Il futuro del Perugia Calcio riparte da una parola chiave: sostenibilità. Nella conferenza stampa andata in scena questa mattina all’Hotel Sangallo, il direttore generale Hernan Garcia Borras ha affrontato senza filtri i temi più delicati del momento biancorosso: dal ridimensionamento economico alla conferma di Tedesco, passando per il ruolo di Novellino, la posizione di Riccardo Gaucci, il futuro societario e le difficoltà economiche del calcio di Serie C.
Borras non ha cercato alibi. Il dirigente ha ammesso apertamente gli errori commessi nella costruzione del progetto tecnico e gestionale degli ultimi anni, sottolineando però come la società abbia sempre rispettato gli impegni economici. Come riportato da CalcioGrifo, Borras ha aperto il suo intervento con una dura analisi degli ultimi due anni vissuti dal Perugia.
“Ci sarà un ridimensionamento, se parliamo del passato tanto è cambiato, due campionati sono stati un fracasso sportivo totale e non ci nascondiamo né evitiamo le responsabilità. Chiediamo scusa ai tifosi e li ringraziamo per l’appoggio. Contrattammo un direttore sportivo top che prendeva ciò che non guadagna nessuno nella categoria, abbiamo un presidente che ha speso 9 milioni in due anni. La differenza è che noi paghiamo e paghiamo tutti, questo nessuno lo può negare. I dubbi non ci devono essere. Siamo arrivati il 7 settembre e da allora sono fallite 4 società. E’ cambiato il mio comportamento. Oggi è diverso e ho dovuto prendere il controllo assoluto della situazione. Meluso non c’è più. Contrattiamo dipendenti, è nostra responsabilità ma non nostra colpa”.
Borras ha anche commentato le dichiarazioni rilasciate nei mesi scorsi dal presidente Faroni, che aveva immaginato un Perugia destinato a diventare uno dei club più importanti d’Italia.
“Era invaghito per il clima di euforia e ha detto il suo pensiero, però poi il mercato lo ha fatto Meluso. Abbiamo commesso molti errori e il primo colpevole sono io, non voglio commettere però lo stesso errore due volte”.
Uno dei temi centrali della conferenza è stato quello economico. Il direttore generale ha spiegato come il club sia costretto a ridurre drasticamente il monte ingaggi, attualmente molto superiore rispetto ai nuovi limiti imposti dalla categoria.
“Il mercato è iniziato il lunedì dopo Forlì. Ho incontrato due agenti. Il giorno dopo, ho parlato con Tedesco, lui è arrivato come un Vigile del Fuoco e non come un allenatore, ha fatto un miracolo con Gaucci e Novellino. Ho chiesto come cambierebbe questa squadra. Ma il mercato finirà il 2 settembre. Non voglio parlare oggi del budget, possono esserci variazioni”.
Il riferimento al possibile incasso derivante da Montevago lascia aperta qualche possibilità operativa.
“Montevago con i possibili 700.000 euro della Sampdoria può cambiare il budget. Il budget che ha stabilito la Lega Pro è di 2 milioni, la metà dell’incasso del club secondo il Salary Cap. Il nostro lavoro deve focalizzarsi sulla riduzione del budget che oggi è 4,5. Oggi la situazione è documentabile, anche per intelligenza e buonsenso. Abbiamo speso molti soldi per giocatori che non sono stati impiegati, per il più caro 350 euro al minuto, la media 90 al minuto. Il 70 per 100 dei giocatori erano sotto la media”.
Borras ha poi allargato il discorso all’intero sistema della Serie C.
“Quello che ha fatto la Lega Pro è meraviglioso e spendere soldi non significa vincere. Se paragoni i punti con il budget la classifica è terribile, prima la Ternana e secondi noi che abbiamo speso più soldi per ogni punto ottenuto. Avessimo vinto il campionato, allora poteva anche andare bene. I più contenti sono i tifosi dell’Arezzo. Non abbiamo fatto bene, stiamo valutando tutte le possibili conferme o meno, con l’allenatore siamo d’accordo. Non ho confermato Tedesco il giorno dopo per avere il tempo di valutare la situazione. Parlo con tutti, tutti i giorni e anche con loro, tutto è definito, ad esempio il giorno del ritiro il 13 luglio, cosa faranno i giocatori, le date degli allenamenti e di riposo eccetera. Il ritiro sarà a Perugia e finirà quando termina Umbria Jazz”.
