31 Jul, 2026 - 16:30

Nuovo Ospedale, la durissima contestazione di Bandecchi alla Proietti: "La supercazzola ai ternani è servita"

Nuovo Ospedale, la durissima contestazione di Bandecchi alla Proietti: "La supercazzola ai ternani è servita"

Le decisioni della Regione Umbria sul futuro del nuovo ospedale di Terni aprono uno scontro politico e istituzionale di primaria grandezza. Per il sindaco Stefano Bandecchi, le recenti determinazioni adottate dall'amministrazione guidata dalla presidente Stefania Proietti confermano “le peggiori aspettative”, trasformando una struttura sanitaria ritenuta fondamentale e attesa “come il pane” in quella che definisce senza mezzi termini “una supercazzola senza precedenti”.

Al centro della polemica non vi è soltanto l'individuazione dell'area di Sabbione, interpretata dal primo cittadino come un espediente per “indorare la pillola” della progressiva rinuncia al presidio ospedaliero di Narni-Amelia, ma l'intero impianto procedurale della nuova giunta. Secondo Stefano Bandecchi, le ultime scelte segnano infatti un sensibile arretramento rispetto ai traguardi raggiunti durante il mandato della precedente presidente Donatella Tesei, quando il Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) e il documento di indirizzo alla progettazione risultavano già approvati. Il primo cittadino contesti duramente il rinvio dei tempi di avvio del cantiere al 2031, la nebulosità del quadro economico e il coinvolgimento di soggetti come Cassa Depositi e Prestiti ed Inail in assenza di atti deliberativi ufficiali, chiedendo certezze formali sui 280 milioni di euro previsti dall'istituto per gli infortuni, sui 70 milioni ex articolo 20 e sui mutui previsti per la progettazione.

Il nodo dell'ubicazione a Sabbione e le polemiche sulla continuità procedurale con la precedente amministrazione regionale

Analizzando la sequenza degli atti prodotti dall'esecutivo regionale, Stefano Bandecchi ha espresso forte preoccupazione per quella che ritiene una marcata incongruenza nella gestione della programmazione sanitaria ternana. La scelta di collocare il nuovo presidio a Sabbione, ai confini con il territorio narnese, viene individuata dal sindaco come una decisione strategica criticabile sotto molteplici aspetti. “La presidente Stefania Proietti vuole fare l'ospedale a Sabbione, ai confini con Narni, proprio per indorare la pillola del fatto che l'ospedale di Narni e Amelia non si farà più”, osserva l'amministratore, definendo “folle” l'ubicazione proposta e sottolineando l'inadeguatezza delle infrastrutture stradali a supporto, oltre all'illogicità di ipotizzare l'avvio del cantiere di Narni e Amelia prima di quello di Terni.

Accanto all'aspetto logistico, l'attacco del primo cittadino riguarda direttamente la tenuta amministrativa del percorso intrapreso. L'attuale amministrazione regionale, a giudizio del sindaco di Terni, avrebbe approvato nell'arco di pochissimi giorni provvedimenti privi di una reale coerenza interna. “La giunta Stefania Proietti in tre giorni ha approvato atti amministrativi tra di loro contraddittori, che non possono generare una progettualità seria e idonea a realizzare il nuovo ospedale”, rimarca Stefano Bandecchi. Tale condotta viene interpretata come un vero e proprio regresso rispetto all'iter sviluppato durante la gestione di Donatella Tesei, che aveva condotto al completamento di passaggi chiave quali il Docfap e la successiva fase di indirizzo progettuale. Secondo la ricostruzione di Palazzo Spada, l'esecutivo regionale starebbe camuffando la propria inerzia con un provvedimento che riporta indietro di anni l'intera programmazione sanitaria.

La sostenibilità finanziaria dell'opera e la richiesta di riscontri formali sugli impegni di Cassa Depositi e Prestiti e Inail

Il nucleo centrale delle contestazioni sollevate dal sindaco Stefano Bandecchi riguarda la copertura economica complessiva del nuovo Santa Maria, ritenuta priva di elementi di riscontro oggettivi. L'assenza di delibere di spesa vincolanti e formali rischia di trasformare gli annunci sulla realizzazione dell'opera in stime prive di efficacia operativa. Il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti nel ruolo di advisor tecnico ed economico appare contestabile laddove non vi sia una precisa perimetrazione dei capitali disponibili, così come resta incerto il contributo delle risorse nazionali. “Oggi il quadro economico è ancora più nebuloso, perché si chiama in causa la Cassa Depositi e Prestiti a fare da advisor senza avere nulla in mano sulle risorse finanziarie. Si parla di Inail ma nei piani di investimenti di Inail non c'è traccia del nuovo Santa Maria”, sottolinea Stefano Bandecchi.

