03 Jun, 2026 - 20:30

Perugia, al Blueside Jazz Club debutta “La Memoria del Vetro”: l’arte dell’imperfezione secondo Lisa Falocci

Perugia, al Blueside Jazz Club debutta “La Memoria del Vetro”: l’arte dell’imperfezione secondo Lisa Falocci

Il vetro come memoria, come racconto e come testimonianza del tempo. È questo il cuore di “La Memoria del Vetro: un viaggio nel tempo tra spezie, terre e colori”, il nuovo progetto artistico di Lisa Falocci che verrà presentato sabato 6 giugno alle ore 17 al Blueside Jazz Club di Perugia.

Un appuntamento che promette di trasformare uno degli spazi culturali più raffinati del centro storico in un vero e proprio laboratorio creativo dove materia, colore e filosofia si fondono in un’esperienza capace di coinvolgere lo spettatore ben oltre la semplice osservazione estetica.

L’esposizione rappresenta una nuova tappa nel percorso di ricerca dell’artista e nasce dalla volontà di esplorare il vetro non come materiale freddo e immutabile, ma come elemento vivo, in continua trasformazione, capace di custodire emozioni e racconti.

L’alchimia della materia

La collezione prende forma da vasi in vetro che richiamano immediatamente l’immaginario dell’alchimia, della trasformazione e della ricerca.

Su queste forme essenziali Lisa Falocci interviene attraverso una tecnica complessa e stratificata che utilizza materiali naturali e primordiali come sabbie, terre, spezie e pigmenti colorati.

Il risultato è sorprendente. Le superfici perdono la trasparenza perfetta tipica del vetro industriale per assumere una consistenza nuova, quasi organica, fatta di rilievi, increspature e sfumature che evocano il trascorrere del tempo.

Gli oggetti sembrano provenire da un’altra epoca. A uno sguardo attento appaiono come reperti archeologici riportati alla luce dopo secoli di oblio, frammenti di memoria emersi dalle profondità del mare o dalle sabbie di antiche civiltà.

Ogni opera diventa così un pezzo unico, irripetibile, nel quale la materia racconta una storia diversa.

L’amore per il recupero creativo

Dietro questa ricerca artistica si trova un percorso iniziato molti anni fa.

«La collezione “La Memoria del Vetro” nasce da un amore autentico per l’artigianato e per tutto ciò che riesce a raccontare una storia attraverso la materia», spiega Lisa Falocci.

Una passione che affonda le radici nell’infanzia e che si è sviluppata attraverso il disegno, la pittura e la continua sperimentazione di tecniche differenti.

Negli anni l’artista si è avvicinata al mondo dell’acquarello e alla ricerca materica, sviluppando parallelamente un forte interesse per il recupero creativo e per il vetro, materiale che considera straordinario per la sua capacità di dialogare con la luce e con lo spazio.

Da questa sensibilità è nata una ricerca che unisce tradizione artigianale e linguaggi contemporanei, recuperando il valore dell’unicità in un mondo dominato dalla produzione seriale.

La filosofia giapponese del wabi-sabi

Uno degli aspetti più affascinanti dell’intera collezione è il suo profondo legame con la filosofia giapponese del wabi-sabi, una concezione estetica che celebra la bellezza dell’imperfezione, dell’incompletezza e della trasformazione continua.

In una società che ricerca costantemente superfici perfette, simmetrie assolute e standard estetici uniformi, le opere di Lisa Falocci si muovono in direzione opposta.

Le irregolarità, le porosità e le asimmetrie diventano elementi preziosi, capaci di raccontare la storia dell’oggetto e del suo percorso.

Le imperfezioni non vengono nascoste ma valorizzate, trasformandosi in segni distintivi che conferiscono carattere e autenticità all’opera.

Ogni crepa, ogni rilievo e ogni variazione cromatica rappresentano una testimonianza del tempo e del processo creativo.

È proprio questa visione che rende la collezione particolarmente attuale, offrendo una riflessione sul valore della fragilità e dell’unicità in un’epoca dominata dalla ricerca della perfezione artificiale.

Dalle tele materiche agli oggetti vitrei

Il percorso artistico di Lisa Falocci si è evoluto gradualmente attraverso la sperimentazione.

«L’incontro con la textured art, oggi molto presente nell’interior design contemporaneo, mi ha spinto a sperimentare superfici tridimensionali, rilievi e texture sempre più complesse», racconta l’artista.

Una ricerca che inizialmente si è sviluppata attraverso tele materiche arricchite da inserti in vetro e che successivamente si è trasferita direttamente sugli oggetti vitrei.

Da questa evoluzione sono nate opere nelle quali terre, spezie, pigmenti e colori si fondono con il vetro creando combinazioni sempre diverse e irripetibili.

Il materiale trasparente diventa così una superficie narrativa capace di custodire emozioni, memorie e suggestioni.

Un vernissage tra arte e musica

La scelta del Blueside Jazz Club come sede dell’evento non è casuale.

Il locale perugino rappresenta da anni un punto di riferimento per la cultura cittadina e si distingue per l’attenzione alla qualità artistica e per la capacità di creare atmosfere intime e coinvolgenti.

Il vernissage sarà accompagnato da un aperitivo e da un sottofondo musicale appositamente selezionato per dialogare con le opere esposte e favorire l’incontro tra pubblico e artista.

L’obiettivo non è soltanto mostrare una collezione, ma offrire un’esperienza sensoriale completa, capace di coinvolgere vista, immaginazione e memoria.

Attraverso “La Memoria del Vetro”, Lisa Falocci invita infatti il pubblico a rallentare, a osservare con attenzione e a riscoprire la bellezza nascosta nelle tracce lasciate dal tempo.

Un viaggio artistico che parte dalla materia per arrivare a una riflessione più ampia sull’esistenza, sul cambiamento e sul valore delle imperfezioni che rendono ogni storia unica e irripetibile.

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Mario Farneti
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