Garantire continuità a un presidio ambientale e sociale ormai radicato nel territorio cittadino, consolidando al tempo stesso le politiche legate all’economia circolare e alla riduzione dei rifiuti. È con questo obiettivo che il Comune di Perugia ha avviato la procedura per individuare un nuovo soggetto gestore del Centro del riuso di San Marco, struttura considerata strategica nell’ambito delle azioni dedicate al recupero dei beni usati, alla sostenibilità e al sostegno sociale.
La giunta comunale, con atto approvato l’8 aprile 2026, ha deliberato la pubblicazione di un avviso esplorativo finalizzato alla raccolta di manifestazioni di interesse per l’affidamento della gestione del centro. Un passaggio amministrativo che punta ad assicurare la piena operatività della struttura attraverso un nuovo affidamento disciplinato da apposita convenzione. L’avviso pubblico, già disponibile, fissa al 21 maggio 2026, entro le ore 23.59, il termine per la presentazione delle candidature, che dovranno essere inviate esclusivamente tramite posta elettronica certificata.
Il Centro del riuso di San Marco rappresenta uno degli strumenti attraverso cui il Comune prova a promuovere pratiche di consumo più sostenibili e responsabili, favorendo il riutilizzo di beni ancora funzionali e contrastando la produzione di rifiuti. La struttura consente infatti di conferire oggetti usati ma ancora idonei a un nuovo utilizzo, evitando che diventino rifiuti e rimettendoli in circolo attraverso un sistema organizzato di recupero e redistribuzione.
L’obiettivo dichiarato dell’amministrazione è duplice: da un lato ridurre l’impatto ambientale derivante dagli sprechi e dall’abbandono dei materiali, dall’altro incentivare una cultura del riuso capace di generare anche valore sociale. Nel bando viene infatti sottolineata la necessità di favorire il “superamento della cultura dell’usa e getta”, promuovendo il reimpiego dei beni usati non ancora giunti a fine vita e prolungandone il ciclo di utilizzo.
La convenzione che disciplinerà l’affidamento del servizio avrà una durata di tre anni, con possibilità di proroga per ulteriori tre anni sulla base delle condizioni operative e dei risultati effettivamente riscontrati nel periodo di gestione.
Tra gli elementi centrali previsti dal disciplinare vi è il riconoscimento esplicito della natura non lucrativa dell’attività del Centro del riuso. Per questo motivo il Comune stabilisce il divieto di prelievo dei beni conferiti da parte di operatori dell’usato che agiscano con finalità commerciali o speculative. Il soggetto affidatario sarà inoltre tenuto a garantire la gestione del centro nel pieno rispetto delle linee guida comunali, assicurando apertura al pubblico, accessibilità del servizio e corretta organizzazione delle attività.
L’avviso è rivolto principalmente a realtà del Terzo settore, associazioni, organizzazioni no profit, cooperative locali e raggruppamenti temporanei. Una scelta che conferma la volontà dell’amministrazione di mantenere una forte connotazione sociale nella gestione del servizio.
Il futuro gestore dovrà dimostrare capacità organizzativa, affidabilità e coerenza con le finalità ambientali e solidaristiche del progetto, in un equilibrio che unisce sostenibilità, inclusione e presidio territoriale. Il Comune procederà alla selezione del soggetto affidatario attraverso la valutazione comparativa delle manifestazioni di interesse ricevute, nell’ambito di un confronto concorrenziale finalizzato a individuare la proposta più idonea.
Tra le disposizioni operative fissate dal bando figura la distinzione tra conferimento e prelievo dei beni. Il gestore dovrà consentire il conferimento esclusivamente agli utenti residenti nel territorio comunale, mentre il prelievo sarà aperto a tutti, indipendentemente dalla residenza. Una formula che punta a mantenere il centro come servizio prioritariamente rivolto alla comunità cittadina, pur garantendo una fruizione ampia dei beni recuperati.
Per gli utenti che ritireranno gli oggetti sarà previsto il versamento di uno specifico contributo economico, già definito dal Comune con determinazione dirigenziale n. 60 del 2019, destinato a concorrere alle spese di gestione della struttura.
Il soggetto affidatario sarà inoltre chiamato a garantire un’attività costante di monitoraggio e rendicontazione nei confronti dell’amministrazione comunale.
La convenzione prevede infatti l’obbligo di trasmettere semestralmente al Comune i dati relativi ai beni conferiti e prelevati, oltre ai costi sostenuti per la gestione e ai contributi versati dagli utenti. Un sistema di controllo che punta a garantire trasparenza amministrativa, verifica dell’efficacia del servizio e monitoraggio dell’impatto ambientale e sociale del progetto.
Il Centro del riuso non viene considerato soltanto come un’infrastruttura dedicata ai rifiuti, ma come uno spazio in cui sostenibilità ambientale e coesione sociale si intrecciano.
Tra gli obiettivi evidenziati dal Comune figurano infatti anche il contrasto all’abbandono dei rifiuti, la riduzione dei furti nei centri di raccolta e la possibilità di offrire un sostegno concreto alle fasce più fragili della popolazione, consentendo l’accesso a beni ancora utilizzabili.
Non solo. Il progetto viene descritto anche come potenziale occasione di sviluppo occupazionale e inclusione lavorativa, attraverso la creazione di nuove opportunità per persone senza impiego o in condizioni di fragilità sociale.
Le manifestazioni di interesse dovranno essere redatte in forma libera e inviate esclusivamente tramite Pec all’indirizzo comune.perugia@postacert.umbria.it entro le ore 23.59 del 21 maggio 2026.
Con questa procedura Palazzo dei Priori punta dunque a garantire continuità a un servizio che negli anni si è ritagliato un ruolo importante nelle politiche ambientali cittadine, rafforzando al tempo stesso il legame tra sostenibilità, partecipazione civica e solidarietà.