Il trasporto ferroviario umbro continua a rappresentare uno dei temi più sentiti nel dibattito istituzionale regionale. Ritardi, soppressioni, congestione della linea Direttissima e prospettive di sviluppo della rete sono stati al centro delle audizioni promosse dalla Seconda Commissione dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, presieduta da Letizia Michelini, che negli ultimi giorni ha ascoltato i vertici regionali di Trenitalia, i rappresentanti di Rete Ferroviaria Italiana, l'assessore regionale ai Trasporti Francesco De Rebotti e, successivamente, le organizzazioni sindacali del comparto ferroviario.
L'obiettivo degli incontri è stato quello di fare il punto sulla situazione del servizio ferroviario regionale dopo le numerose segnalazioni arrivate dai pendolari umbri, che nei mesi scorsi avevano denunciato una situazione definita "insostenibile", caratterizzata da ritardi frequenti, cancellazioni di convogli, coincidenze perse, modifiche improvvise nella composizione dei treni e comunicazioni ritenute spesso insufficienti nei momenti di maggiore criticità.
Ad aprire il confronto è stata la direttrice regionale Umbria di Trenitalia, Amelia Italiano, che ha illustrato il quadro complessivo del servizio ferroviario regionale, individuando tre grandi aree sulle quali concentrare l'attenzione.
"I temi su cui porre l’attenzione sono tre: il primo è la programmazione dell’offerta, il secondo la gestione operativa ed il terzo riguarda gli investimenti e il materiale rotabile. La programmazione dell’offerta viene fatta dall’accordo quadro che la Regione ha con Rete Ferroviaria Italiana che stabilisce la tipologia e la qualità di tracce che il vettore ferroviario (Trenitalia) deve gestire".
La dirigente ha ricordato come quotidianamente in Umbria circolino circa 130 treni, metà dei quali impegnati lungo le direttrici extraregionali verso Roma, Firenze e Ancona.
"Complessivamente in Umbria abbiamo circa 130 treni al giorno di cui il 50 per cento interessa le direttrici extra regionali (Roma, Firenze e Ancona). Questi servizi vengono effettuati su una linea particolare, la direttissima dichiarata satura da RFI. Attraverso una deroga ottenuta dalla Regione Umbria con convogli da 170 Km/h abbiamo l’accesso a questa infrastruttura. Questo permette di avere tempi, tra Terni e Roma di circa un’ora".
Gran parte della relazione di Trenitalia si è concentrata sulle conseguenze provocate dai numerosi cantieri aperti sulla rete ferroviaria nazionale. Secondo Amelia Italiano, proprio per garantire una maggiore stabilità del traffico ferroviario, nel corso del 2025 il gestore dell'infrastruttura ha modificato temporaneamente la programmazione dei servizi.
"Laddove la programmazione non prevedeva l’accesso alla direttissima c’è altro materiale rotante (tracce brevi) su linea lenta dove i tempi di percorrenza sono significativamente lunghi. In questo contesto, nel 2025 è accaduto che, a causa di un numero elevato di cantieri che hanno interessato molte parti del territorio nazionale, per stabilizzare l’offerta su questa linea congestionata il gestore dell’infrastruttura ha proposto una rivisitazione temporanea dell’offerta sulla 'direttissima' con alcune ricadute. Quindi alcuni treni che erano storicamente in linea direttissima sono passati sulla linea lenta. Altri treni regionali, di altre regioni, sono stati limitati ad Orte. Quindi alcuni treni storici che erano sulla direttissima sono passati in programmazione, per un periodo temporaneo, fino alla fine del 2026 sulla linea lenta".
Nel corso dell'audizione la direttrice regionale ha illustrato anche i dati relativi alla puntualità del servizio. "Rispetto alla puntualità, dall’inizio dell’anno ad oggi, abbiamo un livello di puntualità pari 9,8 treni su 10, cioè arrivano a destinazione entro una fascia di 5 minuti. Addirittura, i treni pendolari del mattino che non subiscono la congestione della linea arrivano in orario 9,9 treni su dieci". Su questo punto è intervenuto l'assessore regionale Francesco De Rebotti, evidenziando come tale indicatore venga calcolato esclusivamente nella stazione di arrivo.
Secondo l'assessore, infatti, molti convogli accumulano ritardi durante il tragitto che vengono successivamente recuperati nelle ultime tratte, restituendo un dato finale che non sempre coincide con la percezione vissuta quotidianamente dai pendolari.
Uno dei temi affrontati ha riguardato anche gli investimenti destinati al rinnovo del materiale rotabile. Amelia Italiano ha illustrato il programma di introduzione dei nuovi convogli ETR 108.
"Si verificano a volte situazioni particolari e puntuali, ad esempio guasti, che portano a ritardi sugli orari previsti. Rispetto al tema degli investimenti, gli Etr '108', treni a 200 km/h dal 6 luglio sono già in circolazione in Umbria e dal 17 vanno già in direttissima. Questi treni rappresentano il futuro dell’Umbria. Entro quest’anno saranno 6 i convogli, con una flotta che arriverà a 12 entro il primo semestre del 2027. Sui materiali siamo nella fase di svecchiamento. Siamo in un momento di transizione già avviato. Dallo scorso giovedì trasmetto giornalmente all’assessore la puntualità dei treni 'gold' rilevata nella stazione di Terni".
