È scoppiato il caso politico intorno ai pannelli fotovoltaici galleggianti sul Lago Trasimeno. Una proposta di cui ha parlato l'assessore regionale all'Ambiente, Thomas De Luca e attaccata duramente dal consigliere di opposizione Nilo Arcudi (Tp-Uc) che ha annunciato che presenterà un'interrogazione in Giunta. Con il lago sceso a - 191 centimetri, l'ecosistema e l'economia che ne risentono, Arcudi l'ha definita una proposta folle perché, ha affermato, "il Trasimeno non è luogo dove sperimentare impianti industriali" sostenendo che non andrebbe coperto. De Luca dal canto suo è entrato nel merito della questione spiegando che quella dei pannelli galleggianti rappresenta una soluzione valida - già provata in altri contesti - contro l'evaporazione collocandosi comunque nell'ambito di una più ampia strategia di tutela del bacino.
"Ad agosto la tentazione della dialettica politica sotto l’ombrellone è ammissibile, tranne per chi in cinque anni di governo non è riuscito a portare un bicchiere d’acqua al Trasimeno, negando il problema per un’intera legislatura" così esordisce De Luca in una nota. Che il bacino lacustre sia in sofferenza è noto e su questo, prosegue, "l’attuale Giunta regionale lavora a testa bassa - riavviando manutenzioni ferme da vent’anni, dragaggi, tagli vegetazionali e pulizia dei canali", il tutto, attacca, mentre "dalla destra arriva un’unica proposta: la danza della pioggia" accusando l'opposizione di non aver avanzato "una sola soluzione" e, anzi, di aver sposato "le teorie negazioniste climatiche".
De Luca spiega che per "invertire la rotta" servono "due azioni complementari: apportare nuova acqua e ridurre l’evaporazione. Entrambe esigono un approccio infrastrutturale, tempo e investimenti che stiamo faticosamente programmando, segnando un vero "anno zero" per il Trasimeno".
La strategia è complessa e si articola su più fronti. Per l'apporto idrico "il primo risultato" ricorda, è stato l'aver sbloccato il collegamento con Montedoglio, "che stiamo potenziando. A questo seguirà un piano integrato per interconnettere il lago ad altri corpi idrici, inclusi la diga del Chiascio e il Niccone, e per realizzare una rete di invasi artificiali di stoccaggio. Il progetto Basin4energy, lanciato alla COP30, va proprio in questa direzione per recuperare le infrastrutture abbandonate negli anni".
"Tuttavia - riconosce De Luca -, anche l'insieme di queste misure rischia di non bastare in uno scenario in cui l’uso delle acque diventa sempre più conflittuale, come vediamo nei territori di Nocera Umbra e Foligno. Per questo è imbarazzante lo scetticismo antiscientifico verso tecnologie solide e diffuse a livello globale come il fotovoltaico galleggiante, tra le soluzioni più affidabili per abbattere l’evaporazione".
Qui l'assessore regionale fa riferimento al rapporto "Where Sun Meets Water" pubblicato nel 2019 dalla Banca Mondiale e ad "una vasta letteratura scientifica" che dimostra che "questi impianti riducono l'evaporazione tra 0,8 e 2,2 metri cubi all'anno per ogni metro quadrato coperto, creando anche micro-habitat favorevoli alla biodiversità, oggi soffocata dal fango. I grandi impianti FPV (Floating Photovoltaic) sono realtà consolidate in tutto il mondo: basti pensare a quello della diga di Hapcheon in Corea del Sud, integrato nel paesaggio con la sua forma a fior di prugno. L'Umbria non può permettersi di rifiutare la scienza" conclude.
Dai suoi canali social De Luca ha approfondito ulteriormente quali vantaggi deriverebbero dall'impianto fotovoltaico galleggiante.
La presenza dei pannelli determinerebbe un "effetto coperchio", ombreggiando l'acqua e riducendo "drasticamente l'evaporazione. La letteratura scientifica attesta un risparmio di oltre 2 metri cubi d'acqua all'anno per ogni mq coperto, creando anche micro-habitat utili alla biodiversità, oggi soffocata dal fango".
Sull'impatto paesaggistico, prosegue, i pannelli galleggianti, a fronte di "un intervento ben progettato" potrebbero diventare "un’attrazione turistica mondiale e un’opera di land art che unisce tecnologia ed ecologia, proprio come in Corea". Infine, rispetto agli impianti fotovoltaici a terra, quelli sull'acqua avrebbero una resa energetica maggiore poiché "l'acqua rinfresca i pannelli aumentandone la resa" "il tutto senza consumare un solo metro di suolo agricolo".