Sul futuro tecnico le indicazioni sembrano ormai piuttosto chiare. Tedesco è destinato a restare alla guida del Perugia, anche se manca ancora l’ufficialità definitiva.
“Abbiamo deciso che sarà Tedesco ma mancano alcuni giorni per confermarlo, lavoriamo in funzione di questo. L’idea è restare insieme”.
Confermato anche Walter Novellino, figura ritenuta centrale nel nuovo assetto tecnico della società.
“Novellino resta, siamo felici con lui. Gaucci ha preso tempo perché ha una famiglia e un progetto personale con l’Assisi, per sei mesi ha lasciato tutto per il Perugia. Non sono preoccupato per la sua risposta perché è un amico sin da prima che arrivasse nel Perugia, mi ha aiutato ancora prima di arrivare. Per cui se deve pensare non c’è problema, noi non contrattiamo giocatori, valutiamo e possiamo aspettare la sua decisione”.
Molto forte anche il passaggio dedicato alla situazione del presidente Faroni, attualmente alle prese con problemi di salute.
“Il presidente ha un tumore, questa situazione lo allontana ed è disposto ad accogliere un compagno di viaggio. Mi ha lasciato tutta la responsabilità, molto grande per me. Prima ero un esecutore di decisioni e oggi ho la responsabilità. Ha aperto la porta in maniera tranquilla alla consulta per il Perugia Calcio, ho parlato con 34 imprenditori che hanno sollecitato informazioni ma non abbiamo ricevuto alcuna offerta. Quando tiri fuori il bilancio tutto il mondo sparisce, il bilancio è pubblico e la perdita reale. La Ternana non la prende nessuno. La realtà è questa, siamo aperti alle offerte, ad ingressi, a cessione, al meglio per il Perugia”.
Poi la smentita sulle voci riguardanti Antonini.
“Antonini presidente non è vero, ha avuto tre riunioni, lui sta al nostro fianco ma non sarà presidente, eppure il Perugia avrebbe bisogno di dieci Antonini, cinque Capricorno, eccetera”.
Nel finale Borras ha parlato del rapporto con la tifoseria e delle future strategie commerciali.
“I tifosi potevano contestarci, la campagna è stata pessima, invece i gruppi si sono uniti e ci hanno appoggiato, questo dovrebbero fare tutti. La colpa della campagna è nostra, oggi con 3.000 euro puoi partecipare alla campagna di sponsorizzazione, abbiamo avuto un solo appuntamento a fronte di 3.000 contatti. Sulla campagna abbonamenti non commetteremo gli errori dell’anno scorso, poteva essere gratis se facevi con Central Energy, abbiamo fatto solo il 10 per 100, cambieremo il prezzo”.
Sul fronte mercato e rinnovi:
“L’estate non è iniziata. Non abbiamo firmato niente, stiamo parlando con Angella, Dell’Orco e Bartolomei. Indipendentemente dal progetto, un po’ di ingiustizia nei loro confronti. Un conto è la persona e una il professionista, come persone sono bravi hanno famiglia e figli, conosco la moglie, brave persone. Come calciatori hanno fatto molto bene, hanno giocato poco e questo è il problema, come professionisti sono il top con tutti gli infortuni, spesso sono dovuti venire prima al lavoro, fisioterapia, un po’ ingiusto come si parla di loro. Hanno ingaggi alti? Sì. Ma nessuno dei due ha sparato a Santopadre per avere il contratto, hanno spalmato e fatto un favore al Perugia. Sarebbe facile dargli la colpa. Oggi l’ultimo allenamento ma vi assicuro che loro continueranno a lavorare”.
Infine il caso Bacchin:
“Bacchin ha un anno di contratto, non abbiamo trovato accordo, il 24 febbraio gli abbiamo inviato il contratto e non lo ha firmato. Se non avessi pensato al bene del Perugia non avrebbe giocato un minuto, un grande calciatore un grande professionista e una brava persona ma non ha firmato, di più non posso fare”.