La Regione Umbria ha dato avvio al Procedimento Autorizzativo Unico Regionale (PAUR) relativo all'ampliamento della discarica 'Le Crete' di Orvieto. La richiesta avanzata da parte della società Orvieto Ambiente che gestisce l'impianto in Località Pian del Vantaggio, prevede un incremento per 350mila metri cubi. L'ipotesi è stata immediatamente scartata dell'amministrazione comunale che ha espresso "ferma contrarietà" facendo riferimento a una precedente richiesta del 2022 in cui l'ampliamento non era stato autorizzato e sollevando anche diversi dubbi sulla compatibilità della richiesta con il nuovo Piano regionale dei rifiuti. Sulla questione è subito intervenuto l'assessore regionale all'Ambiente Thoma De Luca che ha ribadito come l'ampliamento sia una eredità che proviene dalla precedente amministrazione regionale e che dalla Giunta Proietti l'impegno nella tutela della salute pubblica e dell'ambiente è prioritario.
Dall'amministrazione orvietana è arrivata netta "la propria contrarietà a qualsiasi ipotesi di ampliamento dell’impianto". Nei successivi passaggi previsti per legge dall'iter, spiega una nota, "il Comune è stato chiamato a indicare un proprio rappresentante unico e presenterà le proprie osservazioni entro il termine del 29 settembre 2026". Osservazioni che dovranno tener conto anche degli obiettivi enunciati nel nuovo Piano regionale dei rifiuti. "In questo senso - si legge ancora -, l’amministrazione comunale chiede sin da ora alla Regione di esprimere un parere di diniego l’ampliamento della discarica".
Qui l'amministrazione fa alcune precisazioni su un punto che, a quanto pare, si trascina da anni. "La richiesta presentata dal gestore, se da un lato preoccupa, dall’altro serve a far chiarezza una volta per tutte sulle ricostruzioni più volte sostenute dall’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca e dai partiti della coalizione di sinistra - spiegano -: l’ampliamento della discarica 'Le Crete' non è mai stato autorizzato dalla precedente giunta regionale. Se così fosse stato, infatti, oggi non sarebbe stato necessario presentare un nuovo progetto e avviare un nuovo procedimento autorizzativo".
Il precedente risale al 2022. "A ulteriore conferma di questo, giova ricordare anche la sentenza del Tar Umbria n. 233 del 3 marzo 2025, relativa al ricorso presentato dal gestore contro l’archiviazione della precedente richiesta di PAUR per l’ampliamento della discarica presentata nel febbraio 2022. In quella sentenza i giudici hanno chiarito che la deliberazione della giunta regionale n. 2 del 5 gennaio 2022 non autorizzava l’ampliamento de 'Le Crete'". Nella delibera regionale la discarica di Orvieto era stata individuato come impianto strategico stabilendo che "un eventuale ampliamento potesse essere valutato solo successivamente. Sulla base di quella deliberazione, la precedente amministrazione regionale dispose quindi l’archiviazione della richiesta di PAUR presentata dal gestore. Una decisione che il Tar ha ritenuto pienamente legittima".
A fronte della richiesta risalente ormai a quattro anni fa e archiviata dalla Regione, oggi "a fronte di una nuova istanza, la Regione ha invece deciso di avviare formalmente il procedimento autorizzativo". E qui torna il riferimento alle citate affermazioni dell'assessore De Luca e della coalizione. "Si tratta di un comportamento amministrativo diverso rispetto a quello assunto dalla precedente giunta regionale che rende ancora più incomprensibile l’affermazione secondo cui l’ampliamento sarebbe stato già deciso nel 2022. Cosa è cambiato?".
Su questo il Comune di Orvieto chiede chiarezza alla Regione Umbria "e, soprattutto, di essere coerente con gli indirizzi politici recentemente annunciati". Il rimando è a uno dei principi cardine del nuovo Piano rifiuti regionale, ovvero dimezzare entro il 2030 il conferimento in discarica. Un presupposto che stride con la possibilità di ampliare la discarica.
L'amministrazione comunale su questo osserva che già durante il percorso partecipativo avviato per il nuovo Piano rifiuti, aveva espresso "preoccupazione" circa "le scelte politiche dell’attuale Giunta che hanno cancellato la precedente programmazione senza individuare soluzioni concrete ed efficaci per chiudere realmente il ciclo dei rifiuti. Il rischio è che, al di là degli obiettivi dichiarati, il sistema continui ad avere come principale valvola di sfogo le discariche, scaricando ancora una volta sui territori come Orvieto che ospitano questi impianti il peso di scelte ideologiche".
