16 Jan, 2026 - 14:55

Orvieto omaggia Michelangelo Onigi, superstite di Buchenwald: chiavi della città all’appuntato che servì la Repubblica

Orvieto omaggia Michelangelo Onigi, superstite di Buchenwald: chiavi della città all’appuntato che servì la Repubblica

Un omaggio solenne, carico di valore simbolico e civile, è stato tributato oggi dal Comune di Orvieto a Michelangelo Onigi, appuntato di Pubblica Sicurezza in quiescenza e superstite del campo di concentramento nazista di Buchenwald. Nella Sala Consiliare del Palazzo comunale, il Sindaco di Orvieto, alla presenza del Questore di Terni, ha consegnato le chiavi della città quale segno di profondo e formale riconoscimento istituzionale per una vita lunga e onorata, interamente dedicata alle istituzioni e alla collettività.

La cerimonia si è svolta in un clima di intensa partecipazione, ponendo al centro non soltanto la vicenda personale del protagonista, ma anche il valore universale della memoria storica e il significato del servizio reso alle istituzioni repubblicane, fondato sui principi di libertà, democrazia e tutela dei diritti fondamentali.

Un progetto condiviso tra Comune e Questura

L’iniziativa rientra in un progetto condiviso tra la Questura di Terni e l’Amministrazione comunale di Orvieto, concepito per celebrare, nella data del 16 gennaio, il 105° compleanno dell’Appuntato Onigi. Un momento simbolico che unisce riconoscimento personale e impegno pubblico nella valorizzazione della memoria del Novecento, in particolare di quella legata alla deportazione nei campi di concentramento nazisti e alla successiva ricostruzione morale e istituzionale dell’Italia repubblicana.

La consegna delle chiavi della città, gesto riservato a figure di altissimo profilo umano e civile, rappresenta il punto più alto di questo percorso celebrativo.

Dalla deportazione a Buchenwald al servizio della Repubblica: la storia di Michelangelo Onigi

Michelangelo Onigi è una testimonianza vivente di una delle pagine più drammatiche della storia europea. Sopravvissuto al campo di concentramento di Buchenwald, ha conosciuto in prima persona la negazione assoluta dei diritti umani, della libertà e della dignità della persona. Un’esperienza estrema che ha segnato profondamente il suo percorso umano e che rende ancora più significativo il suo successivo impegno nelle istituzioni della Repubblica italiana, fondate sui valori della democrazia, della legalità e della tutela dei diritti fondamentali. La sua vicenda personale incarna il passaggio dalla barbarie totalitaria alla costruzione di uno Stato democratico, rappresentando un ponte ideale tra memoria storica e responsabilità civica.

La carriera nella Pubblica Sicurezza

Classe 1921, Michelangelo Onigi ha prestato servizio nel Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza a partire dal 16 dicembre 1946, negli anni cruciali della ricostruzione del Paese. Collocato in congedo nel 1979, ha attraversato oltre tre decenni di storia istituzionale italiana, contribuendo con professionalità e dedizione al rafforzamento delle strutture dello Stato.

Nel corso della sua carriera è stato destinatario di numerose e prestigiose onorificenze militari e civili, a testimonianza del valore del servizio prestato.

Le onorificenze: riconoscimenti a una vita di servizio

Tra i riconoscimenti conferiti a Michelangelo Onigi figurano due Croci al Merito di Guerra, la Medaglia d’Argento al Merito di Servizio, conferita dal Ministero dell’Interno nel 1962, e, nel 2021, l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Tali riconoscimenti rafforzano il significato dell’omaggio odierno da parte della città di Orvieto, che ha voluto rendere pubblico e solenne il proprio ringraziamento.

Le parole del Questore: memoria e gratitudine

A sottolineare il valore dell’iniziativa è intervenuto il Questore di Terni, Abenante, che ha richiamato il significato più profondo della cerimonia: "iniziative come questa rafforzano il legame tra la Polizia di Stato e il territorio e rappresentano un doveroso atto di gratitudine verso chi, dopo aver conosciuto la negazione assoluta dei diritti umani, ha scelto di servire lo Stato democratico". Parole che sintetizzano il senso dell’evento, collocandolo nel solco della memoria condivisa e del riconoscimento istituzionale.

Un esempio per le nuove generazioni

La celebrazione del 105° compleanno dell’Appuntato Onigi assume anche una valenza educativa e culturale. La sua storia personale e professionale rappresenta un patrimonio da trasmettere alle nuove generazioni, affinché il ricordo delle tragedie del passato continui a essere un presidio contro ogni forma di negazione dei diritti e di violenza.

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Francesco Mastrodicasa
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