Dopo l'acceso botta e risposta di ieri tra Comune e assessore De Luca, oggi sulla vicenda dell'ampliamento della discarica 'Le Crete' di Orvieto intervengono i gruppi di maggioranza in Cosiglio comunale. La vicenda è infuocata e la miccia è partita con l'avvio del Procedimento Autorizzativo Unico Regionale (PAUR) da parte della Regione Umbria. "Un atto puramente amministrativo e dovuto per legge" che non ha nulla a che vedere con la politica ha chiarito l'assessore regionale all'Ambiente, specificando che l'ampliamento era stato già inserito dalla precedente amministrazione regionale nella deliberazione del 5 gennaio 2022. "Netta contrarietà all'ampliamento" ha tuonato il Comune facendo riferimento alla stessa deliberazione sostenendo che in quell'atto l'allora Giunta Tesei stoppasse invece l'aumento della cubatura.
I gruppi di maggioranza in Consiglio comunale - Civitas Orvieto, Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia - chiedono "chiarezza" a De Luca sottolineando che l'avvio del procedimento autorizzativo rappresenti "una scelta politica precisa che non può essere derubricata a semplice passaggio amministrativo". La loro posizione è "netta: l’ampliamento della discarica di Orvieto non deve essere autorizzato" proseguono.
E poi entrano nel merito della - già citata - deliberazione dell'amministrazione Tesei ritenendo "necessario ristabilire la verità sui fatti. L’assessore regionale Thomas De Luca, anche nella sua ultima nervosa risposta, continua infatti a sostenere che l’ampliamento fosse già stato autorizzato nel 2022 dalla precedente giunta regionale. È un’affermazione falsa" scrivono.
Così come asserito anche nella nota del Comune, i gruppi consiliari ribadiscono che quattro anni fa "non venne autorizzato alcun ampliamento de 'Le Crete'. La deliberazione regionale del gennaio 2022 non costituiva un’autorizzazione all’ampliamento e la successiva richiesta di PAUR presentata dal gestore venne archiviata per ben due volte dalla Regione. Una decisione che il Tar dell’Umbria, con la sentenza n. 233 del 3 marzo 2025, ha ritenuto legittima".
"Non si tratta, dunque, di una diversa interpretazione politica - aggiungono - Sono gli atti a parlare. E gli atti amministrativi non possono essere riscritti per costruire una narrazione utile alla polemica del momento".
Per gli esponenti dei gruppi consiliari non c'è dubbio: l'avvio del PAUR da parte della Regione Umbria in seguito alla nuova istanza presentata dal gestore dell'impianto (Orvieto Ambiente), è "un dato politico dal quale bisogna partire". Nel nuovo procedimento autorizzativo i gruppi di maggioranza ravvisano anche un'incongruenza: "se l’ampliamento era già stato autorizzato nel 2022, come continua a sostenere (l'assessore De Luca ndr), perché oggi siamo di fronte a una nuova istanza e a una nuova procedura autorizzativa? Ma soprattutto - proseguono -, la domanda che rivolgiamo alla presidente Proietti e all’intera Giunta regionale è una sola: volete autorizzare l’ampliamento de Le Crete?".
I gruppi invocano una risposta dall'amministrazione regionale affinché faccia chiarezza sulla propria posizione anche relativamente al nuovo Piano rifiuti, più volte nominato da entrambe le parti. "Se la Regione è contraria all’ampliamento, lo dichiari pubblicamente e si assuma l’impegno politico affinché il procedimento si concluda con un parere negativo. Se invece intende autorizzarlo - e la prima risposta dell’assessore non ci rassicura affatto - abbia il coraggio di dirlo apertamente e spieghi agli orvietani come questa scelta possa essere compatibile con gli obiettivi del nuovo Piano regionale dei rifiuti che indica la riduzione del conferimento in discarica come una delle proprie direttrici fondamentali, con l’obiettivo di dimezzarlo entro il 2030 e portarlo al 10% entro il 2035". Su questo punto i gruppi parlano di "contraddizione politica" visto che, evidenziano, l'impegno nella riduzione degli scarti non è coerente con i 350mila metri cubi in più richiesti dal gestore de 'Le Crete'.
"Il tema - concludono - non è scaricare oggi le responsabilità sul passato. Il tema è assumersi quelle del presente. Oggi la Regione ha davanti una nuova istanza e deve fare una scelta. E quella scelta avrà conseguenze concrete sul territorio di Orvieto. Basta ambiguità e ricostruzioni false".