Una violenta aggressione si è verificata presso la pizzeria "Antica Arte Napoletana" di piazza del Popolo, ad Orvieto (Terni). Il titolare del locale è stato colpito da alcuni turisti, di nazionalità belga e non avrebbe riportato gravi ferite ma sarebbe rimasto particolarmente scioccato dall'accaduto.
Un'altra aggressione in piena regola. L'episodio riportato dal quotidiano "La Nazione Umbria" racconta di un vero e proprio pestaggio. Un gruppo di giovani turisti belgi, già protagonisti di comportamenti molesto, si era diretto verso il bagno, bloccando, di fatto, il corridoio che collega cucina e sala. La lecita richiesta dei gestori di liberare il passaggio ha scatenato l’aggressione ai danni dei titolari.
I turisti, riferisce il quotidiano, avrebbero iniziato a prendere a calci le porte, sputando addosso e insultando una delle proprietarie. Il titolare avrebbe cercato di riportare la calma ma l’uomo sarebbe stato colpito alla testa e scaraventato a terra.
L'intervento della polizia di Stato ha impedito la fuga del gruppo dei turisti, fermati e portati in commissariato per l’identificazione.
Il titolare della pizzeria, invece, è stato accompagnato al Pronto soccorso. L'uomo non avrebbe riportato ferite gravi ma sarebbe rimasto scosso, in modo particolare, per lo spiacevole episodio.
Un'altra pizzeria è stata location di una violenta aggressione nelle scorse settimane, quando gli agenti del Commissariato di Assisi denunciarono due persone per lesioni personali e minacce nei confronti di una donna aggredita fisicamente e verbalmente mentre era nel locale di Bastia Umbra con il figlio.
L'uomo e la donna, di 52 e 41 anni, dovranno rispondere del reato di minacce e lesioni. Dalle le prime ricostruzioni, la donna era nel locale insieme al figlio quando fu avvicinata da due persone a lei già note. Una discussione degenerò in pochi attimi: dalle minacce fino all’aggressione fisica.
La vittima dell'aggressione riportò alcune ecchimosi al collo e al volto e fu costretta a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso: le vennero diagnosticate lesioni giudicate guaribili in 5 giorni. Dopo l’episodio, la vittima ricevette ulteriori messaggi minatori da parte di uno degli aggressori.