14 May, 2026 - 11:48

Perugia, il Comune risponde alle criticità di via del Favarone: in arrivo il revamping degli impianti di videosorveglianza

Perugia, il Comune risponde alle criticità di via del Favarone: in arrivo il revamping degli impianti di videosorveglianza

Una questione che intreccia sicurezza urbana, decoro, gestione del disagio sociale e qualità della vita dei residenti, riportando al centro del confronto istituzionale uno dei nodi più delicati del tessuto cittadino. È quello emerso nel corso dell’ultimo question time del Consiglio comunale di Perugia, dove il tema della situazione di via del Favarone è tornato all’attenzione dell’aula attraverso un’interrogazione presentata dal consigliere comunale Nilo Arcudi, che ha chiesto all’amministrazione chiarimenti sulle misure da adottare per fronteggiare le criticità denunciate dai cittadini della zona.

Al centro del confronto, la complessa convivenza tra il quartiere residenziale e le diverse strutture di accoglienza e servizi per il disagio sociale storicamente presenti nell’area, una presenza che negli ultimi tempi – secondo quanto riferito nell’interrogazione – avrebbe determinato un progressivo peggioramento delle condizioni di vivibilità, alimentando tensioni con il vicinato e un diffuso senso di insicurezza. 

La risposta dell’amministrazione, affidata all’assessore Andrea Stafisso, ha confermato la consapevolezza delle problematiche segnalate e ha aperto alla possibilità di un rafforzamento del sistema di controllo attraverso l’installazione di impianti di videosorveglianza, nell’ambito del più ampio piano di revamping tecnologico previsto in città.

L’interrogazione di Arcudi: “Forte esasperazione tra i residenti”

A sollevare formalmente il caso è stato il consigliere Arcudi, che ha richiamato in aula il quadro di crescente disagio vissuto dai cittadini che risiedono nella zona. “Una situazione di forte esasperazione tra i residenti di via del Favarone, causata dal progressivo degrado dell’area e da una diffusa percezione di insicurezza”: così il consigliere ha sintetizzato il contenuto dell’interrogazione, riportando una serie di segnalazioni raccolte tra i residenti.

Secondo quanto esposto, la compresenza nell’area di strutture dedicate all’accoglienza e ai servizi sociali, seppur fondamentali sul piano assistenziale, presenterebbe criticità sotto il profilo logistico e gestionale. Arcudi ha sottolineato come il comportamento di alcuni utenti starebbe generando “gravi tensioni con il vicinato”, con episodi che i residenti definiscono sempre più frequenti e difficili da tollerare.

Tra i fatti riferiti figurano molestie ai passanti, presenza di persone in stato di alterazione alcolica e comportamenti aggressivi, fino ad arrivare - secondo quanto riportato - a episodi in cui alcune vetture sarebbero state colpite con bastoni.

Il nodo sicurezza: illuminazione e assenza di controllo

Uno dei punti centrali dell’interrogazione riguarda il sistema di sicurezza dell’area. Secondo Arcudi, la scarsa illuminazione e l’assenza di un sistema di videosorveglianza efficace contribuiscono ad accrescere la percezione di insicurezza, trasformando via del Favarone in una zona percepita dai residenti come marginale e poco presidiata. 

Un aspetto che alimenterebbe un diffuso senso di abbandono, nonostante le richieste di intervento già avanzate in passato. Il tema della videosorveglianza viene indicato come una possibile risposta concreta, non soltanto per una funzione deterrente, ma anche come strumento utile a monitorare eventuali episodi critici e a rafforzare la capacità di prevenzione. La richiesta avanzata in aula punta dunque a inserire via del Favarone tra le priorità del piano cittadino di potenziamento del controllo urbano.

Le criticità sul fronte del decoro urbano

Oltre alla sicurezza, nell’interrogazione trovano spazio anche le condizioni del decoro urbano. Arcudi ha evidenziato come il servizio di spazzamento e igiene urbana venga giudicato dai residenti insufficiente, con una frequenza di intervento limitata a una sola volta a settimana. Una condizione che favorirebbe accumuli di rifiuti e situazioni di degrado igienico, contribuendo a peggiorare la percezione complessiva dell’area.

Il consigliere ha inoltre richiamato il rischio di una progressiva svalutazione del patrimonio immobiliare della zona, conseguenza indiretta ma concreta di un contesto percepito come poco curato e problematico. La questione del decoro, dunque, si intreccia direttamente con quella della sicurezza e della qualità della vita.

La risposta dell’assessore Stafisso

Nel rispondere all’interrogazione, l’assessore Andrea Stafisso ha riconosciuto la delicatezza del quadro e ha assicurato che l’amministrazione segue da tempo la situazione.

L’assessore ha sottolineato come l’obiettivo del Comune sia quello di contemperare due esigenze entrambe rilevanti: da un lato la sicurezza dei residenti, dall’altro la necessità di mantenere servizi sociali e strutture di accoglienza che svolgono un ruolo fondamentale per la città. Una linea di equilibrio che l’amministrazione ritiene imprescindibile.

Gli interventi già realizzati

Stafisso ha ricordato che nel 2025 l’area è stata interessata da un intervento di riqualificazione dell’impianto di pubblica illuminazione. L’operazione ha previsto un incremento dei punti luce e la potatura delle chiome degli alberi laddove interferivano con la diffusione luminosa.

Un intervento finalizzato a migliorare la visibilità e a rendere la zona maggiormente fruibile nelle ore serali e notturne. Un primo passo, secondo l’assessore, già orientato a rispondere ad alcune delle criticità segnalate.

Videosorveglianza, il passaggio al comitato sicurezza

La novità più significativa riguarda però il piano di potenziamento della videosorveglianza urbana. Stafisso ha confermato che nel primo semestre del 2026 è previsto il completamento del revamping degli impianti cittadini. Per quanto riguarda via del Favarone, la proposta di inserimento sarà sottoposta al Comitato per l’ordine e la sicurezza, organismo deputato alla valutazione tecnica e operativa delle priorità.

Nel frattempo, ha spiegato l’assessore, è stato avviato un confronto preliminare con Adisu, presente nell’area, per verificare possibili accelerazioni dell’intervento.

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Francesco Mastrodicasa
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