Dal canto suo il Comune di Orvieto annuncia che "farà valere in tutte le sedi istituzionali deputate le ragioni della città affinché non venga autorizzato alcun ulteriore ampliamento della discarica de 'Le Crete'".
Non è tardata ad arrivare la risposta dell'assessore regionale all'Ambiente Thomas De Luca. Su Orvieto, ha sottolineato, "la previsione di ampliamento è una scelta politica ereditata dalla Giunta Tesei".

L'assessore fa riferimento all'avviso pubblico dello scorso 6 luglio 2026 dove è esplicitato che "il progetto prevede ampliamento della discarica in ottemperanza di quanto riportato nella DGR n.2 del 05/01/2022 (la medesima deliberazione citata dal Comune di Orvieto ndr) con la quale la Regione Umbria ha stabilito l'estensione della volumetrie delle discariche strategiche regionali di 1.000.000 di mc oltre un 20%". Pertanto, asserisce, l'apertura dell'istruttoria per il PAUR "non rappresenta quindi in alcun modo una nuova scelta politica dell'attuale Giunta di centrosinistra, bensì un atto tecnico-amministrativo dovuto e consequenziale, avviato su istanza del gestore, che trova il suo fondamento programmatico nelle scelte irreversibili operate dalla precedente amministrazione regionale di centrodestra".
È stata proprio quella deliberazione a stabilire "in modo inequivocabile il destino del polo di Orvieto" sostiene De Luca così come "ha certificato il fallimento delle politiche di riduzione dei rifiuti" della Giunta Tesei che nel punto 2, cita l'assessore, riportava che "le azioni messe in campo dalla vigente programmazione hanno esaurito il loro effetto sulla diminuzione dell'utilizzo di discarica" stabilendo l'aumento volumetrico per tre impianti: Belladanza, Borgogiglione e, appunto, 'Le Crete' nel Comune di Orvieto. "Il fabbisogno volumetrico aggiuntivo per fronteggiare la crisi - aggiunge -, stimato tra 1.000.000 e 1.400.000 metri cubi, è dettagliato chiaramente anche nell'Allegato Fabbisogni approvato con la medesima delibera".
Sulla sentenza del Tar, accusa De Luca, la sindaca di Orvieto, Roberta Tardani ha dato una "lettura totalmente pretestuosa" indicando che il "punto 6 della DGR 2/2022 non esclude affatto 'Le Crete' dall'ampliamento, ma stabilisce semplicemente una tempistica differente" dove il termine "successivamente" "stabiliva solo una priorità temporale per gli altri impianti più in sofferenza (Belladanza e Borgogiglione), ma inseriva a tutti gli effetti la discarica di Orvieto nel piano strategico di ampliamento da 1,2 milioni di metri cubi".
Date le premesse, con la nuova richiesta di ampliamento pervenuta dal gestore della discarica di Orvieto "gli uffici regionali hanno l'obbligo di legge di avviare l'istruttoria tecnica. Confondere un iter tecnico-amministrativo (il PAUR) con una decisione politica (la DGR 2/2022) è un errore che chi amministra un Comune importante come Orvieto non dovrebbe commettere" dichiara l'assessore regionale ricordando inoltre che la Giunta Tesei, "a seguito della DGR 2/2022 che stabilisce l'estensione della capacità residua delle volumetrie" "ha autorizzato il riempimento delle discariche umbre con rifiuti da fuori regione compromettendo la resilienza del sistema di gestione".
Per De Luca non ci sono dubbi sulla bontà dell'operato della Giunta Proietti: "Rispediamo dunque al mittente le accuse di incoerenza". Sul fronte dei rifiuti "Il nostro obiettivo reale e non puramente enunciato è superare il ricorso strutturale alle discariche, puntando con forza sull'economia circolare, sulla riduzione alla fonte e sulla reale impiantistica di recupero, per raggiungere l'obiettivo europeo del conferimento massimo al 10% ed evitare che territori come quello orvietano continuino a pagare il prezzo di decenni di mancate scelte alternative".
Tornado al PAUR, spiega infine che la Regione farà le dovute valutazioni "nel rigoroso rispetto delle procedure di legge". L'impegno è massimo per garantire "il pieno coinvolgimento del Comune di Orvieto e la massima tutela per la salute dei cittadini e la salvaguardia dell'ambiente".