22 Jan, 2026 - 20:30

Pergamene che parlano: a Perugia la storia del potere tra XIII e XV secolo

Pergamene che parlano: a Perugia la storia del potere tra XIII e XV secolo

Il 26 gennaio 2026, Fondazione Perugia apre le porte della Sala Lippi, all’interno di Palazzo Lippi Alessandri, per un appuntamento dedicato alla stampa in occasione della mostra “Pergamene che parlano. Governo e potere a Perugia nei secoli XIII-XV”.

Non si tratta di una conferenza stampa tradizionale, ma di un momento di confronto diretto con i membri del Comitato scientifico che ha ideato e curato il progetto espositivo. Un dialogo pensato per approfondire i contenuti, le scelte metodologiche e il valore culturale di un’iniziativa che mette al centro la documentazione come strumento vivo di conoscenza.

Un patrimonio che racconta il potere

La mostra, visitabile fino al 2 giugno 2026, nasce con l’obiettivo di far emergere la complessità del governo cittadino medievale attraverso una selezione di pergamene originali risalenti ai secoli XIII, XIV e XV.

Documenti apparentemente silenziosi che, se letti con attenzione, raccontano conflitti, alleanze, equilibri fragili e decisioni cruciali. Ogni atto custodisce una porzione di vita pubblica: deliberazioni dei consigli, accordi diplomatici, provvedimenti fiscali, norme giuridiche che hanno modellato la struttura politica e sociale di Perugia.

Come sottolineano i curatori, «le pergamene non sono solo testimonianze del passato, ma vere e proprie voci che parlano ancora al presente».

La Collezione Albertini al centro del progetto

Cuore dell’esposizione è la Collezione Albertini, uno dei patrimoni documentari più rilevanti per la storia cittadina. Si tratta di un corpus di straordinario valore che conserva atti prodotti dalle magistrature comunali e dagli organismi di governo della Perugia medievale.

Il Comitato scientifico, composto da storici, archivisti e studiosi specializzati, ha condotto un lavoro accurato di selezione e interpretazione, con l’intento di rendere accessibile un materiale complesso senza tradirne il rigore.

L’attenzione non si è limitata al contenuto testuale. Grande rilievo è stato dato anche alla materialità del documento: la qualità della pergamena, la grafia, i sigilli, le formule giuridiche, gli elementi decorativi. Dettagli che raccontano il potere non solo attraverso le parole, ma anche attraverso i segni visibili della sua autorità.

Un percorso espositivo tra storia e filologia

Il progetto espositivo si sviluppa attraverso sezioni tematiche che accompagnano il visitatore dentro i meccanismi del governo medievale. Giustizia, fiscalità, gestione del territorio, relazioni diplomatiche e rapporti tra istituzioni sono i fili conduttori del percorso.

L’allestimento è stato concepito in modo sobrio ed essenziale, per favorire il dialogo diretto con i documenti. Pannelli esplicativi, riproduzioni ingrandite e strumenti multimediali aiutano a decifrare testi complessi, trasformando la visita in un’esperienza di comprensione progressiva.

L’obiettivo dichiarato è evitare una fruizione puramente contemplativa, stimolando invece una lettura critica e consapevole delle fonti.

La stampa protagonista del primo confronto

L’incontro del 26 gennaio alle ore 11.00 rappresenta un momento privilegiato per i giornalisti, invitati a esplorare la mostra in anteprima e a dialogare direttamente con i curatori.

Durante l’appuntamento nella Sala Lippi, i membri del Comitato scientifico illustreranno il percorso di ricerca che ha portato alla costruzione dell’esposizione, le scelte interpretative e le prospettive di studio aperte dalle pergamene selezionate.

Un’occasione per comprendere come la storia del potere non sia un racconto statico, ma un campo di indagine ancora vivo, capace di offrire chiavi di lettura anche per il presente.

Fondazione Perugia e la cultura del documento

Con “Pergamene che parlano”, Fondazione Perugia conferma il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio storico-documentario come bene collettivo.

La cultura proposta non è celebrativa, ma critica. Non si limita a custodire il passato, ma lo interroga, lo contestualizza e lo restituisce alla comunità come strumento di consapevolezza.

Come evidenziano gli organizzatori, «conoscere il modo in cui il potere si è costruito e rappresentato nei secoli significa comprendere meglio anche le dinamiche del presente».

Un laboratorio di memoria civile

La mostra non è soltanto un’esposizione di documenti antichi. È un laboratorio di memoria civile, un invito a riflettere su come le istituzioni nascono, si trasformano e si legittimano nel tempo.

Le pergamene, con la loro forza discreta, ricordano che il potere non è mai astratto: prende forma nelle decisioni, nei conflitti, nelle responsabilità.

Ed è proprio questa consapevolezza che la mostra intende consegnare al pubblico, restituendo alla storia medievale di Perugia la sua voce più autentica.

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Mario Farneti
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