Un 45enne di origini moldave era stato arrestato a Perugia e punito col divieto di avvicinamento per maltrattamenti ai danni della moglie, che sarebbe stata colpita anche con violenza inaudita (in alcune circostanze). Tramite il suo legale, l'uomo avrebbe avanzato la richiesta di rito abbreviato.
Un 45enne di origini moldave si era reso protagonista di violenze ripetute nel corso del tempo nei confronti della moglie. La notizia riportata in primis da "Il Corriere dell'Umbria" rivela come i maltrattamenti andassero avanti da 18 anni, ossia dalla nascita del primo figlio.
L’uomo, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni, avrebbe preso a bastonate la moglie, rompendole un braccio. Secondo il capo di imputazione l’uomo (allontanato dalla casa familiare e in attesa di processo) avrebbe aggredito fisicamente sferrando calci e pugni la moglie, specialmente sull’addome con schiaffi e tirate di capelli e le lanciava contro oggetti. I figli erano costretti a scappare di casa per mettersi in salvo.
“Le diceva - si legge negli atti - che l’avrebbe buttata dal balcone e che le avrebbe tagliato la testa”. La pm Laura Reale aveva chiesto e ottenuto prima l’emissione del divieto di avvicinamento alla donna e ai loro due figli e poi il giudizio immediato.
Era stato emesso, nei mesi scorsi, il divieto di avvicinamento alla donna e ai loro due figli. Dopo la richiesta di immediato, il 45enne di origine moldava, attraverso il suo legale ha avanzato la richiesta di rito abbreviato, che in caso di condanna gli varrebbe lo sconto di un terzo della pena.
La donna, tramite il suo legale Giuliana Astarita, era pronta a costituirsi parte civile ma l’udienza è stata rinviata per l’impedimento del difensore dell’imputato.
I maltrattamenti in famiglia continuano a rappresentare un problema che vuole una risposta sempre più decisa sia sul piano della prevenzione che su quello repressivo.
I centri antiviolenza, diffusi anche in Umbria, danno assistenza legale, sostegno psicologico e, nei casi più gravi, un luogo sicuro dove trasferirsi temporaneamente.
Le chiamate al numero verde 1522 sono aumentate negli ultimi anni. Serve ricordare che le denunce possono essere presentate anche in ospedale, in seguito a referti medici che attestino eventuali lesioni.