Un confronto che va ben oltre gli aspetti contabili e amministrativi della categoria e che finisce per intrecciare alcune delle principali sfide economiche, professionali e territoriali che attendono l’Umbria nei prossimi anni. È questo il quadro emerso dalla tradizionale assemblea annuale dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili della provincia di Perugia, riunitosi nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori per approvare all’unanimità il bilancio consuntivo 2025 e tracciare le prospettive future della professione.
L’appuntamento ha rappresentato il primo momento assembleare dopo l’insediamento del nuovo Consiglio, avvenuto nel gennaio scorso, chiamato a guidare l’Ordine nel quadriennio 2026-2029. Un passaggio che ha assunto un significato particolare non soltanto sul piano istituzionale, ma anche sotto il profilo strategico, in una fase in cui la professione del commercialista si trova ad affrontare trasformazioni profonde legate all’evoluzione normativa, alla digitalizzazione, alla sostenibilità e ai nuovi modelli economici.
Nel corso dell’assemblea si è parlato di bilanci, naturalmente, ma soprattutto di futuro: del ruolo che i professionisti saranno chiamati a svolgere nello sviluppo del territorio, delle opportunità legate all’ingresso dell’Umbria nella Zona economica speciale, delle difficoltà nel coinvolgere i giovani e della necessità di ripensare una professione che oggi richiede competenze sempre più specialistiche e multidisciplinari.
Uno dei temi centrali affrontati durante l’incontro è stato quello legato all’inclusione dell’Umbria nella Zes, la Zona economica speciale introdotta dalla legge numero 171 del 2025 e destinata a ridefinire gli strumenti di attrazione degli investimenti e di rilancio produttivo del territorio. Una misura che, secondo l’Ordine, potrebbe rappresentare uno dei principali motori di sviluppo per l’economia regionale nei prossimi anni, grazie alla semplificazione burocratica e alla possibilità di accedere a importanti crediti d’imposta.
A soffermarsi su questo scenario è stato il presidente dell’Odcec di Perugia, Enrico Guarducci, che nel suo intervento ha ribadito il ruolo strategico dei commercialisti nel rendere concretamente operativa questa nuova fase.
Il presidente ha sottolineato il valore del commercialista “quale soggetto indispensabile per lo sviluppo del territorio in un momento storico complesso caratterizzato tuttavia anche da opportunità di rilancio dell’economia attraverso l’inclusione dell’Umbria nella Zes, Zona economica speciale, misura che incentiva investimenti e nuovi insediamenti produttivi attraverso la semplificazione burocratica amministrativa e, per alcuni Comuni, la possibilità di ottenere crediti di imposta importanti dal 15 al 35 per cento a seconda delle dimensione dell’impresa”.
Parole che delineano chiaramente il tentativo della categoria di collocarsi non soltanto come presidio tecnico-contabile, ma come interlocutore attivo nei processi di sviluppo economico e trasformazione produttiva del territorio.
Nel corso dell’assemblea è emersa con forza anche la consapevolezza di quanto il mestiere del commercialista stia cambiando rapidamente rispetto al passato.
Secondo Guarducci, infatti, la professione non può più limitarsi alle funzioni tradizionali che per decenni hanno caratterizzato il settore, ma deve evolversi verso ambiti sempre più avanzati e specialistici. “Come commercialisti stiamo vivendo una stagione particolare - ha sottolineato il presidente Guarducci - in cui siamo chiamati a rendere operativa questa nuova importante misura per lo sviluppo del territorio. Dobbiamo inoltre ripensare alla professione che non è più soltanto quella classica che ha contraddistinto gli ultimi decenni della nostra attività, ma una professione che oltre a materia in esclusiva come revisione legale, certificazione di sostenibilità ESG, apposizione dei visti di conformità, rendicontazione delle spese sostenute per l’ottenimento di contributi pubblici, certificazione dei rischi fiscali nell’ambito del tax control framework, sappia sostenere lo sviluppo delle aziende clienti con competenze specialistiche e qualificate”.
Oltre alle opportunità, l’assemblea ha affrontato anche una delle questioni considerate più delicate per il futuro della categoria: il progressivo calo di interesse dei giovani verso la professione. Un fenomeno che non riguarda soltanto l’Umbria, ma che coinvolge gran parte degli ordini professionali italiani e che, nel caso dei commercialisti, si intreccia con l’aumento delle responsabilità, dei costi di accesso e della complessità normativa.
Guarducci ha parlato apertamente della necessità di invertire questa tendenza, spiegando che “la perdita di interesse da parte dei giovani” rappresenta oggi uno degli elementi di maggiore preoccupazione per il comparto. Da qui la volontà di mettere in campo strumenti concreti per rendere la professione più sostenibile e attrattiva: semplificazione dell’accesso, supporto alla fase di avvio dell’attività, rafforzamento dell’identità professionale, maggiore specializzazione delle competenze e sviluppo di modelli aggregativi come Stp, studi associati e reti professionali.
L’obiettivo, emerso chiaramente durante il confronto, è quello di superare l’immagine del professionista isolato e costruire invece modelli organizzativi più moderni, capaci di condividere competenze, servizi e opportunità.
Nel corso dell’assemblea è stato presentato anche il bilancio di genere dell’Ordine, illustrato dalla presidente del Cpo Simonetta Mischianti, segnale dell’attenzione crescente verso i temi dell’equilibrio professionale, della rappresentanza e delle pari opportunità all’interno della categoria. Successivamente sono stati consegnati gli attestati ai nuovi iscritti del 2025, in uno dei momenti simbolicamente più significativi della giornata, dedicato proprio alle nuove generazioni che si affacciano alla professione.
In chiusura dei lavori, il presidente Guarducci ha rivolto un ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato alle attività dell’Ordine nel precedente mandato.
“a tutti coloro che si sono adoperati per le attività dell’ordine nel corso del mandato 2022/2025 all’intero consiglio, al collegio dei revisori, al consiglio di disciplina, al comitato per opportunità, al direttore della scuola di formazione e ai vari componenti le commissioni operative e di studio. Faccio infine il mio augurio di buon lavoro al nuovo Consiglio che guiderà l’ordine per il prossimo quadriennio”. Un passaggio che ha chiuso un’assemblea dai contenuti fortemente strategici, nella quale il mondo dei commercialisti umbri ha provato a ridefinire il proprio ruolo dentro un’economia che cambia e dentro un territorio chiamato a cogliere nuove opportunità di crescita.