Un invito alla meditazione, alla speranza e a un incontro autentico con la figura del Santo. Alla vigilia dell’ostensione delle spoglie mortali di San Francesco d'Assisi, in programma dal 22 febbraio al 22 marzo, monsignor Domenico Sorrentino, amministratore apostolico delle diocesi di Assisi-Gualdo Tadino-Nocera Umbra e di Foligno, ha diffuso un videomessaggio attraverso i canali ufficiali della diocesi.
L’ostensione si terrà nella città serafica, cuore pulsante della della spiritualità francescana, e rappresenta uno degli appuntamenti più attesi del calendario religioso umbro. L’iniziativa offrirà ai fedeli l’opportunità di sostare in preghiera davanti alle reliquie del Santo, all’interno di un percorso liturgico e spirituale accuratamente allestito.
Nel suo messaggio, il presule sottolinea il valore profondo dell’evento, che va oltre l’aspetto devozionale e si colloca nella dimensione teologica della fede cristiana. "È bello poter mostrare le ossa del nostro santo, perché questo è una maniera di incontrarlo. La gente ha bisogno di incontrare santi e ha bisogno di incontrare, attraverso di loro, Gesù".
Parole che richiamano il significato della venerazione delle reliquie: non semplice memoria storica, ma occasione di incontro spirituale e di rinnovata adesione al Vangelo.
Nelle sue parole, Monsignor Sorrentino approfondisce il significato delle spoglie mortali nella tradizione cristiana, sottolineando come esse incarnino e rimandino alla centralità della promessa di resurrezione.
"Per noi cristiani - afferma monsignor Sorrentino - continuano ad avere un senso, oltre la vita che è stata consegnata a Madre terra, perché qui c'è una promessa, la promessa della resurrezione che Gesù ci fa. Quando noi andiamo a venerare le ossa di un santo e anche ad esprimere la nostra partecipazione al cimitero, è questo che vogliamo dire, che la morte non l'ha avuta vinta e noi oltre la morte abbiamo una speranza. Il momento dell'ostensione dello ossa di San Francesco credo sia un grande impulso alla vita e alla speranza".
Nel suo intervento, il vescovo richiama l’attenzione sul rischio di banalizzare l’ostensione, trasformandola in un evento meramente spettacolare o folkloristico. "Questo evento non si riduca a curiosità e sia piuttosto una meditazione, qualcosa che ci faccia comprendere il senso della vita, il senso della Pasqua, il senso dell'eternità. Francesco è stato un uomo che ha saputo svestirsi di sé e rivestirsi di cielo". L’invito è dunque a vivere l’esperienza come occasione di introspezione e conversione personale, nel solco della radicalità evangelica che ha caratterizzato la vita del Poverello.
Il presule offre anche una suggestiva immagine legata alla concretezza delle reliquie. "Si vedranno quelle ossa - spiega ancora monsignor Domenico Sorrentino - che hanno portato il suo corpo mentre camminava per i nostri paesi. Guardando quelle ossa lo vedremo in qualche modo camminare ancora per le nostre città, per le nostre vie, con la sua povertà forse la sua stanchezza, ma sempre con lo aguardo radioso di uno che aveva da portare un messaggio di bontà e di pace". Un richiamo che restituisce la dimensione storica e insieme attuale della figura di Francesco, pellegrino e testimone di fraternità universale.
In conclusione, monsignor Sorrentino affida ai pellegrini tre parole guida per vivere l’ostensione. "Essenzialità libertà del cuore e Vangelo. Soprattutto qest'ultima parola che significa la bella notzia di Gesù quella che fece invaghire Francesco e gli fece fare le scelte assolutamente orginali, incredibili, che sono scelte anche per noi".
Un’esortazione che riassume l’eredità spirituale francescana: sobrietà, libertà interiore e fedeltà al Vangelo come criteri per orientare la vita personale e comunitaria.
L’ostensione si inserisce nel percorso pastorale delle diocesi guidate attualmente da monsignor Sorrentino in qualità di amministratore apostolico, in attesa dell’insediamento del nuovo vescovo, Felice Accrocca. Le autorità ecclesiali hanno predisposto un fitto programma liturgico per il mese di venerazione, con celebrazioni solenni, momenti di preghiera e iniziative di accoglienza rivolte ai pellegrini provenienti dall’Italia e dall’estero.