05 May, 2026 - 20:00

Perugia, linea verde per ripartire: il club punta sui talenti del vivaio

Perugia, linea verde per ripartire: il club punta sui talenti del vivaio

Il calcio non si ferma mai. Nemmeno quando il sipario è appena calato su una stagione lunga, sofferta e risolta solo all’ultimo respiro. In casa Perugia, la salvezza conquistata in extremis ha il sapore di una liberazione, ma anche quello di un punto di ripartenza. Perché il Grifo, dopo una rincorsa entusiasmante sotto la guida di mister GiovanniTedesco, non può permettersi di fermarsi a guardare indietro. Il futuro incombe, e lo fa con decisioni pesanti da prendere.

Il progetto per la stagione 2026-27 inizierà a prendere forma nei prossimi giorni, quando il presidente Javier Faroni scioglierà le riserve direttamente dall’Argentina. Sarà lui a dettare la linea, a scegliere uomini e strategie, con l’obiettivo di evitare un altro campionato vissuto sul filo del rasoio. Cambiamenti sono inevitabili, forse anche radicali, ma la sensazione è che qualcosa di buono sia stato seminato proprio nel momento più difficile.

Futuro del Grifo: spazio alla linea verde

Il finale di stagione ha acceso una luce diversa sul Perugia. Non solo per la salvezza, ma per i segnali lanciati dai giovani. In un contesto di emergenza, mister Tedesco ha avuto il coraggio di guardare al vivaio, aprendo scenari interessanti per il futuro. Una scelta quasi obbligata, ma che potrebbe trasformarsi in una vera e propria linea guida.

Partendo dalla porta, l’esordio del giovane Moro rappresenta una delle note più intriganti. Il classe cresciuto nel settore giovanile ha trovato spazio nel 2-2 contro la Juventus Next Gen, mostrando personalità e margini di crescita. Non un dettaglio, considerando che il futuro di Gemello è tutt’altro che certo: le sirene di mercato potrebbero portarlo lontano dal Curi già in estate. In questo scenario, puntare su Moro non sarebbe solo una scelta romantica, ma anche strategica.

In difesa, riflettori puntati su Pietro Rondolini, classe 2007 della Primavera. Un profilo ancora acerbo, ma con qualità evidenti e una struttura fisica che lascia ben sperare. Il salto tra i professionisti non è mai semplice, ma il Perugia sembra intenzionato a costruire un percorso graduale, valorizzando i propri talenti senza bruciarli.

Il centrocampo offre forse lo spunto più interessante. Christian Dottori, classe 2008, è già entrato nella storia recente del club con il suo esordio in prima squadra. Cinquantanove minuti complessivi distribuiti in tre presenze: pochi numeri, ma significativi. Due minuti contro il Forlì, ventidue contro la Juventus Next Gen e trentacinque nell’ultima giornata. Un crescendo che racconta fiducia e intraprendenza. Dottori è un giocatore dinamico, moderno, capace di abbinare corsa e tecnica. Il prossimo campionato potrebbe rappresentare per lui la vera consacrazione.

Tra addii e nuove scommesse: l’attacco da rifondare

Se la linea verde rappresenta una base, l’attacco del Perugia è destinato a vivere una rivoluzione. Il nome più caldo è quello di Montevago: dopo due stagioni di alto livello, il suo futuro sembra lontano da Perugia. Un addio che peserà, perché parliamo di un attaccante capace di fare la differenza in Serie C.

Ma ogni addio apre nuove porte. E in questo caso, la porta conduce a Claudio Giardino. Arrivato in estate dal settore giovanile della Juventus, l’attaccante barese ha già dimostrato di avere numeri e istinto. Con la Primavera 2 ha messo a segno sette gol in sedici partite, aggiungendo anche un assist. Numeri importanti, che raccontano di un giocatore pronto al salto.

In prima squadra ha già collezionato nove presenze, senza però trovare il primo gol tra i professionisti. Un dettaglio che non deve ingannare: il talento c’è, e il contesto della prossima stagione potrebbe favorirne l’esplosione. Giardino rappresenta una scommessa, ma anche una necessità. Perché il Perugia del futuro dovrà essere sostenibile, e valorizzare i giovani è la strada più logica.

Resta poi da capire quale sarà la guida tecnica. Il futuro di Tedesco appare incerto, con il club orientato verso un profilo diverso. Eppure, il tecnico siciliano lascia in eredità qualcosa di importante: non solo la salvezza, ma un gruppo che ha ritrovato identità e spirito. Un patrimonio che non dovrà essere disperso.

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Lorenzo Farneti
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