Giampiero Molinari. Dopo aver tentato la carriera altrove, Castagner, tornò alla guida del Grifo nelle stagioni 1993-1995 e 1998-1999. Ma tra i ricordi più belli della carriera di Castagner c’è l’esperienza al Milan. Fu lui infatti, a riportare i rossoneri in A. Era la stagione 1982-1983 e i rossoneri conclusero al primo posto, dopo la sfortunata e deludente annata precedente (quattordicesimo posto). Qui lanciò tanti giovani, si ricordano Evani, Battistini, Incocciati e confermò Jordan che lo ripagò a suon di gol e diede la fascia di capitano ad un certo Franco Baresi che poi divenne una bandiera rossonera. Al Milan fu voluto dall'allora presidente Giussy Farina. In carriera, è stato anche allenatore di Atalanta, Ascoli, Lazio, Inter, Pescara e Pisa. Castagner, nato a Vittorio Veneto il 18 dicembre del 1940, rimase molto legato alla città di Perugia, dove scelse di vivere con la famiglia anche dopo aver concluso la carriera da allenatore. Ci ha lasciato tre anni fa, precisamente il 18 febbraio 2023.