10 Apr, 2026 - 14:56

Ospedale di Perugia, segnalazione del NurSind al Difensore civico: “Pazienti nei corridoi per carenza di posti letto e sovraffollamento"

Ospedale di Perugia, segnalazione del NurSind al Difensore civico: “Pazienti nei corridoi per carenza di posti letto e sovraffollamento"

Pazienti ricoverati nei corridoi dei reparti per la mancanza di posti letto disponibili e una situazione organizzativa definita “di particolare criticità”. È quanto denuncia il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, in una segnalazione inviata al Difensore civico della Regione Umbria sulla situazione riscontrata all’azienda ospedaliera di Perugia.

Nel documento, l’organizzazione sindacale richiama l’attenzione delle istituzioni su una prassi che, secondo quanto riferito dal personale sanitario, si sarebbe resa sempre più frequente nelle fasi di maggiore pressione sui reparti, con la collocazione temporanea di pazienti lungo i corridoi come risposta all’insufficienza di posti letto.

La segnalazione al Difensore civico

La comunicazione inviata al garante regionale nasce, secondo il sindacato delle professioni infermieristiche, da una serie di riscontri provenienti dagli operatori sanitari e da segnalazioni di cittadini. L’obiettivo dichiarato è quello di sollecitare un intervento istituzionale di verifica sulle condizioni organizzative dell’ospedale. 

Nel testo si legge: Da numerose segnalazioni provenienti dal personale sanitario emerge infatti il ricorso sempre più frequente alla collocazione di pazienti ricoverati in letti posizionati nei corridoi dei reparti, quale modalità organizzativa adottata per far fronte a condizioni di sovraffollamento e insufficienza di posti letto disponibili”

Una modalità che, secondo il sindacato, non può essere considerata strutturale né compatibile con gli standard di assistenza ospedaliera.

Criticità su assistenza e privacy

Il NurSind evidenzia in particolare le ricadute sulla qualità dell’assistenza e sulla tutela dei diritti dei pazienti. La collocazione nei corridoi, viene sottolineato, determinerebbe condizioni non idonee alla degenza e una riduzione significativa della riservatezza.

Nel documento si afferma che tale sistemazione comporta “una costante esposizione al passaggio di operatori, altri degenti e visitatori, rendendo impossibile garantire adeguata tutela della privacy durante visite mediche, procedure assistenziali e comunicazioni cliniche relative allo stato di salute”. Una condizione che, secondo il sindacato, incide direttamente sulla dignità del paziente e sulla qualità complessiva del percorso di cura.

Il richiamo ai principi costituzionali

La segnalazione richiama inoltre i principi fondamentali sanciti dall’articolo 32 della Costituzione e quelli contenuti nella Carta dei diritti del malato, ribadendo che l’assistenza sanitaria deve garantire non solo efficacia clinica ma anche rispetto della persona.

Il NurSind sottolinea infatti che “ogni cittadino ha diritto ad essere assistito nel rispetto della propria dignità, riservatezza e sicurezza”, evidenziando come le attuali condizioni possano risultare incompatibili con tali principi.

Rischio infezioni e condizioni di promiscuità

Un ulteriore elemento evidenziato riguarda il profilo della sicurezza sanitaria. Secondo il sindacato, la permanenza dei pazienti in spazi non destinati alla degenza potrebbe aumentare il rischio di infezioni correlate all’assistenza (ICA). Nel testo si legge che tale situazione comporta “potenziale incremento del rischio di infezioni correlate all’assistenza (ICA), in quanto la gestione dei pazienti in spazi non idonei alla degenza, caratterizzati da elevata promiscuità e da un intenso transito di persone e operatori, può compromettere il rispetto delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni”.

Un aspetto che il NurSind definisce particolarmente sensibile, in quanto direttamente collegato alla sicurezza clinica dei pazienti.

Il nodo del sistema gestionale “Cibngolo”

Nella segnalazione viene citato anche il sistema “Cibngolo”, introdotto nel novembre 2023 per migliorare la gestione dei pazienti e l’efficienza organizzativa dei reparti.

Secondo il sindacato, dopo una fase iniziale di implementazione e alcuni correttivi, il sistema avrebbe progressivamente perso efficacia. Nel documento si afferma infatti che “dopo le prime fasi di applicazione e le migliorie apportate nel corso del primo anno, tale sistema sembra aver perso efficacia, non riuscendo a prevenire il ricorso alla collocazione dei pazienti nei corridoi dei reparti. Questo fatto conferma la necessità di un intervento istituzionale urgente volto a verificare le condizioni organizzative e a garantire il rispetto dei diritti dei pazienti”. Una valutazione che, secondo il NurSind, rafforza la necessità di un’analisi complessiva sull’organizzazione ospedaliera.

L’appello alla Regione e il ruolo del Difensore civico

Il sindacato si rivolge quindi al Difensore civico regionale chiedendo una verifica puntuale delle condizioni segnalate, sia sotto il profilo organizzativo sia sotto quello dei diritti dei pazienti.

Nella nota viene richiamata anche l’esperienza di altre Regioni, dove situazioni analoghe hanno portato a interventi istituzionali. Il NurSind ricorda infatti che “Il Difensore Civico, rispondendo a situazioni analoghe relative alla collocazione dei pazienti nei corridoi e alla violazione della privacy, ha riconosciuto l’urgenza di verificare il rispetto dei diritti dei pazienti e delle norme vigenti, indicando la necessità di interventi organizzativi correttivi. Tale pronuncia costituisce un precedente istituzionale rilevante, che rafforza la necessità di un analogo intervento anche presso l’azienda ospedaliera di Perugia”. La richiesta è quella di valutare la conformità delle pratiche adottate agli standard di sicurezza e qualità dell’assistenza, oltre all’eventuale necessità di misure correttive strutturali.

La posizione del NurSind

A chiudere la segnalazione è l’intervento del segretario regionale del NurSind, Marco Erozzardi, che sottolinea la necessità di un intervento tempestivo. “Il protrarsi di queste condizioni non può essere considerato una soluzione organizzativa accettabile” dichiara Erozzardi.

Il sindacato annuncia infine la possibilità di coinvolgere ulteriori autorità competenti e organi di vigilanza qualora le criticità dovessero persistere, chiedendo che la questione venga affrontata in modo strutturale e non emergenziale.

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Francesco Mastrodicasa
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