07 Mar, 2026 - 18:00

Perugia, furto con spaccata in una gioielleria: ladri in fuga con l’oro

Perugia, furto con spaccata in una gioielleria: ladri in fuga con l’oro

Un boato nel silenzio della notte, vetri infranti e vetrine devastate: così si è presentata la scena davanti agli occhi dei primi testimoni all’alba. A Perugia torna l’incubo dei furti con spaccata, una tecnica sempre più utilizzata dalla criminalità organizzata per colpire attività commerciali. Questa volta nel mirino dei malviventi è finita una gioielleria situata all’interno del centro commerciale Centro Commerciale Emisfero, lungo via Settevalli.

Il colpo è stato messo a segno nella notte, quando la struttura era completamente deserta. I ladri sono riusciti a introdursi all’interno della galleria commerciale e, una volta raggiunto il negozio di preziosi, hanno messo in atto una vera e propria azione lampo. In pochi minuti hanno distrutto le vetrine espositive e arraffato gioielli e oggetti in oro prima di darsi alla fuga.

Secondo una prima stima il bottino si aggirerebbe tra i 50 e i 60 mila euro. Sul caso stanno ora indagando i militari della Arma dei Carabinieri, impegnati a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e soprattutto a individuare i responsabili di un colpo che ha scosso il mondo del commercio locale.

Il colpo nella notte: vetrine distrutte e fuga con l’auto

L’azione criminale sarebbe avvenuta nelle ore più tranquille della notte, quando il centro commerciale era ormai chiuso da diverse ore. Secondo le prime ricostruzioni, i ladri avrebbero forzato uno degli accessi alla struttura riuscendo così a entrare nella galleria interna senza essere fermati.

Una volta raggiunta la gioielleria, la banda avrebbe agito con rapidità e precisione. Utilizzando probabilmente attrezzi da scasso o oggetti contundenti, i malviventi hanno mandato in frantumi le vetrine che custodivano collane, bracciali, anelli e altri preziosi. L’operazione è stata velocissima: pochi minuti sono bastati per raccogliere il maggior numero possibile di gioielli prima che potesse scattare l’allarme o arrivassero le forze dell’ordine.

Terminata la razzia, i criminali si sarebbero dileguati a bordo di un’automobile di colore scuro, facendo perdere rapidamente le proprie tracce nelle strade della città. Il veicolo utilizzato per la fuga rappresenta ora uno degli elementi chiave su cui si stanno concentrando le indagini.

L’allarme dato dai corrieri e le indagini dei carabinieri

A far scattare l’allarme sarebbero stati alcuni corrieri impegnati nelle prime consegne della giornata. Arrivati al centro commerciale nelle prime ore del mattino, si sarebbero accorti subito dei segni evidenti del raid: vetrine distrutte, frammenti di vetro sparsi sul pavimento e il negozio completamente devastato.

La segnalazione ha fatto intervenire immediatamente i carabinieri della compagnia di Perugia, che hanno effettuato un primo sopralluogo per raccogliere elementi utili alle indagini. Gli investigatori hanno delimitato l’area e avviato tutti gli accertamenti tecnici del caso, compresi i rilievi scientifici alla ricerca di eventuali impronte o tracce lasciate dai ladri.

Uno degli aspetti più importanti dell’inchiesta riguarda ora l’analisi dei sistemi di videosorveglianza. Le telecamere installate all’interno del centro commerciale e quelle presenti nelle zone limitrofe potrebbero infatti aver ripreso momenti cruciali dell’azione criminale: dall’ingresso dei malviventi nella struttura fino alla fuga con l’auto. Gli investigatori stanno inoltre verificando se il colpo possa essere collegato ad altri furti simili avvenuti negli ultimi mesi in diverse città italiane. Le cosiddette “spaccate” nelle gioiellerie rappresentano infatti una modalità operativa utilizzata da bande organizzate, spesso composte da più persone e specializzate in azioni rapide e mirate.

Un ulteriore elemento emerso dai primi accertamenti riguarda la cassaforte del negozio. Nonostante il blitz, i ladri non sarebbero riusciti ad aprirla. Probabilmente il sistema di sicurezza e il poco tempo a disposizione hanno costretto la banda a rinunciare a tentare lo scasso, limitandosi a portare via i preziosi esposti nelle vetrine.

Cosa dice la legge sul reato di rapina

Dal punto di vista giuridico, episodi di questo tipo possono rientrare in diverse fattispecie penali previste dal Codice Penale italiano, in particolare nei reati contro il patrimonio. Quando il furto avviene con l’uso della violenza o della minaccia nei confronti delle persone, la legge parla di rapina (reato), disciplinata dall’articolo 628 del codice penale.

La norma stabilisce che chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si impossessi di un bene mobile altrui utilizzando violenza o minaccia nei confronti della vittima commette il reato di rapina. Si tratta di uno dei delitti più gravi contro il patrimonio proprio perché combina due elementi: la sottrazione del bene e l’aggressione alla libertà o all’incolumità della persona.

La pena prevista dalla legge è particolarmente severa. In base alla normativa vigente, la rapina semplice è punita con la reclusione da cinque a dieci anni e con una multa che può arrivare a diverse migliaia di euro. La situazione si aggrava notevolmente quando ricorrono determinate circostanze, come l’uso di armi, l’azione compiuta da più persone riunite oppure il fatto commesso in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

In questi casi si parla di rapina aggravata e la pena può arrivare fino a venti anni di reclusione, con sanzioni economiche molto più elevate. La legge punisce anche il tentativo di rapina e prevede responsabilità penali per tutti i partecipanti all’azione criminale, compresi coloro che collaborano nella fase organizzativa o nella fuga.

AUTORE
foto autore
Lorenzo Farneti
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE