09 Aug, 2026 - 11:53

Parco dei Sibillini, Corrado Perugini è il nuovo presidente: “Il Parco sia un’opportunità per le comunità”

Parco dei Sibillini, Corrado Perugini è il nuovo presidente: “Il Parco sia un’opportunità per le comunità”

Dopo il periodo di commissariamento, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini ha il suo nuovo presidente. È Corrado Perugini, già alla guida dell’Ente in qualità di Commissario straordinario, a essere nominato presidente con decreto del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Un passaggio istituzionale che chiude la fase transitoria e apre una nuova stagione per uno dei principali patrimoni naturalistici dell’Italia centrale.

La nomina arriva al termine di una fase nella quale la gestione del Parco era stata affidata a un commissario straordinario e restituisce ora all’Ente una guida nella sua configurazione ordinaria. Perugini assume la presidenza nel segno della continuità rispetto alle linee di lavoro indicate durante il commissariamento, ma anche con l’intenzione di rafforzare il rapporto con le comunità locali e con i territori interessati dalle politiche di tutela e valorizzazione dell’area protetta.

È proprio il rapporto tra conservazione e sviluppo a occupare un posto centrale nelle prime parole del nuovo presidente. Una questione particolarmente delicata per i territori dei Sibillini, dove la tutela degli ecosistemi si confronta quotidianamente con le esigenze dei residenti, delle imprese, delle attività turistiche e delle amministrazioni comunali.

La nomina e la fine del commissariamento

Il decreto del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica segna formalmente il passaggio dalla gestione commissariale alla nuova presidenza. Un cambio di fase che arriva in un contesto nel quale il Parco è chiamato a rafforzare il proprio ruolo non soltanto sul versante della conservazione della biodiversità, ma anche nella costruzione di una strategia condivisa con le comunità che vivono e lavorano all’interno dell’area protetta.

Il carattere interregionale del Parco rende inoltre centrale il coordinamento tra Umbria e Marche e il dialogo con le amministrazioni locali. La gestione di un territorio così articolato richiede infatti un confronto costante tra istituzioni e una capacità di tenere insieme esigenze spesso differenti: dalla salvaguardia degli habitat e del paesaggio alla fruizione turistica, fino alle necessità economiche e sociali delle comunità.

Nel suo primo intervento da presidente, Perugini ha quindi scelto di partire proprio dal ringraziamento alle istituzioni che hanno accompagnato il percorso verso la nuova nomina"Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Ministro Gilberto Pichetto Fratin, ai Presidenti delle Regioni Marche e Umbria, Francesco Acquaroli e Stefania Proietti, e a tutti coloro che hanno riposto in me la loro fiducia, affidandomi questa importante responsabilità" ha dichiarato il neo Presidente.

Il territorio al centro della nuova gestione

La prima direttrice indicata da Perugini riguarda il rapporto con le comunità locali. Un’impostazione che mette i sindaci al centro del confronto istituzionale, riconoscendone il ruolo di rappresentanti dei territori e delle comunità direttamente interessate dall’attività del Parco.

"Fin dal mio insediamento come Commissario avevo indicato con chiarezza le direttrici del mio impegno: un confronto costante con il territorio, a partire dai sindaci, che rappresentano le comunità del Parco; la convinzione che il Parco debba essere percepito non come un vincolo, ma come una concreta opportunità di sviluppo; la tutela della biodiversità accompagnata dalla valorizzazione del patrimonio naturale, culturale e turistico; il rafforzamento del ruolo delle Guide del Parco, autentici ambasciatori del nostro territorio".

Nelle parole del nuovo presidente emerge quindi una concezione del Parco come soggetto non isolato rispetto al territorio, ma inserito in una rete di relazioni con amministrazioni, operatori e comunità. Il confronto con i sindaci viene indicato come uno degli strumenti attraverso i quali costruire una gestione maggiormente condivisa dell’area protetta.

Dalla tutela ambientale allo sviluppo sostenibile

Il nodo centrale resta quello dell’equilibrio tra protezione dell’ambiente e sviluppo. La nuova presidenza sembra voler impostare la propria azione proprio sulla possibilità di superare una contrapposizione che, soprattutto nelle aree interne, ha spesso alimentato un rapporto complesso tra comunità e parchi. L’obiettivo dichiarato è fare della tutela della biodiversità una componente dello sviluppo sostenibile, valorizzando contemporaneamente il patrimonio naturale, culturale e turistico dei Sibillini.

