Assisi si prepara ad accogliere Papa Leone XIV e, alla vigilia della visita del Pontefice, è il vescovo monsignor Felice Accrocca a dare voce all’attesa di una comunità chiamata a vivere un appuntamento di particolare rilievo spirituale e istituzionale. La città di San Francesco torna infatti al centro della scena ecclesiale internazionale in occasione della giornata conclusiva del GO! Franciscan Youth Meeting, il raduno internazionale dei giovani francescani iniziato lunedì 3 agosto e destinato a concludersi con l’incontro con il Santo Padre.
Per monsignor Accrocca, che accoglierà Leone XIV nella sua prima visita ad Assisi da vescovo della città, si tratta di un momento che assume un significato personale oltre che comunitario. L'arrivo del Pontefice riporta infatti nella terra di Francesco migliaia di giovani provenienti da diverse parti del mondo e rinnova quella capacità propria della città serafica di diventare luogo di incontro, dialogo e confronto. “Il Papa viene ad Assisi ed è per me, nuovo vescovo della città, la prima volta che lo accolgo nella nostra comunità. Ancora una volta la città serafica si trova ad essere l'ombelico del mondo: questa è la città di Francesco e Francesco ha la capacità di radunare giovani da tutto il mondo. E il Papa ha il coraggio di uscire per incontrarli”.
Sono parole che condensano il significato attribuito dal vescovo alla visita. Assisi, ancora una volta, viene chiamata a essere non soltanto il luogo simbolico legato alla figura di San Francesco, ma uno spazio concreto di incontro tra generazioni, culture e sensibilità differenti. E al centro dell'appuntamento ci saranno proprio i giovani, destinatari privilegiati del messaggio che il Pontefice porterà nella città serafica.
Per la Chiesa locale l'arrivo di Leone XIV rappresenta un evento destinato a lasciare una traccia profonda. Non soltanto per il valore straordinario della presenza del Papa, ma anche per la responsabilità che una comunità come quella di Assisi sente di avere nel momento in cui diventa, ancora una volta, punto di riferimento per la Chiesa universale.
“Per noi Chiesa locale - le parole di monsignor Accrocca - è un momento da vivere con gioia, con entusiasmo e con partecipazione: dobbiamo sentirci orgogliosi e sentire il peso della responsabilità che questo evento avvenga da noi. Riceviamo dei doni che non tutti ricevono, ma di questo noi dobbiamo dare conto. È una responsabilità. Cosa dovrebbe lasciarci questa visita? La capacità di fare anche noi come fa il Papa: uscire e incontrare i giovani dove loro si incontrano e parlare un linguaggio quanto più possibile vicino a loro. Grazie Papa Leone e un invito - a me e a voi - di seguire il suo esempio”.
È proprio questo uno degli elementi centrali individuati dal vescovo: la visita non dovrebbe esaurirsi nella dimensione celebrativa dell'evento, ma diventare un'occasione per interrogare la stessa Chiesa locale sul modo di stare accanto alle nuove generazioni.
L'incontro con il Papa, nella prospettiva indicata da Accrocca, diventa quindi anche una sollecitazione a superare le distanze e a cercare i giovani nei luoghi e negli spazi in cui vivono, costruendo un dialogo capace di utilizzare parole e linguaggi comprensibili senza rinunciare alla profondità del messaggio cristiano.
La giornata di Leone XIV ad Assisi si concentrerà nella mattinata di venerdì 7 agosto e avrà come cuore della visita Santa Maria degli Angeli, luogo strettamente legato alla vicenda spirituale di San Francesco e alla storia del francescanesimo.
Il Santo Padre è atteso alle 8.30 al campo sportivo “Migaghelli”, dove sarà accolto dalle autorità civili e religiose. A riceverlo saranno monsignor Felice Accrocca, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il prefetto di Perugia Francesco Zito, il sindaco di Assisi Valter Stoppini e il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti.
Dopo l'arrivo, il Pontefice si trasferirà in automobile verso la Basilica di Santa Maria degli Angeli. Qui sarà accolto dai ministri generali dei tre principali ordini francescani: fra Massimo Fusarelli, ministro generale dell'Ordine dei Frati Minori; fra Carlos Alberto Trovarelli, ministro generale dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali; e fra Roberto Genuin, ministro generale dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini.
Alle 8.45 è previsto il momento forse più atteso della visita: sul sagrato della Basilica si terrà infatti l'incontro tra Papa Leone XIV e i giovani del GO! Franciscan Youth Meeting.
Il Pontefice dialogherà direttamente con loro e risponderà a tre domande, in un confronto che rappresenterà il cuore pastorale della mattinata.
La scelta di mettere i giovani al centro non appare casuale. È proprio sulla capacità di incontrare le nuove generazioni che monsignor Accrocca ha concentrato le proprie riflessioni alla vigilia della visita, individuando nel gesto del Papa un modello per la stessa Chiesa locale.
Il confronto sarà quindi anche uno dei momenti più significativi dell'intero raduno francescano, chiamato a riunire giovani accomunati dall'esperienza francescana e dalla volontà di vivere un percorso di fede in una dimensione internazionale.
Alle 9.15, nel chiostro del Convento, il programma prevede un ulteriore momento dedicato alla famiglia francescana. Leone XIV saluterà i rappresentanti dei tre ordini e incontrerà i vescovi presenti.
È inoltre previsto il saluto ai membri del Comitato nazionale per l'Ottavo Centenario della morte di San Francesco d'Assisi, nell'ambito delle celebrazioni che stanno accompagnando questo importante anniversario francescano.
Il momento culminante della visita sarà alle 10.30, quando Papa Leone XIV presiederà nella Basilica di Santa Maria degli Angeli la solenne celebrazione eucaristica.
Durante la Messa il Pontefice pronuncerà l'omelia, in quello che sarà il momento centrale della mattinata e della visita pastorale. La celebrazione raccoglierà attorno all'altare i giovani, i fedeli, i rappresentanti della famiglia francescana e le autorità presenti.
Prima della benedizione finale, sarà inoltre un giovane a rivolgere un ringraziamento al Santo Padre a nome di tutti i partecipanti al raduno.
Un gesto simbolico che chiuderà idealmente il dialogo iniziato poco prima sul sagrato della Basilica e che ribadisce la centralità delle nuove generazioni nell'intero appuntamento.