21 Jun, 2026 - 17:30

Paolo Giustiniani e la “Santa Agricoltura”: a Perugia un convegno tra storia, ambiente e sviluppo sostenibile

Paolo Giustiniani e la “Santa Agricoltura”: a Perugia un convegno tra storia, ambiente e sviluppo sostenibile

A oltre cinque secoli dalla sua esperienza spirituale e umana tra i boschi dell’Appennino umbro-marchigiano, la figura del Beato Paolo Giustiniani continua a offrire spunti di riflessione sorprendentemente attuali.

È proprio da questa consapevolezza che nasce il convegno “Paolo Giustiniani e la Santa Agricoltura”, in programma lunedì 22 giugno presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia.

L’iniziativa intende mettere in dialogo storia, ambiente, ricerca scientifica e gestione del territorio, partendo da una visione che, pur affondando le proprie radici nel XVI secolo, appare oggi straordinariamente moderna. Al centro del confronto vi sarà infatti il rapporto tra uomo e natura, tra spiritualità e lavoro, tra tutela del patrimonio forestale e nuove opportunità di sviluppo sostenibile.

Il Monte Cucco e l’eredità delle comunità monastiche

Promosso dall’associazione di promozione sociale Eticamente e dallUniversità degli Uomini Originari di Costacciaro, con il patrocinio dei Comuni di Costacciaro e Scheggia e Pascelupo e del Dipartimento universitario perugino, il convegno punta a riportare l’attenzione su un patrimonio storico e ambientale che caratterizza da secoli il territorio del Monte Cucco.

L’esperienza di Paolo Giustiniani, fondatore della Congregazione Camaldolese di Monte Corona, è profondamente legata a questi luoghi. Gli eremi e i boschi che si estendono tra Costacciaro e Pascelupo furono infatti teatro di una forma di spiritualità che trovava nella natura non soltanto un rifugio contemplativo, ma anche un laboratorio di gestione responsabile delle risorse.

La cosiddetta “Santa Agricoltura” non rappresentava infatti soltanto una pratica agricola o forestale. Era una vera e propria concezione del rapporto tra uomo e ambiente, fondata sull’equilibrio, sulla cura del territorio e sul rispetto dei ritmi naturali.

Una riflessione attuale sulla sostenibilità

Se nel Cinquecento questi principi avevano una valenza essenzialmente spirituale e comunitaria, oggi assumono anche una dimensione ambientale ed economica.

Le problematiche legate ai cambiamenti climatici, alla tutela della biodiversità e alla gestione sostenibile delle foreste rendono infatti particolarmente attuale il messaggio proveniente da queste antiche esperienze monastiche.

Il convegno intende approfondire proprio questo aspetto, mettendo in evidenza come molte delle pratiche adottate nei secoli dalle comunità religiose possano offrire ancora oggi indicazioni preziose per affrontare le sfide del presente.

In particolare verrà affrontato il tema della riattivazione delle filiere forestali locali, considerate non soltanto uno strumento di tutela ambientale, ma anche un’opportunità concreta per la creazione di lavoro e per la produzione di energia rinnovabile attraverso l’utilizzo sostenibile del legno.

Il castagno e il misterioso Genotipo U

Tra gli argomenti più interessanti che saranno affrontati durante il convegno figura quello relativo al patrimonio botanico dell’area del Monte Cucco.

Negli ultimi anni numerose ricerche hanno evidenziato la presenza di antiche varietà vegetali che rappresentano una preziosa testimonianza del rapporto costruito nei secoli tra le comunità locali e l’ambiente naturale.

Particolare attenzione sarà dedicata al cosiddetto Genotipo U del castagno, una varietà rara considerata dagli studiosi un importante indicatore della storia agricola e forestale dell’area.

La presenza di queste antiche popolazioni di castagno costituisce una conferma scientifica del ruolo svolto dalle comunità monastiche nella conservazione del paesaggio e della biodiversità.

Un approccio multidisciplinare

L’incontro riunirà studiosi provenienti da ambiti disciplinari diversi, con l’obiettivo di offrire una lettura completa del fenomeno.

Dopo i saluti istituzionali del direttore del Dipartimento Antonio Boggia, dei sindaci Andrea Capponi e Fabio Vergari e del presidente dell’Università degli Uomini Originari di Costacciaro Natale Vergari, i lavori entreranno nel vivo con una serie di relazioni specialistiche.

Lo storico Euro Puletti ricostruirà il contesto religioso e culturale dell’Eremo di San Girolamo, uno dei luoghi simbolo dell’esperienza giustinianea.

Antonio Brunori, segretario generale di PEFC Italia, analizzerà il contributo delle comunità monastiche allo sviluppo di pratiche forestali sostenibili, evidenziandone il valore culturale ed etico.

L’ex docente universitario Aldo Ranfa approfondirà il legame tra natura e spiritualità, mentre Mauro Gramaccia di Parco 3A-PTA illustrerà l’evoluzione del castagno da frutto in Umbria e il suo ruolo nella costruzione dell’identità dei territori montani.

A coordinare gli interventi sarà Vincenzo Silvestrelli, presidente dell’associazione Eticamente.

Dalla teoria all’esperienza diretta

Il convegno non si limiterà alla dimensione accademica.

Nel corso della giornata verrà infatti presentata anche una iniziativa prevista per il 28 giugno, giorno della memoria liturgica del Beato Paolo Giustiniani.

Si tratta di una passeggiata storico-naturalistica che dal Rifugio Mainardi di Monte Cucco condurrà fino a Pascelupo, permettendo ai partecipanti di conoscere direttamente i luoghi che furono teatro dell’esperienza spirituale del Beato e che oggi rappresentano un prezioso patrimonio ambientale.

Un messaggio che guarda al futuro

L’incontro di Perugia dimostra come la storia locale possa diventare uno strumento per comprendere il presente e progettare il futuro.

La figura di Paolo Giustiniani e il concetto di “Santa Agricoltura” non appartengono soltanto alla memoria religiosa dell’Umbria, ma offrono una chiave di lettura contemporanea per affrontare temi fondamentali come la sostenibilità, la gestione delle foreste, la tutela della biodiversità e la valorizzazione delle aree interne.

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Mario Farneti
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