Dieci anni, dieci appuntamenti tra agosto e settembre e un tema guida: 'Prossimità'. È questa la nuova edizione del Festival della Piana del Cavaliere che nel 2026 taglia il traguardo delle due cifre e torna ad animare il Teatro Mancinelli di Orvieto. Come da vocazione, il programma spazierà tra repertorio operistico, sinfonico e cameristico con incursioni che guardano al teatro musicale, alla divulgazione, alla letteratura senza dimenticare la formazione.
Saranno tre settimane all'insegna della grande musica e dell'incontro. Questo il cuore del Festival che vuole trasformare il teatro cittadino, che ospita la rassegna da sette anni, in un laboratorio di esperienze artistiche a contatto il pubblico. In programma dal 29 agosto al 13 settembre la kermesse ribadisce un messaggio preciso: la cultura come spazio di relazione, la musica come linguaggio capace di abbattere le distanze e il teatro come luogo privilegiato dell'ascolto.
Intorno a questi tre capisaldi si sviluppano i dieci appuntamenti in calendario creando un dialogo tra i grandi capolavori della tradizione europea e le nuove modalità di fruizione con al centro il rapporto diretto tra interpreti e spettatori. "Essere prossimi - queste le parole degli organizzatori - significa non essere così vicini da essere sovrapposti e non così lontani da essere distanti. Significa essere individui che tendono gli uni verso gli altri, nella consapevolezza e nell'interesse per l'identità del prossimo a cui ci avviciniamo".
Il Festival, promosso dall'omonima associazione, ha il sostegno del Comune di Orvieto, del Ministero della Cultura, della Regione Umbria e della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e il patrocinio del Parlamento Europeo e della Camera di commercio dell'Umbria.
La serata inaugurale del 29 agosto sarà dedicata alla Sinfonia n. 6 di Ludwig van Beethoven, proposta nella storica versione per sestetto d'archi realizzata da M. G. Fischer ed eseguita dal gruppo da camera dell'Orchestra Filarmonica Umbra Vittorio Calamani. Nel pomeriggio dello stesso giorno, lo spettacolo dedicato a un delle icone intramontabili dell'infanzia e della libertà: 'Pippi Calzelunghe', prodotto da La Corelli.
Il 30 agosto vedrà la musica dei grandi protagonisti dell''opera italiana con il soprano Elisa Balbo, Antonella De Franco all’arpa, Davide Cavalli al pianoforte e la voce narrante di Sandro Cappelletto in 'Una notte di Belcanto – Rossini, Verdi e…'. Il 3 settembre torna l'appuntamento con l'Ensemble InCanto, diretto da Fabio Maestri, con il mezzosoprano Marina Comparato in un itinerario musicale che attraversa epoche e linguaggi differenti.
Non mancheranno poi gli appuntamenti dedicati alla divulgazione e all'approfondimento, come 'Alla scoperta del corno', concerto per ensemble di corni curato da Gabriele Falcioni il 4 settembre al Ridotto, e con il Concerto verdiano del 10 settembre, realizzato in collaborazione con il Conservatorio 'Giulio Briccialdi' di Terni.
Si torna all'opera l’11 settembre con il Galà lirico ispirato alla Boheme di Giacomo Puccini su 'Vie de Bohème', in collaborazione con il Teatro Carlo Felice di Genova.
Interessante l'approfondimento su musica e letteratura con la conferenza 'Lezioni Americane' del 12 settembre, dedicata a Italo Calvino e Luciano Berio e curata da Bruno Milone. Nella stessa giornata, il Gran Concerto Sinfonico dell'Orchestra Filarmonica Umbra Vittorio Calamani, proporrà il Concerto per pianoforte e orchestra in la minore op. 54 di Robert Schumann e la Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 di Ludwig van Beethoven, con la direzione Nicola Paszkowski e Luigi Carroccia al pianoforte. Chiusura il 13 settembre con il quartetto d’archi Georgian Quartet e un repertorio tra Europa e Caucaso.
Forte la dimensione formativa del Festival che proporrà una serie di masterclass di alto perfezionamento musicale, i concerti di docenti e allievi e gli incontri con gli artisti. Tutte epressioni di quel concetto di 'Prossimità' che attraversa la manifestazione.
"Con un programma capace di intrecciare generi, linguaggi e generazioni - concludono gli organizzatori - il Festival della Piana del Cavaliere 2026 si conferma un punto di riferimento nel panorama culturale nazionale: un luogo in cui il belcanto, la musica da camera, il repertorio sinfonico, il teatro musicale e la parola si incontrano per costruire una comunità dell'ascolto, nella convinzione che la cultura sia, prima di tutto, un'esperienza di prossimità".