Ventisei città, un unico asse investigativo che unisce il Centro e il Nord del Paese per arginare l'escalation dei reati che più colpiscono la quotidianità dei cittadini: furti in abitazione, scippi e rapine in strada. La maxi operazione ad alto impatto della Polizia di Stato, coordinata dal Servizio Centrale Operativo (SCO) e scattata all’inizio di maggio, si è conclusa ieri tracciando un bilancio pesante a livello nazionale: 70 arresti e 264 persone denunciate. Al centro di questa imponente rete di controllo territoriale si colloca lo scacchiere di Terni, dove la pressione investigativa ha assestato colpi mirati alla microcriminalità locale, portando all’arresto di sei giovani e alla denuncia di un cinquantunenne, focalizzando l'attenzione sulle zone sensibili della città e sulla tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione.

Nel territorio ternano l'attività interforze ha aggredito capillarmente i fenomeni di sradicamento della sicurezza urbana. Gli uomini della Squadra Mobile locale hanno tratto in arresto un cittadino marocchino di 28 anni, gravato da accuse di furto con strappo e rapina perpetrate ai danni di vittime anziane, e un cittadino dominicano di 17 anni, ritenuto responsabile del reato di rapina. Parallelamente, l'ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico ha visto gli equipaggi delle Volanti impegnati in prima linea nel nucleo cittadino: gli agenti hanno fermato due cittadini libici di 24 e 21 anni, intercettati per furto con strappo, e ulteriori due giovani, un cittadino marocchino di 25 anni e un cittadino tunisino di 19 anni, accusati di rapina aggravata. A completare il quadro degli interventi nella provincia umbra si aggiunge la denuncia a piede libero, formalizzata sempre dalla Squadra Mobile, nei confronti di un cittadino italiano di 51 anni, colto in relazione a un furto in abitazione. Dalle note della Questura si evidenzia come “l'attività abbia consentito di rafforzare il controllo del territorio, soprattutto nelle aree maggiormente esposte, con l'obiettivo di prevenire e reprimere condotte criminali che incidono sulla sicurezza percepita dei cittadini”.
La fisionomia dell'operazione risponde a una precisa strategia di contrasto ai reati di strada che generano maggiore allarme sociale. Gli episodi registrati a Terni confermano un orientamento operativo rigoroso, volto a disinnescare la recidiva in contesti specifici. Il monitoraggio degli investigatori si è concentrato prevalentemente all'interno dei quartieri cittadini e nelle immediate vicinanze dei locali notturni, aree in cui le statistiche della Polizia di Stato rilevano una più alta incidenza di reati contro il patrimonio. Secondo i dati istituzionali emersi dal coordinamento centrale, “particolare attenzione è stata dedicata ai furti in abitazione e alle truffe a danno di anziani”, un target vulnerabile spesso prescelto per furti con strappo e raggiri. L'impiego coordinato della Squadra Mobile e delle Volanti, supportato da moduli di controllo straordinari, ha permesso di intercettare i soggetti destinatari dei provvedimenti prima che le condotte potessero reiterarsi nel tessuto urbano locale.
Il dispositivo di sicurezza applicato a Terni si inserisce nel più ampio perimetro di un'operazione che ha visto l'attivazione simultanea di ventisei Questure. Le province coinvolte coprono un vasto quadrante geografico: Arezzo, Asti, Belluno, Cremona, Fermo, Ferrara, Forlì, Grosseto, Gorizia, Isernia, La Spezia, Lodi, Matera, Monza Brianza, Novara, Oristano, Pesaro, Piacenza, Pisa, Pordenone, Ravenna, Rovigo, Sondrio, Verbania e Vercelli, oltre al capoluogo umbro. Il consuntivo complessivo descrive uno sforzo strutturale: gli agenti delle Squadre Mobili e del Reparto Prevenzione Crimine hanno proceduto all'identificazione di 27.638 persone, tra le quali figurano 1.354 minorenni. All'interno della quota dei denunciati a piede libero, pari a 264 soggetti, la componente minorile si attesta a 25 unità, mentre tra i 70 arrestati totali si registra un solo minore, a conferma di una fenomenologia criminale che vede una partecipazione diffusa e trasversale delle fasce più giovani.
Accanto ai provvedimenti restrittivi, l'azione preventiva si è concretizzata nel sequestro di ingenti quantitativi di refurtiva e armamenti in dotazione ai soggetti fermati. Le perquisizioni eseguite lungo tutto il territorio nazionale hanno portato al rinvenimento di 29 arnesi atti allo scasso e di somme di denaro contante per un ammontare di 13.035 euro, ritenute provento delle attività illecite. Sono stati inoltre recuperati monili in oro, preziosi e vari capi d'abbigliamento firmati, oltre a 2.000 pacchetti di sigarette di contrabbando per un valore commerciale stimato in circa 10.000 euro. Sul piano della pubblica sicurezza, il dato più significativo è rappresentato dalla rimozione dalla strada di potenziali strumenti di offesa: gli investigatori hanno sequestrato 19 armi da fuoco con il relativo munizionamento e 11 armi bianche. Tra queste ultime, diffuse specialmente nei contesti giovanili e nelle aree limitrofe alla movida, si registrano coltelli taglierini, sfollagente telescopici, fionde, machete, sciabole e accette.