Il futuro del Perugia potrebbe entrare nei prossimi giorni nella sua fase più delicata. L’offerta formale presentata da Arena Curi per l’acquisizione del club biancorosso rappresenta il primo passo concreto verso un possibile cambio di proprietà, aprendo uno scenario che fino a poche settimane fa sembrava ancora distante. La trattativa è ormai entrata nel vivo e le parti hanno iniziato a confrontarsi per cercare un’intesa, anche se servirà ancora del tempo prima di arrivare a un’eventuale fumata bianca.
Si tratta di una settimana che potrebbe indirizzare il destino della società. Da una parte c’è l’interesse manifestato da Arena Curi, dall’altra la posizione dell’attuale proprietà, che non sembra intenzionata a cedere senza valutare attentamente ogni aspetto dell’operazione. Nel frattempo, la squadra continua la preparazione agli ordini di Giovanni Tedesco, mentre il mercato resta praticamente bloccato sul fronte degli acquisti e molto attivo su quello delle uscite.
Le parole del direttore generale Hernan Borras, pronunciate al termine dell’allenamento di ieri e riportate da La Nazione, hanno inevitabilmente acceso il dibattito. Il dirigente ha voluto chiarire la posizione della società nei confronti dell’offerta presentata da Arena Curi, ribadendo che il Perugia non è costretto a cedere il club.
“Ci tengo prima di tutto a precisare che non abbiamo alcun obbligo di accettare l’offerta di Arena Curi. Resto sbalordito del fatto che la stampa locale, soprattutto quella via social, presenti quest’offerta come la salvezza del Perugia. La salvezza del Perugia invece si chiama Javier Faroni”.
Una dichiarazione forte, destinata a dividere la piazza. Da settimane il tema della possibile cessione tiene banco tra i tifosi, desiderosi di conoscere quale sarà il futuro della società. Borras, invece, ha scelto di spostare l’attenzione sul lavoro svolto dall’attuale proprietà, difendendo apertamente Javier Faroni e sottolineando gli sforzi economici sostenuti negli ultimi mesi.
Il direttore generale ha poi puntato il dito contro il clima che si è creato attorno al club.
“È dal 19 febbraio che denuncio il fatto che l’ambiente ci stia creando problemi. Abbiamo perso un giocatore praticamente preso, dopo due mesi di trattativa, perché ha letto sulla stampa che il Perugia è una società sulla via del fallimento. Così ha preferito accasarsi da un’altra parte”.
Borras ha quindi evidenziato un elemento che considera fondamentale per dimostrare la solidità della società.
“Il Perugia invece è l’unica squadra di Serie C con la fidejussione di agosto a posto. E questo per merito di Faroni”.
Una precisazione che vuole trasmettere un messaggio preciso: la società, almeno dal punto di vista degli adempimenti federali, sostiene di essere in regola e di aver rispettato tutte le scadenze previste, elemento che il direttore generale attribuisce direttamente all’impegno dell’attuale proprietà.
Mentre il fronte societario continua a monopolizzare l’attenzione, la squadra prosegue il proprio lavoro sul terreno di gioco. Nel pomeriggio è in programma un’amichevole in famiglia che chiuderà di fatto la prima settimana di preparazione estiva agli ordini di Giovanni Tedesco.
Il tecnico continua a lavorare con un gruppo inevitabilmente incompleto, visto che il mercato non ha ancora portato alcun volto nuovo in biancorosso. Finora il Perugia ha infatti operato esclusivamente in uscita, seguendo una strategia che punta prima a ridurre il monte ingaggi e successivamente a intervenire sugli acquisti.
Le operazioni in uscita, però, potrebbero non essere terminate. Sul piede di partenza restano almeno tre giocatori di esperienza come Cristian Dell’Orco, Andrea Bartolomei e Luigi Canotto, calciatori che percepiscono stipendi importanti e che rappresentano alcune delle posizioni sulle quali la società starebbe lavorando per alleggerire i costi di gestione.