02 Sep, 2026 - 10:16

Pan Opera Festival, l’amore va in scena tra cielo e terra: il festival debutta a Città della Pieve e Paciano

Pan Opera Festival, l’amore va in scena tra cielo e terra: il festival debutta a Città della Pieve e Paciano

L’amore come desiderio e passione, ma anche come devozione, ricerca spirituale, sentimento adolescenziale, ironia, maturità e capacità di costruire un rapporto con gli altri. È attorno a questa parola, tanto semplice quanto inesauribile, che il Pan Opera Festival costruisce la sua dodicesima edizione, scegliendo però di allargare per la prima volta in maniera significativa il proprio sguardo oltre Panicale. Dal 4 settembre al 24 ottobre, nove appuntamenti accompagneranno il pubblico attraverso opera, musica barocca, concerti, operetta, percorsi nella natura e iniziative dedicate alle nuove generazioni.

Il tema scelto è “L’amore, fra cielo e terra”, una dichiarazione d’intenti che diventa anche la chiave narrativa di un programma nel quale la musica non viene proposta come semplice repertorio, ma come strumento per attraversare epoche, sentimenti e linguaggi differenti.

La novità più significativa dell'edizione 2026 riguarda però la geografia del festival. Nato e cresciuto a Panicale per iniziativa dell'associazione culturale Téathronmusikè, sotto la direzione artistica di Virgilio Bianconi, il Pan Opera Festival debutta infatti anche a Città della Pieve e Paciano. Cinque appuntamenti resteranno a Panicale, mentre altri quattro raggiungeranno i due comuni vicini, dando forma a un progetto sempre più territoriale.

Un festival che cambia scala senza perdere la propria identità

L'espansione non rappresenta soltanto una scelta organizzativa. È il segnale di una manifestazione che, dopo oltre un decennio, prova a trasformare la propria esperienza in un progetto culturale capace di dialogare con un territorio più ampio.

Il Pan Opera Festival mantiene infatti la propria vocazione originaria: proporre repertori meno frequentati accanto a titoli e autori conosciuti, costruire occasioni di ascolto in luoghi storici e creare un rapporto il più possibile diretto tra interpreti e spettatori.

Una filosofia che trova una conferma anche nella scelta di privilegiare esecuzioni dal vivo e, quando possibile, la dimensione acustica degli spazi. “Rimane centrale - ha commentato Bianconi - la vocazione del Pan Opera Festival: proporre repertori e spettacoli anche di rara esecuzione, valorizzare il patrimonio culturale del territorio e mantenere un rapporto diretto tra pubblico e artisti. Tutti gli appuntamenti musicali sono realizzati rigorosamente dal vivo, privilegiando la modalità acustica e il suono naturale delle voci e degli strumenti”.

È una prospettiva che permette al festival di tenere insieme due esigenze apparentemente distanti: da una parte la valorizzazione della tradizione operistica e musicale, dall'altra la necessità di renderla accessibile, comprensibile e contemporanea.

Si parte con “Ode al vino”

Il primo appuntamento è fissato per venerdì 4 settembre alle 17, al Rastrello Boutique Hotel di Panicale, con “Ode al vino”. La rassegna inaugura il proprio percorso scegliendo una forma di spettacolo che mette insieme poesia, musica e vino, costruendo un'esperienza pensata per coinvolgere non soltanto l'ascolto ma anche gli altri sensi.

Sul palco ci saranno l'attore Luca Tironzelli e il Sator Duo, formato da Paolo Castellani al violino e Francesco di Giandomenico alla chitarra. Il punto di partenza è un amore profondamente terreno, legato al vino e alla cultura che lo circonda, ma anche alla capacità dell'arte di trasformare un'esperienza quotidiana in racconto.

Tra barocco e spiritualità

Il percorso prosegue domenica 13 settembre, quando la musica si sposta nella Collegiata di San Michele Arcangelo di Panicale per la Messa degli artisti e degli artigiani, appuntamento nel quale la dimensione spirituale assume un ruolo esplicito.

La stessa giornata propone alle 18, nella Chiesa di Sant'Agostino – Museo del tulle, il concerto “A' piè de la gran croce”, dedicato alla musica barocca. Il programma coinvolgerà Marcella Ventura, mezzosoprano, Johanna Lopez Valencia, viola da gamba e flauto barocco, e Santina Tomasello al clavicembalo, con un repertorio che attraversa le musiche di Frescobaldi, Sances, Merula e Pergolesi. È qui che il tema dell'edizione si sposta più decisamente verso il cielo: l'amore non è più soltanto relazione umana, ma diventa devozione, spiritualità e rapporto con una dimensione trascendente.

“Ogni passo è lode”, la musica cammina nel paesaggio

Uno degli appuntamenti più caratteristici sarà quello di sabato 19 settembre, quando il festival uscirà dagli spazi tradizionali del teatro e della sala da concerto per trasformare il paesaggio in parte integrante dell'esperienza musicale. Il trekking-concerto “Ogni passo è lode” partirà da Panicale per raggiungere Santa Croce ai Cappuccini, insediamento francescano risalente al 1545, oggi poco conosciuto ma ancora capace di conservare un particolare fascino.

Il percorso sarà accompagnato dal racconto della storia del luogo e culminerà, alle 17.30, con un concerto di musiche francescane e la proiezione della ricostruzione dell'antico convento.

L'iniziativa si inserisce anche nelle celebrazioni legate all'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi, trasformando il cammino in una forma di ascolto e conoscenza del territorio. Per partecipare è necessaria la prenotazione.

L'operetta porta l'amore sul terreno dell'ironia

Il giorno successivo, domenica 20 settembre alle 18, il festival tornerà al Teatro Cesare Caporali di Panicale con “Operetta Mon Amour”.

