C’è un filo invisibile che attraversa i secoli e lega l’acqua alla storia degli uomini, ai loro insediamenti, alle loro opere più ambiziose.
È lungo questo filo che si sviluppa il terzo appuntamento del ciclo “Acqua bene comune”, in programma il 10 aprile alle ore 17 nella suggestiva Sala delle Conferenze della Galleria Nazionale dell’Umbria, al terzo piano di Palazzo dei Priori a Perugia.
Un incontro che promette di portare il pubblico in un viaggio affascinante tra spiritualità, ingegneria medievale e memoria storica, con uno sguardo particolare su uno degli ordini più enigmatici del Medioevo: i Templari.

A guidare questo percorso sarà la medievista Sonia Merli, studiosa dell’École française de Rome e membro del Comitato scientifico della Templars Route European Federation.
La sua ricerca si inserisce in un progetto di respiro europeo, volto alla candidatura della Templars Heritage Route come Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, un riconoscimento che potrebbe arrivare nel 2027.
Il suo intervento offrirà uno sguardo approfondito sul rapporto tra i Templari e la gestione delle risorse idriche, mettendo in luce aspetti spesso poco conosciuti della loro presenza nei territori.
Il racconto si snoderà attraverso tre città simbolo: Parigi, Roma e Perugia. Tre luoghi diversi, ma uniti da una stessa traccia storica.
A Parigi, nei primi decenni del XII secolo, i Templari furono protagonisti di importanti opere di bonifica lungo la riva destra della Senna. Un intervento che non fu solo tecnico, ma anche strategico, capace di trasformare il territorio e renderlo più vivibile.
A Roma, invece, l’ordine si insediò sull’Aventino, in una posizione dominante sul Tevere. Anche qui, la relazione con l’acqua si rivela fondamentale, sia dal punto di vista pratico che simbolico.
E poi c’è Perugia, con una storia che si intreccia in modo sorprendente con quella dei Templari. Un documento del 1277 testimonia il coinvolgimento delle comunità templari locali nella raccolta di fondi per la costruzione dell’acquedotto medievale. Un dettaglio che restituisce il senso di una presenza attiva e radicata nel tessuto cittadino.
L’incontro si inserisce in un contesto più ampio, quello del ciclo “Acqua bene comune”, che invita a riflettere sull’acqua non solo come risorsa materiale, ma anche come elemento simbolico e culturale.
Nel Medioevo, l’acqua era vita, ma anche potere. Chi la gestiva, controllava lo sviluppo dei territori, la salute delle comunità, la crescita delle città.
I Templari, spesso ricordati per il loro ruolo militare e religioso, emergono in questa prospettiva come protagonisti anche nella gestione e valorizzazione delle risorse naturali.
L’appuntamento sarà aperto dai saluti istituzionali di Simona Meloni, assessora al Turismo della Regione Umbria, di Cinzia Rutili, direttrice dell’Archivio di Stato di Perugia, e di Mario Tosti, presidente della Deputazione di storia patria per l’Umbria.
A introdurre e coordinare l’incontro sarà Maria Grazia Nico Ottaviani dell’Università degli Studi di Perugia, che accompagnerà il pubblico nella comprensione del contesto storico e istituzionale.
Si tratta di un momento di incontro tra il mondo della ricerca, le istituzioni e la cittadinanza, capace di valorizzare il patrimonio storico e culturale del territorio.

L’iniziativa nasce da una collaborazione ampia e articolata, che coinvolge enti e realtà impegnate nella valorizzazione della storia e del territorio.
Tra questi, la Templars Route European Federation, il Templaria Festival, il Cammino dei Templari a Montecucco e il progetto “Dai Templari” di Carlo Rossi.
Un contributo importante arriva anche dall’Archivio di Stato di Perugia e dalla famiglia Rossi, custode di parte del complesso templare di San Bevignate, uno dei luoghi più suggestivi legati alla presenza templare in città.
Perugia conserva tracce significative della presenza templare, che ancora oggi affiorano tra documenti, architetture e racconti.
L’incontro del 10 aprile rappresenta un’occasione per riscoprire questa eredità, mettendo in dialogo passato e presente, ricerca e divulgazione.
In un tempo in cui l’acqua torna al centro del dibattito globale, riflettere su come veniva gestita nel passato offre spunti preziosi anche per il futuro.
Il terzo appuntamento di “Acqua bene comune” si preannuncia come un’esperienza capace di unire rigore scientifico e fascino narrativo.
Tra le pietre antiche di Palazzo dei Priori, la storia dei Templari tornerà a scorrere come acqua, portando con sé immagini, domande e suggestioni.
Un invito a fermarsi, ascoltare e lasciarsi attraversare da una memoria che, ancora oggi, continua a parlare.