27 Jul, 2026 - 20:30

Perugia, telefono rubato e richiesta di 100 euro per riaverlo: arrestato un 23enne per ricettazione e tentata estorsione

Perugia, telefono rubato e richiesta di 100 euro per riaverlo: arrestato un 23enne per ricettazione e tentata estorsione

Un telefono cellulare sottratto nei pressi di un’attività commerciale, una richiesta di denaro per la restituzione del dispositivo e l’intervento dei Carabinieri che ha portato a un arresto. È questo il quadro dell’operazione condotta a Perugia, dove un 23enne è stato arrestato in flagranza di reato con l’accusa di ricettazione e tentata estorsione.

La vicenda, inizialmente riconducibile a un presunto furto di un telefono, avrebbe assunto una diversa configurazione nelle ore successive, quando il proprietario del dispositivo sarebbe stato contattato da una persona che avrebbe avanzato una richiesta economica per restituire quanto sottratto.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, la richiesta sarebbe stata di 100 euro in cambio della riconsegna del telefono cellulare. Un passaggio che ha trasformato l’episodio da una possibile sottrazione del bene a una contestazione più ampia, portando gli investigatori a ipotizzare il reato di tentata estorsione.

L’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di organizzare un servizio mirato, con l’obiettivo di documentare l’incontro e acquisire elementi utili per ricostruire la dinamica. Il giovane è stato quindi bloccato mentre, secondo l’accusa, stava ricevendo il denaro richiesto.

Dalla sottrazione del cellulare alla richiesta di denaro: l’intervento dei Carabinieri a Pian di Massiano

L’episodio ha avuto origine nella zona di Fontivegge a Perugia, dove un uomo di 50 anni si è rivolto al numero unico di emergenza 112 dopo essersi accorto che il proprio telefono cellulare era stato sottratto nei pressi di un negozio.

La segnalazione ha permesso ai Carabinieri di acquisire le prime informazioni sull’accaduto. La situazione, però, avrebbe avuto un ulteriore sviluppo poco dopo, quando il proprietario del telefono sarebbe stato contattato da una persona che avrebbe proposto la restituzione del dispositivo in cambio di una somma di denaro.

La richiesta economica, fissata in 100 euro, avrebbe fatto emergere un possibile tentativo di ottenere un vantaggio economico attraverso la restituzione del bene sottratto. Per questo motivo i militari hanno predisposto un’attività di osservazione finalizzata a verificare quanto stava accadendo.

L’operazione è stata organizzata individuando il luogo dell’appuntamento, fissato in località Pian di Massiano, a Perugia. Durante il servizio predisposto dai Carabinieri, è stato possibile monitorare l’incontro e intervenire nel momento in cui il soggetto avrebbe ricevuto il denaro dalla vittima.

Il giovane è stato identificato e bloccato mentre, secondo la ricostruzione degli investigatori, stava ricevendo la somma richiesta per la restituzione del telefono cellulare.

L’attività svolta dai militari ha consentito di raccogliere elementi ritenuti rilevanti sotto il profilo investigativo. In particolare, la dinamica dell’incontro e la presenza del denaro richiesto avrebbero costituito il quadro probatorio alla base del provvedimento adottato nei confronti del 23enne.

A seguito degli accertamenti effettuati, il giovane è stato dichiarato in stato di arresto e trasferito presso la propria abitazione in attesa del rito direttissimo, secondo quanto previsto dalla procedura nei casi di arresto in flagranza.

Arresto convalidato dal Tribunale di Perugia: condanna a 1 anno e 10 mesi

La vicenda è successivamente arrivata davanti all’autorità giudiziaria perugina. Nel corso dell’udienza, il Giudice del Tribunale di Perugia ha convalidato il provvedimento restrittivo adottato nei confronti del 23enne.

All’esito del procedimento, nei confronti dell’arrestato è stata applicata una pena pari a 1 anno e 10 mesi di reclusione, oltre a una multa di 1.600 euro.

L’intervento dei Carabinieri si è sviluppato quindi attraverso una serie di passaggi successivi: dalla prima segnalazione relativa alla sottrazione del telefono, fino all’individuazione del soggetto coinvolto nella fase della presunta richiesta di denaro.

L’attività investigativa ha permesso di interrompere la trattativa per la restituzione del cellulare e di procedere nei confronti del giovane ritenuto responsabile dei fatti contestati.

La vicenda di Perugia si è conclusa con l’intervento dei militari e con il successivo pronunciamento dell’autorità giudiziaria, chiamata a valutare gli elementi raccolti durante l’attività investigativa.

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Lorenzo Farneti
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