24 May, 2026 - 15:05

Perugia, la primaria Giovanni Cena e l’infanzia Italo Calvino saranno ricostruite ex novo: investimento da 12,7 milioni

Perugia, la primaria Giovanni Cena e l’infanzia Italo Calvino saranno ricostruite ex novo: investimento da 12,7 milioni

La scuola di via Birago cambia volto e cambia anche strategia. Il plesso che a Perugia ospita la scuola primaria Giovanni Cena e quella dell’infanzia Italo Calvino non sarà soltanto adeguato dal punto di vista sismico, come inizialmente ipotizzato, ma demolito e ricostruito integralmente. La notizia, riportata da Daniele Bovi su Umbria24, riguarda uno degli interventi più importanti programmati negli ultimi anni nel settore dell’edilizia scolastica cittadina e si inserisce nel più ampio quadro della ricostruzione post sisma 2016.

Il Comune di Perugia ha infatti approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica relativo al complesso costruito nel biennio 1966-67, aprendo la strada a un’opera da circa 12,7 milioni di euro. Una scelta che segna una svolta rispetto alle valutazioni iniziali e che punta a realizzare una scuola nuova, più sicura, più funzionale e più vicina alle esigenze didattiche contemporanee.

La svolta dopo le verifiche tecniche

Il cambio di strategia è arrivato al termine di approfonditi studi di prefattibilità commissionati dal Comune, dai quali è emerso che il recupero dell’edificio esistente avrebbe comportato costi superiori rispetto alla costruzione di un nuovo plesso, senza garantire però gli stessi standard di sicurezza, efficienza energetica e qualità architettonica.

Le analisi degli ultimi mesi hanno messo in luce criticità rilevanti, aggravate dagli effetti del terremoto del 2016. In particolare, sono stati riscontrati danni ai pilastri in cemento armato del piano seminterrato, problemi nelle pareti della palestra e carenze degli impianti sotto il profilo della prevenzione incendi e dell’efficienza energetica.

L’opzione della demolizione e ricostruzione viene dunque considerata dall’amministrazione la soluzione più efficace sul piano tecnico ed economico, ma anche quella più capace di restituire alla città un edificio pienamente adeguato agli standard contemporanei.

Un investimento da quasi 13 milioni di euro

Dal punto di vista economico, il progetto rappresenta una delle operazioni più consistenti attualmente previste nel territorio comunale.

La copertura finanziaria sarà garantita attraverso diverse linee di finanziamento: quasi 9,1 milioni di euro arriveranno dai fondi statali destinati alla ricostruzione post terremoto, circa 1,7 milioni saranno legati agli incentivi per l’efficienza energetica del Conto termico, mentre ulteriori 1,8 milioni serviranno per sostenere le spese aggiuntive e l’incremento dei costi dei materiali registrato negli ultimi anni. Un modello già sperimentato a Perugia con l’intervento realizzato in via Fonti Coperte, dove la scuola media Carducci-Purgotti è stata abbattuta e ricostruita dopo i danni provocati dal terremoto.

Come sarà il nuovo plesso

Il nuovo edificio sarà progettato per ospitare complessivamente 436 alunni, di cui 89 della scuola dell’infanzia e 347 della primaria.

L’obiettivo del progetto è quello di realizzare una struttura più razionale rispetto a quella attuale, eliminando le interferenze tra i diversi percorsi scolastici e riorganizzando gli spazi in funzione delle esigenze didattiche contemporanee.

Le aule saranno più ampie, saranno previsti ambienti flessibili per le attività di sostegno e verrà costruita una nuova palestra da circa 330 metri quadrati. Il progetto prevede anche una rivisitazione degli ingressi, che saranno rimodulati tra via Birago e via Palestrina, con percorsi più sicuri e coperti. Al piano terra troveranno posto cucina, archivi e locali di servizio. La nuova cucina sarà inoltre predisposta per servire anche altri plessi della zona, rafforzando la funzione logistica della struttura nel quartiere scolastico.

Sicurezza antisismica ed efficienza energetica

Uno degli aspetti centrali dell’intervento riguarda la sicurezza strutturale. Le verifiche eseguite negli anni successivi al sisma del 2016 avevano evidenziato fragilità importanti nell’edificio esistente, non compatibili con un semplice intervento di adeguamento.

La nuova scuola sarà costruita secondo gli standard antisismici più recenti e con caratteristiche energetiche ad alta efficienza, fino al raggiungimento della categoria degli edifici a consumo quasi zero. Il progetto prevede anche l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di climatizzazione di nuova generazione, con l’obiettivo di ridurre consumi ed emissioni.

Si tratta quindi di un intervento che non mira soltanto alla messa in sicurezza del plesso, ma anche alla costruzione di un modello di edilizia pubblica più moderna, sostenibile e coerente con gli obiettivi della transizione ecologica.

Il nodo del trasferimento degli studenti

La demolizione e ricostruzione del complesso comporteranno inevitabilmente una fase di trasferimento temporaneo degli alunni. Si tratta di uno dei passaggi più delicati dell’intero percorso, anche perché nei locali di via Birago sono attualmente ospitati gli studenti della Lombardo Radice.

Al momento, nei documenti approvati dal Comune non vengono ancora indicate le sedi provvisorie che dovranno accogliere le attività scolastiche durante il cantiere. Una decisione che sarà necessariamente affrontata più avanti, anche in relazione ai tempi di realizzazione delle altre opere scolastiche cittadine.

L’iter amministrativo e i prossimi passaggi

Con l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica ha inizio il percorso amministrativo che porterà alla realizzazione dell’opera. Il cronoprogramma prevede ora sessanta giorni per il progetto definitivo, seguiti dalla Conferenza dei servizi necessaria ad acquisire i pareri degli enti coinvolti e da ulteriori sessanta giorni per il progetto esecutivo.

Solo al termine di questi passaggi sarà possibile avere un quadro più preciso sui tempi di avvio del cantiere e sull’organizzazione della fase transitoria per gli studenti.

La scuola di via Birago entra così in una nuova fase della propria storia. Non più un edificio da adattare, ma una struttura da ripensare da zero, con l’obiettivo di offrire alla città un polo scolastico più sicuro, più efficiente e più adatto alle esigenze della scuola del presente e del futuro.

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Francesco Mastrodicasa
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