La morsa del caldo non concede tregua e spinge l'Italia verso il picco stagionale delle temperature. Terni si prepara a vivere una delle giornate più roventi dell'estate, appaiata a Firenze sul gradino più alto delle città più calde della penisola. L'espansione dell'anticiclone africano stravolge i termometri lungo tutta la nazione, con la prospettiva di una quarta ondata di calore destinata a protrarsi per almeno dieci giorni, sfiorando o superando la soglia di Ferragosto. Tra venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto il fenomeno raggiungerà la sua massima intensità, portando la colonnina di mercurio fino all'estremo di 41 gradi nella conca ternana. In questo scenario, contrassegnato da notti tropicali e un'afa sempre più soffocante, il Ministero della Salute ha fatto scattare il bollino rosso per diverse aree urbane, confermando l'ingresso dell'Umbria e di gran parte del Paese nella fase più severa dell'estate.
Il progressivo consolidamento della struttura anticiclonica di matrice subtropicale sta imponendo una crescita costante dei valori termici, nell'ordine di circa un grado al giorno. I valori correnti, già attestati attorno ai 37 gradi, muovono così verso i picchi massimi dell'anno, alimentando un clima soffocante che non risparmierà i centri urbani né le zone costiere, dove le acque marine raggiungono ormai temperature comprese tra 28 e 30 gradi.
Ad inquadrare la portata geografica e temporale del fenomeno è Lorenzo Tedici, meteorologo e responsabile media de iLMeteo.it: “La tregua è attualmente stimata per il 12-13 agosto, ma il caldo potrebbe perdurare fino a Ferragosto se non oltre. Soffriremo notti tropicali, cioè con minime oltre i 20°C, e super tropicali, con minime oltre i 25°C”. Le condizioni di disagio bioclimatico si manifesteranno dunque anche nelle ore notturne, impedendo il consueto raffrescamento dei fabbricati e incrementando lo stress termico sulla popolazione.
La gravità del quadro meteorologico trova riscontro immediato nei bollettini emessi dal Ministero della Salute. Il livello massimo di allerta, rappresentato dal bollino rosso che indica un rischio elevato per la salute dell'intera popolazione e in particolare per anziani e soggetti fragili, viene attivato a partire da giovedì per le città di Perugia, Campobasso e Rieti.
Nella giornata di venerdì 31 luglio, la mappa del rischio termico si amplierà notevolmente, portando a 11 il numero dei centri urbani in massima allerta. Oltre a Perugia, entreranno nella lista critica Bolzano, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Roma, Torino e Viterbo. Il monitoraggio, svolto su un totale di 27 città italiane, è curato dal Dipartimento di Epidemiologia Ssr Regione Lazio all'interno del Piano operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, coordinato direttamente dalle autorità sanitarie centrali.
Se le giornate di venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto rappresenteranno il culmine teorico di questo evento, le proiezioni a medio termine escludono una risoluzione rapida. Da domenica 2 agosto fino a martedì 4 agosto, si assisterà alla comparsa di una diffusa instabilità pomeridiana. Tuttavia, la presenza di temporali di calore non tradurrà un rinfrescamento dell'aria, bensì un brusco aumento del tasso di umidità relativa, segnando il passaggio da un clima torrido (caldo secco) a un clima afoso, con temperature che rimarranno costantemente tra 7 e 8 gradi sopra la norma.
L'anomalia termica si riflette già sulle quote elevate, come confermato dalle rilevazioni della rete regionale. Michele Cavallucci, dello staff di Perugia Meteo, evidenzia la criticità della situazione: “Buongiorno a tutti, siamo in prossimità della parte più intensa dell'ondata di calore che ci sta interessando, con la punta massima che, secondo i modelli meteo di questa mattina, dovrebbe essere tra domani e dopodomani, anche se, secondo noi, la situazione nei giorni a seguire, non sarà proprio migliore, con l'avvento di locali temporali di calore pomeridiani da domenica, cartina di tornasole questa, di un aumento del tasso di umidità”. L'esperto sottolinea come persino a 1200-1400 metri di quota, in cima al Monte Subasio o al Monte Serano, le minime notturne non siano scese al di sotto dei 20 gradi, a testimonianza dell'enorme spessore della massa d'aria calda africana.
Di fronte al proliferare di notizie prive di riscontro scientifico circa presunte rotture stagionali imminenti, Michele Cavallucci invita alla massima cautela ed evita facili trionfalismi: “Riguardo a molte notizie che girano in rete, che parlano della fine dell'ondata di calore, di rottura estiva e altre amenità di vario tipo, ribadiamo che, al momento, si può solo intravedere un certo lieve calo delle temperature per metà della settimana prossima, ma che potrebbe non essere duraturo. Quindi, vista la statistica che ci indica, negli anni, che prima del 10 o del 15 agosto (ultimamente anche molto più avanti, invero), e preso atto che, come vi abbiamo spesso avvisato, queste strutture anticicloniche alimentate da aria subtropicale africana, sono dure a mollare la presa, fate attenzione nel cercare in rete chi vi dica quello che volete sentirvi dire (magari che nevichi a ferragosto), perchè le delusioni 'cocenti' sono davvero molto probabili”. Le previsioni confermano dunque la persistenza di massime vicine o superiori ai 40 gradi, consolidando un quadro estivo tra i più severi degli ultimi anni.