18 May, 2026 - 16:20

Ospedale Santa Maria Terni, Palazzina C antisismica e sub-intesiva respiratoria: investimento da 3 milioni

Ospedale Santa Maria Terni, Palazzina C antisismica e sub-intesiva respiratoria: investimento da 3 milioni

 Il Santa Maria di Terni mette a terra un’operazione che tocca sicurezza, tecnologia e capacità di presa in carico. Oggi la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, la direttrice regionale Salute e Welfare Daniela Donetti e il direttore generale Andrea Casciari hanno presentato la riqualificazione antisismica della Palazzina C e l’attivazione della nuova Terapia Subintensiva Respiratoria della Pneumologia. Due interventi che, sommati, mobilitano risorse per oltre 3 milioni di euro e che consegnano alla città spazi più protetti, ambienti ridisegnati e un’area dedicata ai malati respiratori che alleggerirà le terapie intensive generali. “Sicurezza, tecnologia e qualità delle cure”: è la sintesi che rimbalza tra i corridoi del presidio, e che i vertici hanno scelto per raccontare il senso di una giornata in cui l’ospedale ha mostrato la sua parte più concreta.

Palazzina C, un cantiere da oltre 1,3 milioni: dal sistema CAM al raddoppio della risposta sismica

L’edificio che da oggi si riconsegna all’attività clinica misura circa 1.450 metri quadrati distribuiti su due livelli. Era un immobile fragile, dal punto di vista strutturale. L’intervento - finanziato con fondi PNRR e PNC per un investimento complessivo superiore a 1,3 milioni di euro - è stato pensato per cambiarne il comportamento in caso di terremoto, e il dato finale dice che la capacità di resistenza è raddoppiata rispetto alla situazione precedente le lavorazioni.

Il cuore tecnico dell’opera è il sistema CAM, una tecnologia che utilizza nastri in acciaio inossidabile ad alta resistenza messi in tensione attorno a pilastri e nodi strutturali. Un’imbracatura leggera, quasi invisibile a cantiere chiuso, che evita di appesantire l’edificio e ne aumenta la duttilità. Accanto a questo sono stati eseguiti rinforzi localizzati su pilastri e travi con materiali fibrorinforzati e sono stati inseriti sistemi anti-ribaltamento per le pareti esterne. I lavori hanno richiesto un’attenzione particolare alla tutela del mosaico storico-artistico presente nell’immobile, un vincolo che ha reso ogni fase più delicata e che la direzione lavori ha gestito con soluzioni su misura.

L’intervento non è stato solo strutturale. Dentro la Palazzina C sono stati sostituiti gli infissi, sono state migliorate le finiture interne ed è stata realizzata una nuova rampa coperta per consentire l’accesso diretto alla piscina riabilitativa alle persone con disabilità. Oggi la palazzina ospita servizi a vocazione clinica, riabilitativa e preventiva: NeuroriabilitazionePsicologia ClinicaMedicina del Lavoro e Sorveglianza Sanitaria. Un polo che torna a funzionare in un contenitore più sicuro, dentro e fuori.

Terapia Subintensiva Respiratoria, sei letti e alta tecnologia: un passo per decongestionare le intensive generali

Il secondo tassello della presentazione riguarda la Pneumologia, che da oggi può contare su una Terapia Subintensiva Respiratoria costruita con un finanziamento nazionale di un milione e 486mila euro. Sono sei posti letto di subintensiva più un ulteriore posto letto isolato, pensato per situazioni che richiedono separazione senza rinunciare al monitoraggio avanzato. Il progetto ha un obiettivo chiaro: gestire meglio i pazienti respiratori complessi, diminuire la pressione sui reparti di terapia intensiva generali e rendere più fluida la risposta del Pronto Soccorso, che nei mesi invernali vive picchi di accessi legati proprio allo scompenso respiratorio.

Al rafforzamento degli spazi si è aggiunto un investimento tecnologico di oltre 440mila euro, che ha dotato l’area di sistemi di monitoraggio continuo, ventilatori di ultima generazione e postazioni di lavoro integrate. La nuova subintensiva è stata progettata per consentire ai clinici di intervenire tempestivamente sui pazienti in fase critica ma ancora gestibile al di fuori della rianimazione, una fascia di cura che in molte realtà ospedaliere resta scoperta o affidata a percorsi improvvisati. Qui, al Santa Maria, diventa un servizio strutturato e dedicato.

“Questi interventi rappresentano una scelta precisa e strategica”, ha dichiarato il direttore generale Andrea Casciari“Perché investire nella sicurezza strutturale, nella tecnologia e nella qualità degli ambienti significa rafforzare concretamente la capacità del nostro ospedale di rispondere ai bisogni della popolazione. Restituiamo ai cittadini spazi più moderni, sicuri ed efficienti, confermando il ruolo del Santa Maria come presidio sanitario di riferimento regionale.”

Sulla stessa linea la presidente Stefania Proietti“La presentazione di oggi dimostra quanto sia importante continuare a investire nella sanità pubblica, migliorando non solo le tecnologie ma anche la qualità degli spazi e dei percorsi assistenziali. Il Santa Maria sta portando avanti un percorso di crescita e innovazione che rafforza l’intero sistema sanitario regionale e garantisce ai cittadini cure sempre più sicure, moderne e vicine alle persone.”

I numeri della crescita: ricoveri e alto peso medio, il Santa Maria accelera

La doppia inaugurazione arriva in una fase in cui l’Azienda Ospedaliera di Terni mostra indicatori di attività in deciso miglioramento. I dati dei primi tre mesi del 2026, messi a confronto con quelli dei primi tre mesi del 2019, raccontano di un balzo in avanti sia nei volumi sia nel valore economico dell’attività di ricovero. Il fatturato legato ai ricoveri ordinari e all’alta specializzazione è passato da 5.193.311 euro a 7.843.332 euro, con un incremento che si mantiene solido anche nel confronto a dodici mesi.

Cresce pure la complessità dei casi trattati. Il peso medio del DRG nei primi tre mesi dell’anno raggiunge 1,37, il valore più alto degli ultimi sette anni (era 1,19 nel 2019). L’indice di performance si attesta a 101, il miglior dato dal 2020 a oggi, quando nei primi tre mesi di quell’anno il valore era fermo a 110. Sono numeri che parlano di un ospedale che sta aumentando la capacità di attrarre casistica impegnativa e di farlo con tempi di degenza più efficienti. Un quadro che dà senso agli investimenti presentati e che colloca la Palazzina C e la Terapia Subintensiva Respiratoria non come episodi isolati, ma come tasselli di una riorganizzazione più ampia, in cui l’infrastruttura fisica e la qualità clinica procedono insieme.

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Federico Zacaglioni
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