L'Ospedale "San Giovanni Battista" di Foligno compie un importante passo avanti nel campo dell'innovazione oncologica con l'entrata in funzione del nuovo acceleratore lineare per la radioterapia intraoperatoria (IORT).
L'apparecchiatura, aggiornata grazie a una donazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, è stata resa operativa dopo il completamento dei collaudi coordinati dall'Ingegneria Clinica dell'Azienda Usl Umbria 2 e rappresenta un significativo investimento nella qualità delle cure, nella sicurezza degli operatori sanitari e nell'umanizzazione dei percorsi terapeutici.
L'intervento rafforza ulteriormente il ruolo dell'ospedale folignate come centro di riferimento regionale nella cura delle patologie oncologiche, in particolare del tumore al seno.
L'aspetto più innovativo della nuova tecnologia riguarda la possibilità di effettuare la radioterapia direttamente in sala operatoria, contestualmente all'asportazione del tumore.
Come spiega la Direzione dell'Azienda Usl Umbria 2, «la grande innovazione di questo sviluppo tecnologico risiede nella straordinaria semplificazione del percorso di cura per le donne colpite da tumore al seno».
Nei casi clinicamente selezionati, infatti, l'intera dose di radioterapia può essere somministrata durante l'intervento chirurgico, consentendo alla paziente di completare il trattamento in un'unica giornata.
Si tratta di un cambiamento sostanziale rispetto al percorso tradizionale, che richiede normalmente da cinque a quindici sedute distribuite nell'arco di circa tre settimane.
I benefici della nuova metodica non riguardano esclusivamente l'aspetto clinico.
Riducendo drasticamente il numero delle sedute, le pazienti evitano continui spostamenti verso i centri di radioterapia, con un significativo miglioramento della qualità della vita durante un periodo particolarmente delicato.
La riduzione degli accessi ospedalieri significa anche minore stress fisico ed emotivo e una migliore gestione della quotidianità per le donne e per le loro famiglie.
Allo stesso tempo, la diminuzione delle sedute necessarie permette di liberare posti nelle agende terapeutiche, contribuendo ad abbattere le liste d'attesa per i pazienti che necessitano dei trattamenti radioterapici tradizionali.
L'impiego della radioterapia intraoperatoria non si limita al trattamento del tumore della mammella.
Secondo quanto evidenziato dall'Azienda sanitaria, questa metodica offre ottimi risultati e una bassissima tossicità per i tessuti sani anche in altre patologie oncologiche, come alcuni sarcomi addominali.
Grazie a queste caratteristiche, la Breast Unit di Foligno, diretta dal dottor Gianfranco Lolli, consolida il proprio ruolo di centro di eccellenza regionale, dove vengono trattati ogni anno oltre 250 nuovi casi di tumore al seno.

L'aggiornamento dell'acceleratore si inserisce in un più ampio progetto di sviluppo tecnologico della Radioterapia Oncologica dell'Usl Umbria 2.
A sottolinearlo è il dottor Fabrizio Fusconi, dirigente medico della Radioterapia Oncologica.
«L'ammodernamento della IORT si inserisce nel programma generale di potenziamento della radioterapia oncologica cominciato due anni fa con l'entrata in servizio del nuovo acceleratore lineare di ultima generazione, che ci permette di eseguire trattamenti sia per i tumori della mammella, che rappresentano la percentuale più alta, sia per tutti gli altri tipi di tumore, in linea con gli standard tecnologici e terapeutici più avanzati», afferma il medico.
L'obiettivo è mantenere la struttura ai massimi livelli tecnologici, garantendo ai pazienti cure sempre più efficaci e personalizzate.
L'innovazione riguarda anche la tutela del personale sanitario.
Il nuovo acceleratore introduce infatti una schermatura interna capace di limitare la diffusione delle radiazioni nell'ambiente durante il trattamento.
Il servizio di Fisica Medica dell'Azienda sanitaria evidenzia come questa soluzione riduca significativamente il rischio radiologico per medici, infermieri e operatori presenti in sala operatoria, aumentando il livello di sicurezza senza compromettere la precisione e l'efficacia della terapia.
Un progresso importante che unisce qualità delle cure e protezione degli operatori.
Determinante per la realizzazione dell'intervento è stato il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, che ha finanziato l'aggiornamento dell'apparecchiatura.
La presidente Monica Sassi ha ribadito il valore strategico dell'investimento nella sanità pubblica.
«La tutela della salute rappresenta uno degli ambiti nei quali la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno esprime da sempre la propria più convinta attenzione istituzionale. Con questa donazione intendiamo confermare una vicinanza concreta all'Ospedale di Foligno e, più in generale, al sistema sanitario territoriale», ha dichiarato.
Secondo Sassi, investire in innovazione tecnologica significa migliorare direttamente la qualità della vita delle persone e rafforzare la capacità di risposta del sistema sanitario.
La presidente ha inoltre sottolineato il valore della collaborazione con l'Usl Umbria 2, definendola un esempio di sinergia istituzionale capace di affrontare le sfide della sanità contemporanea.
L'investimento è stato accolto con soddisfazione anche dalla Direzione strategica dell'Azienda Usl Umbria 2 e dalla direttrice del presidio ospedaliero di Foligno, Orietta Rossi, che ha espresso un sentito ringraziamento alla Fondazione.
La direttrice ha evidenziato come «l'innovazione scientifica e l'umanizzazione delle cure siano i pilastri per garantire una sanità equa e accessibile».
Con l'entrata in funzione del nuovo acceleratore per la radioterapia intraoperatoria, l'Ospedale di Foligno rafforza così la propria posizione tra i centri più avanzati dell'Umbria nel campo delle terapie oncologiche di precisione, offrendo ai pazienti percorsi di cura sempre più efficaci, rapidi e orientati al benessere della persona.