11 Aug, 2026 - 16:00

Orsato a Cascia detta la nuova linea arbitrale: "Riportare l'arbitro al centro della partita"

Orsato a Cascia detta la nuova linea arbitrale: "Riportare l'arbitro al centro della partita"
 
 

L’Umbria ospita uno degli appuntamenti più importanti della preparazione al nuovo campionato. A Cascia sono riuniti gli arbitri di Serie A e Serie B, impegnati nel raduno precampionato che accompagna l’avvicinamento alla nuova stagione. Non si tratta soltanto di un passaggio dedicato alla preparazione atletica o all’aggiornamento regolamentare. Il raduno rappresenta anche il primo momento nel quale Daniele Orsato, nuovo responsabile della Can di Serie A e B, ha potuto illustrare in maniera organica il proprio metodo di lavoro.

Il tema centrale è il rapporto tra il direttore di gara e la tecnologia. Orsato non propone un ridimensionamento del Var, ma una diversa interpretazione del suo utilizzo. L’obiettivo è evitare che il monitor finisca per diventare il punto di riferimento di ogni decisione controversa. La responsabilità principale, secondo la nuova guida della Can, deve rimanere nelle mani dell’arbitro.

Come riportato da Sky Sport, la filosofia è sintetizzata nella volontà di “Riportare l’arbitro al centro della partita e utilizzare il Var come supporto eccezionale, limitandone l’intervento ai casi di chiaro ed evidente errore”.

Dal Mondiale a Cascia: il Var cambia prospettiva

La linea indicata da Orsato non nasce isolatamente dal lavoro della Can italiana. Il nuovo responsabile ha infatti richiamato quanto osservato durante il Mondiale di quest’estate, individuando nella competizione internazionale un riferimento per comprendere il modo nel quale dovrà essere interpretato il rapporto tra arbitro e tecnologia.

“Abbiamo visto come la figura centrale sia stata l’arbitro. E noi vogliamo che rimanga così, che prenda le decisioni e il Var intervenga quando deve intervenire”.

Il concetto è quindi quello di restituire centralità alla decisione presa sul terreno di gioco, senza trasformare il Var in uno strumento utilizzato per correggere qualsiasi valutazione discutibile. L’intervento tecnologico dovrebbe arrivare quando l’errore è realmente evidente.

Non viene però annunciata una rivoluzione. Orsato ha infatti collegato la linea italiana alle indicazioni già arrivate dagli organismi internazionali: “Uefa e Fifa hanno ribadito il concetto del chiaro ed evidente errore”.

Il responsabile della Can ha voluto anche evitare l’idea di un nuovo corso costruito attraverso proclami. “Non direi che abbiamo delle novità, non dobbiamo fare nessun proclama”. La direzione indicata è piuttosto quella di applicare in Italia le modifiche regolamentari e le indicazioni dell’Ifab già utilizzate dalla Fifa e destinate a essere adottate anche dalla Uefa.

Il lavoro svolto a Cascia, però, ha riguardato soprattutto la preparazione complessiva degli arbitri. Conoscere il regolamento non basta più: la gestione della partita passa anche dalla capacità di leggere ciò che accade sul terreno di gioco.

“Abbiamo lavorato tanto sul capire le dinamiche di gioco, gli arbitri studiano sempre il regolamento, ma questa settimana abbiamo lavorato per capire le dinamiche e per avere sul terreno di gioco la fiducia e la credibilità da parte dei calciatori e degli allenatori”.

In questo quadro, il Var resta uno strumento importante ma subordinato alla decisione dell’arbitro. Orsato lo ha ribadito con una formula particolarmente netta“Il Var è un supporto eccezionale, ma entrerà nel momento in cui deve entrare, nel chiaro ed evidente errore”.

È una distinzione che può avere conseguenze anche sulla gestione delle partite. Un arbitro chiamato a decidere in prima persona dovrà infatti assumersi maggiormente la responsabilità delle proprie valutazioni, sapendo che la tecnologia non sarà necessariamente chiamata a intervenire davanti a ogni episodio controverso.

Orsato vuole fare l’allenatore: “Cerco di allenarli”

L’altro elemento caratterizzante del nuovo corso riguarda il rapporto tra Orsato e gli arbitri. L’ex internazionale non vuole limitare il proprio incarico alla gestione delle designazioni, ma punta a costruire un lavoro quotidiano sul gruppo.

Lo ha spiegato con una battuta diventata una delle frasi più significative del raduno: “Se riuscite a usare il termine allenatore mi piace da morire, invece che designatore”.

Una definizione che chiarisce il ruolo che Orsato vuole ritagliarsi. “Io non sono il designatore commissario della Can. Non mi è mai piaciuto fare questo. Cerco di allenarli e di portare la mia esperienza che ho avuto in campo internazionale e nazionale”.

La scelta arriva dopo l’esperienza maturata con gli arbitri di Serie C, che Orsato ha definito “fantastica”. Un periodo che gli ha permesso di osservare da vicino la crescita dei direttori di gara più giovani e le ambizioni che accompagnano il percorso verso i massimi campionati.

“Puoi leggere nei loro occhi che vogliono arrivare a fare le grandi partite. E qui è uguale, credetemi: un arbitro che arriva in serie A e B vuole fare le grandi partite”.

Il responsabile della Can ha poi parlato del lavoro svolto dal gruppo durante il raduno, sottolineando l’impegno degli arbitri e degli assistenti: “I ragazzi hanno lavorato tanto - ha aggiunto - sotto tutti gli aspetti. Dietro ogni arbitro e ogni assistente c’è una storia, e hanno lavorato veramente tanto. Vado a casa veramente orgoglioso dei miei ragazzi”.

Da qui anche la richiesta rivolta al mondo dell’informazione. Orsato chiede che gli arbitri vengano giudicati sulla prestazione effettivamente offerta, senza anticipare valutazioni prima delle partite: “L’arbitro venga criticato dopo la partita. Prima, no”.

Il responsabile della Can si è inoltre assunto direttamente la responsabilità del lavoro svolto dal gruppo“Sottolineate quando i miei ragazzi fanno bene. E quando i miei ragazzi faranno male, la colpa è di Orsato, perché li ha allenati non nella maniera corretta per arbitrare bene. Questo è il messaggio che vorrei passasse”.

Anche la comunicazione esterna cambierà, ma senza introdurre nuovi codici sul comportamento degli arbitri. “Non c’è niente da adottare perché non c’è niente di cui ci dobbiamo vergognare che sia stato fatto in passato. Per cui non adotteremo alcuna misura”.

La novità sarà invece rappresentata dal ruolo del direttore tecnico dell’Aia. “L’unico punto di riferimento per quanto riguarda il parlare con i media sarà il direttore tecnico”.

Il nuovo corso, tuttavia, non prevede una chiusura verso l’esterno. Al contrario, Orsato ha confermato la volontà di spiegare gli episodi più discussi: "Noi saremo trasparenti come in passato a spiegare quello che succede sul terreno di gioco”.

Da Cascia emerge quindi un’idea precisa di arbitraggio. L’obiettivo è rafforzare l’autorevolezza del direttore di gara senza rinunciare alla tecnologia, costruendo al tempo stesso un rapporto più diretto tra il responsabile della Can e il gruppo. La nuova stagione di Serie A e Serie B parte anche da qui: dalla volontà di rendere l’arbitro nuovamente protagonista delle proprie decisioni.

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Lorenzo Farneti
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