L'assessore regionale ai Trasporti ha ricondotto le principali criticità strutturali alla progressiva saturazione della linea ad Alta Velocità.
"L’origine dei problemi è che abbiamo a che fare con una linea direttissima estremamente satura. Purtroppo sono aumentati gli spazi messi a disposizione dei treni ad alta velocità. Oggi entra in linea direttissima un treno ogni 4 minuti, Frecciarossa o regionale. È chiaro che qualsiasi variazione in un equilibrio così delicato sulla direttissima crea perturbazione".
De Rebotti ha spiegato come la Regione abbia avanzato alcune richieste specifiche per migliorare il servizio, concentrando l'attenzione soprattutto sui collegamenti pomeridiani di rientro da Roma.
"Lo scorso giovedì si è tenuta una riunione dove abbiamo proposto, per migliorare la situazione dei pendolari, di concentrarsi sui viaggi di ritorno da Roma. Il viaggio della mattina tutto sommato non presenta particolari difficoltà. Abbiamo puntato l’obiettivo sui treni 'gold', quelli della fascia oraria del rientro da Roma (5) chiedendo la massima garanzia".
L'assessore ha inoltre richiamato la necessità di ripristinare il prolungamento verso Roma dei convogli oggi limitati ad Orte e di valorizzare maggiormente gli Intercity utilizzati dai pendolari dell'Orvietano.
Anche il responsabile della Sala Operativa Nazionale di RFI, Giuseppe Ienuso, ha illustrato le modalità con cui vengono gestiti i convogli maggiormente utilizzati dai pendolari umbri.
"In merito ai treni gold sono costantemente monitorati da RFI da parte delle strutture centrali e territoriali. Questi treni percorrono un tratto di linea satura ed anche una lieve perturbazione crea disequilibrio che va a creare perturbazione a tutto il sistema complesso".
Ienuso ha spiegato che gli eventuali instradamenti sulla linea convenzionale rappresentano una scelta operativa necessaria per evitare ripercussioni ancora maggiori sull'intera rete ferroviaria.
"La missione del gestore è ridurre la propagazione dei ritardi sulla rete e minimizzare gli scostamenti complessivi". Nel dettaglio sono stati illustrati anche i dati relativi ai principali convogli utilizzati dai pendolari, evidenziando miglioramenti nelle performance di puntualità rispetto all'anno precedente.
Nel corso della successiva seduta della Commissione sono stati ascoltati anche i segretari regionali di Ugl Ferrovieri e Orsa Ferrovie.
Paolo Brogi ha espresso forte preoccupazione per gli effetti della delibera ART n. 49/2026.
"L’attuazione della delibera ART (49/2026) avrà un impatto sui servizi ferroviari umbri che intercettano tutti quei servizi verso Roma o verso Firenze nel momento in cui si intersecheranno nella linea direttissima 'alta velocità' da Orte o a nord di Arezzo. Tutto questo perché la delibera nazionale metterà a gara l’apertura dei cosiddetti treni a mercato nelle linee alta velocità creando uno svantaggio rispetto al trasporto ferroviario regionale".
Secondo il rappresentante sindacale la liberalizzazione rischia di compromettere l'accessibilità dei servizi destinati ai pendolari. "Il trasporto regionale deve dunque continuare a poter accedere con servizi rapidi verso Roma o verso Firenze anche nella tratta interessata dall’alta velocità".
Sulla stessa linea anche Luca Taraddei di Orsa Ferrovie. "Il contenuto della delibera ART crea problemi al servizio di trasporto pendolare poiché se l’accesso alla direttissima viene limitato per i treni pendolari si può generare un taglio dei treni ad Orte che coinvolge tre regioni: Toscana, Umbria e Lazio. Tutto ciò comporterà l’accorpamento delle tracce orarie, alcuni treni verranno limitati ad Orte. Questo creerà forti disservizi ai pendolari umbri con l’aggravante delle percorrenze che aumenteranno. Il nostro auspicio è che la Regione e le istituzioni nazionali possano tutelare i pendolari anche attraverso la predisposizione di un tavolo tecnico dove si dia priorità e si prevedano tutele per il servizio pubblico rispetto all’accesso all’alta velocità".
Al termine della lunga serie di audizioni, alla quale hanno preso parte anche i consiglieri Betti, Melasecche, Ricci, Pernazza e Lisci, la presidente della Seconda Commissione Letizia Michelini ha annunciato la convocazione di un nuovo ciclo di approfondimenti nel mese di settembre.
L'obiettivo sarà quello di verificare l'evoluzione della situazione dopo il confronto con istituzioni, aziende ferroviarie e organizzazioni sindacali, continuando a monitorare le criticità che interessano quotidianamente migliaia di pendolari umbri e valutando eventuali ulteriori interventi utili a migliorare qualità, affidabilità e competitività del trasporto ferroviario regionale.