Ha provato a dileguarsi dentro un esercizio commerciale di via Curtatone, convinto di aver riconosciuto la sagoma di una pattuglia troppo vicina. Scelta sbagliata: i Carabinieri lo avevano già inquadrato, gli hanno chiesto i documenti e nel giro di pochi minuti hanno aperto lo zaino che teneva stretto sulle spalle. All’interno c’erano 221 ovuli di eroina, termosaldati uno per uno, per un peso complessivo che sfiora i tre chili: 2.970 grammi di sostanza purissima, confezionata per fruttare fino all’ultima dose sulle piazze di Fontivegge. Un maxi sequestro che ha permesso di intercettare uno stock di stupefacente destinato con ogni probabilità a invadere il mercato al dettaglio del capoluogo umbro.
Il blitz porta la data di questi giorni ed è opera dei militari della Compagnia di Intervento Operativo dell’Ottavo Reggimento “Lazio”, affiancati dalla Sezione Operativa della Compagnia di Perugia e dalla Stazione Carabinieri di Corciano. La zona è quella sensibile di Fontivegge, quartiere su cui l’Arma ha intensificato i controlli a tappeto dedicati proprio al contrasto dello spaccio di stupefacenti. La scelta del dispositivo non è casuale: da anni l’area è segnalata come crocevia del traffico al dettaglio e i risultati operativi, compreso quello appena ottenuto, confermano che la pressione degli investigatori sta scendendo con efficacia sui gangli dell’organizzazione.

L’uomo fermato è un trentasettenne di origine nigeriana. Lo hanno incrociato lungo via Curtatone mentre camminava con un passo che ai militari è apparso subito poco disinvolto. Quando ha percepito la presenza della pattuglia, il trentasettenne ha cambiato direzione in modo repentino e “è entrato improvvisamente in un esercizio commerciale”, come precisano i Carabinieri, cercando di confondersi tra gli avventori. Il gesto, definito dagli investigatori un comportamento sospetto, ha spinto i militari a stringere il cerchio e ad approfondire il controllo.
Bastano pochi istanti per capire che il fiuto degli uomini in divisa non ha tradito: lo zaino del trentasettenne nascondeva un carico di 221 involucri termosaldati contenenti eroina. La polvere bruna, analizzata immediatamente grazie ai kit in dotazione alle pattuglie, è risultata di elevata purezza e già suddivisa in dosi pronte per la vendita al dettaglio. I tecnici parlano di un quantitativo che, una volta immesso stabilmente sulle principali piazze di spaccio perugine, avrebbe potuto generare un giro d’affari stimabile in diverse decine di migliaia di euro.
Il sequestro dei quasi tre chili di stupefacente è scattato immediatamente e contestualmente sono partiti gli accertamenti per verificare se il trentasettenne potesse contare su basi d’appoggio in città.

La perquisizione domiciliare, disposta d’urgenza e condotta dai Carabinieri nel luogo dove il fermato aveva stabilito contatti, ha portato al rinvenimento di 6.450 euro in contanti, somma ritenuta verosimilmente frutto dell’incessante attività di cessione al minuto. Il danaro è stato sequestrato, mentre nell’abitazione i militari hanno identificato un connazionale del trentasettenne, denunciato a piede libero per detenzione ai fini di spaccio. Il materiale raccolto durante la perquisizione e le dichiarazioni rese nelle fasi immediatamente successive sono ora al vaglio degli investigatori.
L’arresto del trentasettenne, convalidato dal magistrato di turno, si è concluso con il trasferimento dell’uomo alla Casa Circondariale di Perugia Capanne, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, proseguono senza sosta per risalire alla rete di complici che gravita intorno all’organizzazione e per identificare eventuali intermediari incaricati di smistare la partita di eroina oltre i confini del quartiere Fontivegge.
Il messaggio che trapela dagli inquirenti, in queste settimane di presidio rafforzato, è che la domanda di stupefacenti non resterà senza risposta repressiva. La strategia dei controlli a tappeto, spiegano gli investigatori, serve a colpire con continuità i segmenti della filiera attivi sul territorio, dai grossisti che trasportano gli ovuli a chi piazza la droga al dettaglio, e l’operazione in via Curtatone, con i suoi duecentoventuno involucri sequestrati, rientra esattamente in questa maglia operativa.