Per assicurare la necessaria credibilità al piano finanziario, il sindaco esige che la giunta guidata da Stefania Proietti renda pubblici e trasmetta i documenti amministrativi idonei a certificare le risorse annunciate. La richiesta riguarda nello specifico tre capisaldi finanziari: gli atti deliberativi ufficiali dell'Inail relativi ai 280 milioni di euro destinati all'intervento, la formalizzazione dell'accordo di programma per la quota da 70 milioni ex articolo 20, e le delibere adottate da Cassa Depositi e Prestiti inerenti al mutuo fondo di rotazione stanziato per la progettazione, stimato tra i 30 e i 40 milioni di euro. Senza tali pezze d'appoggio amministrative, conclude il sindaco di Terni, la presidente della Regione Umbria rimane l'unica responsabile di un'operazione condotta senza garanzie a danno della città.

Da Ap e Forza Italia fronte compatto di protesta: i duri interventi di Francescangeli e Ferranti

Le denunce istituzionali del sindaco trovano immediata cassa di risonanza nelle reazioni affidate ai canali social da importanti rappresentanti del quadro politico cittadino e provinciale. Sara Francescangeli, presidente del Consiglio comunale di Terni ed esponente di Alternativa Popolare, interviene richiamando le tutele costituzionali della salute. “Come volevasi dimostrare...”, afferma rivolgendosi a Stefano Bandecchi, “spero con tutto il cuore, ma con poca convinzione, purtroppo, di poter dar ragione alla Presidente della Giunta regionale alla quale, intanto, vorrei ricordare che la Costituzione, all'art.32, tutela il diritto alla salute, anche per i cittadini di Terni!”.

Sulla stessa linea d'attacco si posiziona il vicepresidente della Provincia di Terni, Francesco Ferranti (Forza Italia), che critica aspramente le scelte dell'amministrazione regionale definendo ironicamente l'operazione come un espediente propagandistico del Patto Avanti. “Oggi la nostra beneamata Governatrice dopo aver aumentato le tasse a tutti gli umbri ci ha stupiti con un nuovo coup de theatre: 'La filiera corta della salute'”, scrive Francesco Ferranti, censurando in modo sferzante l'ipotesi dell'area di Sabbione: “Nuovo ospedale a sistema simbiotico con inceneritore, casa circondariale, centro finitura Ast, fabbrica di mangimi con puzzo gratis, monnezza dell’Asm. Grazie Presidente evviva il Patto Avanti”. Francesco Ferranti evidenzia infine l'azzeramento delle prospettive per l'intera provincia: “Non si farà nulla in questa legislatura, trascorreranno almeno 5 anni con un nulla di fatto come attesta il Docfap della maggioranza di sinistra e non si farà neppure l'ospedale di Narni-Amelia come appare evidente ormai a tutti”.

Il Patto Avanti difende il piano da 550 milioni e accusa il sindaco di remare contro la città

Di diverso avviso la coalizione di governo in Regione Umbria. Attraverso una nota ufficiale, il Patto Avanti Umbria rivendica l'operato della giunta guidata da Stefania Proietti, parlando di “svolta storica per la sanità pubblica a Terni” e confermando il rispetto della scadenza per la presentazione del Docfap. Secondo la maggioranza regionale, la scelta di Sabbione poggia su un'istruttoria tecnica rigorosa: un investimento interamente pubblico da 550 milioni di euro per 600 posti letto, con l'obiettivo di posare la prima pietra entro cinque anni e completare l'opera in otto. L'area ha ottenuto il punteggio tecnico più alto (4,07) per l'assenza di vincoli territoriali e per la futura connessione con la variante Sud-Ovest, nell'ambito di un'analisi che ha preso in esame anche il sito di Colle Obito.

Respingendo al mittente le accuse di inerzia, il Patto Avanti attacca direttamente il primo cittadino di Terni: “Mentre noi lavoriamo per dotare Terni di una struttura sanitaria moderna e interamente pubblica, il sindaco Stefano Bandecchi continua a tifare contro la città”. Dalla maggioranza si evidenzia inoltre come Stefano Bandecchi non abbia mai prodotto il Docfap alternativo su Colle Obito promesso nei mesi scorsi, liquidando le sue recenti esternazioni come “vane parole spento per illudere i cittadini” di fronte a un'amministrazione regionale che sta invece procedendo con atti concreti e scadenze rispettate.

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Federico Zacaglioni
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