Qui l'amore cambia nuovamente volto. Dalla spiritualità si passa alla leggerezza dell'operetta, fatta di corteggiamenti, equivoci, innamoramenti e passioni raccontati attraverso melodie entrate nell'immaginario collettivo. Soprani e tenori saranno protagonisti di un concerto-spettacolo nel quale il sentimento viene osservato con un sorriso, recuperando quella dimensione ironica e mondana che ha fatto dell'operetta uno dei generi più riconoscibili del teatro musicale.

Wolfgang Amadeus Mozart arriva a Città della Pieve con “Bastien und Bastienne”

Il passaggio più importante della nuova dimensione territoriale del festival sarà però quello di Città della Pieve, dove il 27 settembre alle 18 andrà in scena “Bastien und Bastienne” di Wolfgang Amadeus Mozart. L'opera, una delle prime esperienze teatrali del compositore, sarà prodotta e allestita nello storico Teatro degli Avvaloranti, segnando una delle principali novità dell'edizione. L'appuntamento è confermato anche dal circuito Ticket Italia.

In questo caso il tema dell'amore assume i contorni dell'adolescenza: sentimento ancora ingenuo, assoluto, fragile e al tempo stesso capace di trasformarsi in esperienza.

La produzione sarà caratterizzata da un cast internazionale, dalla presenza di un direttore inglese, da un'orchestra composta da professionisti e da un nuovo progetto di regia e allestimento. Particolare attenzione sarà riservata anche ai costumi, grazie al contributo di Carlos Tieppo, direttore creativo della sartoria del Teatro La Fenice di Venezia.

La scelta di portare proprio Mozart a Città della Pieve assume così anche un valore simbolico: il festival non si limita a spostare un concerto, ma costruisce una produzione destinata a dialogare con la storia e l'architettura di uno dei teatri più significativi del territorio.

Da Panicale a Paciano, l'opera incontra le scuole

L'ultimo tratto del festival sarà dedicato invece a Paciano, dove il progetto Pan Opera Scuola porterà l'opera direttamente tra i banchi e davanti agli studenti della scuola secondaria di primo grado. La scelta del titolo non è casuale: sarà “La serva padrona” di Giovanni Battista Pergolesi a chiudere il percorso. Le mattine del 22 e 23 ottobre saranno riservate agli studenti, mentre il 24 ottobre l'opera verrà proposta al pubblico di Paciano.

In questo caso il festival affronta un'altra delle proprie sfide più importanti: non soltanto conservare il repertorio, ma costruire un pubblico nuovo. L'opera viene quindi presentata ai ragazzi attraverso l'esperienza diretta del teatro, della musica dal vivo e della scena, con un allestimento pensato per favorire un incontro immediato con il linguaggio del melodramma.

È probabilmente uno degli aspetti più interessanti dell'edizione 2026: il tema dell'amore diventa anche un modo per raccontare la crescita. Da Mozart, con l'amore adolescenziale, a Pergolesi, dove il sentimento assume una dimensione più adulta e concreta, il festival costruisce una sorta di percorso parallelo tra repertorio musicale e maturazione umana.

La cultura musicale come "strumento di territorio"

La nuova edizione del Pan Opera Festival arriva in un momento nel quale la manifestazione sembra voler superare definitivamente i confini del singolo borgo.

Panicale resta il punto di partenza e il cuore storico del progetto, ma Città della Pieve e Paciano entrano a pieno titolo nella geografia del festival. Non una semplice successione di sedi, dunque, ma un tentativo di costruire una rete culturale attraverso luoghi, comunità e patrimoni differenti.

È un modello particolarmente significativo per un territorio come quello del Trasimeno, dove la distanza geografica tra i centri è relativamente contenuta ma ogni borgo possiede una propria identità storica e culturale. La musica può diventare così uno strumento per mettere in relazione queste identità, trasformando il festival in un'occasione di conoscenza reciproca.

Il dato più interessante, in fondo, è proprio questo: il Pan Opera Festival non sceglie di crescere aumentando il numero degli appuntamenti, ma allargando il proprio raggio d'azione e portando la musica in luoghi diversi, ciascuno chiamato a dialogare con il repertorio proposto.

Un viaggio tra terra, cielo e memoria

“L'amore, fra cielo e terra” diventa quindi molto più di un titolo. È la struttura attraverso la quale il festival prova a raccontare l'esistenza attraverso la musica. C'è il vino di “Ode al vino”, con la sua dimensione sensoriale; c'è il barocco della devozione; c'è il cammino francescano; c'è l'ironia dell'operetta; c'è l'amore giovane di Mozart; e infine c'è Pergolesi, con un sentimento più concreto e adulto. In mezzo, c'è il territorio umbro, con i suoi teatri, i percorsi rurali e i piccoli centri storici.

Ed è forse proprio questa la direzione più interessante intrapresa dal Pan Opera Festival nel 2026: dimostrare che la musica colta non deve necessariamente vivere lontano dalle comunità, né avere bisogno di grandi palcoscenici per trovare il proprio pubblico. Può abitare un borgo, attraversare una strada, entrare in una chiesa, accompagnare un cammino o incontrare uno studente per la prima volta.

Da Panicale a Città della Pieve, fino a Paciano, il festival prova così a trasformare la propria crescita in un racconto territoriale. Un racconto nel quale l'opera non è soltanto repertorio da conservare, ma una forma ancora viva di incontro, capace di parlare al presente proprio perché continua a interrogare sentimenti universali.

Informazioni e biglietti

Il XII Pan Opera Festival si svolgerà dal 4 settembre al 24 ottobre 2026. I biglietti sono disponibili attraverso il circuito Ticket Italia, nelle rivendite autorizzate e presso la Tabaccheria Sacco di Panicale.

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Francesco Mastrodicasa
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