La prospettiva comprende quindi anche il sistema economico locale. Turismo, imprese, ricerca e giovani vengono individuati come ambiti nei quali il Parco può contribuire alla costruzione di nuove opportunità, facendo leva sull’identità e sulle caratteristiche del territorio.

Non si tratta soltanto di aumentare l’attrattività turistica dell’area, ma di costruire un modello nel quale la presenza del Parco possa tradursi in valore per le comunità senza compromettere il patrimonio naturale che costituisce la ragione stessa dell’esistenza dell’area protetta.

Il ruolo delle Guide del Parco

Tra gli obiettivi indicati dal neo presidente figura anche il rafforzamento del ruolo delle Guide del Parco, definite autentiche “ambasciatrici” del territorio.

La loro funzione si colloca all’incrocio tra conoscenza ambientale, accompagnamento, educazione e promozione. Attraverso le Guide, il patrimonio dei Sibillini può infatti essere raccontato non soltanto come insieme di paesaggi da visitare, ma come sistema complesso di biodiversità, storia, cultura e identità. La valorizzazione delle professionalità che operano sul territorio diventa quindi parte di una strategia più ampia, nella quale la fruizione dell’area protetta deve necessariamente procedere insieme alla sua tutela.

Turismo e imprese, la sfida delle aree interne

Il riferimento alle imprese e al turismo assume un peso particolare in un territorio nel quale la capacità di creare opportunità economiche rappresenta uno degli elementi decisivi per il futuro delle comunità. Il Parco può diventare, in questa prospettiva, un punto di riferimento per una crescita fondata sulla sostenibilità e sulla valorizzazione delle risorse locali.

Natura, escursionismo, paesaggio, patrimonio culturale e attività outdoor possono infatti contribuire a rafforzare una proposta territoriale capace di intercettare una domanda turistica sempre più interessata alle esperienze legate all’ambiente.

Ma la sfida non riguarda soltanto i visitatori. Il riferimento ai giovani indica la necessità di ragionare sulla capacità del territorio di offrire prospettive professionali e opportunità che consentano alle nuove generazioni di continuare a vivere e lavorare nei territori dei Sibillini.

È in questo passaggio che tutela ambientale e sviluppo territoriale finiscono inevitabilmente per incontrarsi: la conservazione di un patrimonio naturale può diventare anche una condizione per costruire nuove economie, purché queste siano compatibili con la fragilità degli ecosistemi e con le caratteristiche delle comunità locali.

La nuova presidenza: “Un’unica, grande sfida”

Il nuovo corso del Parco viene dunque presentato all’insegna dell’equilibrio. Non una scelta tra ambiente e sviluppo, ma la ricerca di una strategia capace di considerarli come parti dello stesso progetto. "Oggi, con la piena responsabilità della Presidenza, confermo e rilancio questi obiettivi. Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini deve essere sempre più un modello di equilibrio tra conservazione della natura e sviluppo sostenibile, capace di generare opportunità per le imprese, il turismo, la ricerca, i giovani e le comunità locali. La tutela dell'ambiente e la crescita del territorio non sono obiettivi contrapposti: rappresentano un'unica, grande sfida da affrontare insieme", ha concluso Perugini.

È questa, dunque, la linea indicata per la nuova fase dell’Ente: consolidare la tutela della biodiversità, rafforzare il dialogo con i Comuni, valorizzare il patrimonio naturale e culturale e, nello stesso tempo, utilizzare il Parco come leva per sostenere turismo, imprese, ricerca e nuove opportunità per le comunità.

La conclusione del commissariamento non rappresenta quindi soltanto un passaggio formale nella governance dell’area protetta. Per i Sibillini si apre una fase nella quale la capacità di trasformare questi indirizzi in azioni concrete sarà decisiva. Il terreno di confronto sarà quello quotidiano dei territori: il rapporto con i sindaci, le esigenze delle comunità, la tutela degli ecosistemi e la possibilità di costruire uno sviluppo realmente compatibile con la natura.

È su questo equilibrio che la nuova presidenza sarà chiamata a misurarsi. E proprio nella capacità di dimostrare che conservazione e crescita possono procedere nella stessa direzione si giocherà una parte importante del futuro del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

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Francesco Mastrodicasa
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