16 May, 2026 - 08:00

Oftalmologia Terni, 300 interventi cataratta l’anno con nuove tecnologie: “Diagnosi anticipate anche di anni”

Oftalmologia Terni, 300 interventi cataratta l’anno con nuove tecnologie: “Diagnosi anticipate anche di anni”

La cifra è già scritta: trecento interventi di cataratta l’anno, una soglia minima destinata a salire rapidamente quando le apparecchiature entreranno a pieno regime. Non è una proiezione astratta, ma la prospettiva concreta indicata dagli specialisti riuniti sabato a Terni, nella sede di Affidea, in occasione del congresso regionale “Novità terapeutiche in Oftalmologia: diagnostica avanzata e nuove strategie di trattamento”. Un appuntamento che ha messo attorno allo stesso tavolo medici oculisti, infermieri e ortottisti, richiamati dall’urgenza di fare il punto su tecnologie che stanno riscrivendo i tempi della diagnosi e la precisione della terapia.

"Oggi riusciamo ad anticipare la diagnosi di glaucoma anche di alcuni anni rispetto ai metodi tradizionali, in particolare nei casi clinicamente più dubbi o difficili da interpretare", ha spiegato il dottor Marco Ilari, responsabile scientifico del congresso. Non una sfumatura, ma un salto diagnostico che modifica radicalmente la storia clinica del paziente: intercettare prima significa trattare prima, e trattare prima significa, in un buon numero di casi, preservare la funzione visiva che altrimenti verrebbe compromessa in modo irreversibile.

L’impatto dell’OCT e dell’Angio-OCT sulla diagnosi precoce di glaucoma, maculopatie e retinopatia diabetica

Al centro dei lavori, trasmessi in quattro sessioni scientifiche, c’erano proprio gli strumenti che rendono possibile questo cambio di passo: la tomografia a coerenza ottica, nota come OCT, e la sua evoluzione Angio-OCT. Piattaforme che permettono di visualizzare in modo non invasivo gli strati della retina e la vascolarizzazione del nervo ottico, restituendo mappe dettagliate dove l’occhio clinico, da solo, non arriverebbe. Per il glaucoma, patologia cronica e asintomatica nelle fasi iniziali, il valore aggiunto è immediato: si riduce il margine di incertezza diagnostica e si accorcia il tempo che intercorre tra il sospetto e l’intervento terapeutico. Tempo che, ha ricordato Ilari, può fare la differenza tra un danno stabilizzato e una perdita funzionale consolidata.

Lo stesso principio vale per le maculopatie e per la retinopatia diabetica, due capitoli sempre più intrecciati all’invecchiamento della popolazione e alla diffusione del diabete mellito. Qui l’Angio-OCT consente una stadiazione più accurata, distinguendo forme essudative da varianti atrofiche e guidando la scelta terapeutica con una granularità impensabile solo pochi anni fa. "Le più moderne piattaforme diagnostiche permettono una classificazione sempre più precisa della patologia, migliorando in modo significativo la personalizzazione delle strategie terapeutiche", ha puntualizzato il dottor Ilari, sottolineando come questo si traduca in percorsi di cura tagliati sul singolo paziente e non più su casistiche generiche.

Lenti intraoculari premium e chirurgia refrattiva: come la tecnologia sta ridisegnando i percorsi chirurgici personalizzati a Terni

Il congresso ha poi virato sulla chirurgia, e qui i numeri tornano a parlare chiaro. I 300 interventi di cataratta l’anno rappresentano la stima iniziale per il bacino di pazienti che afferirà ai professionisti coinvolti nel progetto, ma la previsione, ha chiarito Ilari, è di un progressivo incremento già a partire dai prossimi esercizi. Merito della crescente diffusione delle piattaforme laser di ultima generazione e della disponibilità delle cosiddette lenti intraoculari premium, dispositivi che correggono contestualmente alla cataratta anche difetti refrattivi preesistenti come miopia, astigmatismo e presbiopia.

Non si tratta soltanto di rimuovere il cristallino opacizzato, ma di programmare un vero e proprio intervento refrattivo personalizzato, con l’obiettivo dichiarato di restituire al paziente una qualità visiva che spesso supera quella che aveva prima dell’insorgenza della cataratta. La stessa logica guida le sessioni dedicate alla chirurgia refrattiva pura, dove le tecniche laser consentono oggi di modellare la cornea con profili di trattamento disegnati sulla base della mappa corneale ottenuta con i tomografi di ultima generazione. Un approccio che riduce il rischio di effetti collaterali e amplia la platea dei candidati idonei.

Sul fronte clinico, il confronto multidisciplinare ha coinvolto anche il professor Gerardo Santoni, il dottor Enrico Poddi e il dottor Francesco Giuseppe Matteocci, che hanno portato esperienze dirette sui protocolli adottati nelle rispettive realtà operative, arricchendo il dibattito con dati aggiornati e casi clinici. Il denominatore comune, emerso con chiarezza, è la progressiva integrazione tra diagnostica avanzata, programmazione chirurgica e follow-up personalizzato: un modello che sposta l’asticella della presa in carico dalla semplice risoluzione del sintomo al governo complessivo della salute visiva.

Resta sullo sfondo un dato di sistema che l’Umbria, attraverso iniziative come quella ospitata da Affidea, sta provando a interpretare con pragmatismo: l’aumento della domanda di prestazioni oculistiche spinto dall’invecchiamento demografico, dalla cronicità metabolica e dall’esposizione a fattori di rischio ambientali. La risposta, hanno ribadito i relatori, non può che passare per un investimento selettivo su tecnologia e formazione, due assi che il congresso di Terni ha provato a tenere insieme, lontano dai proclami e dentro la concretezza dei protocolli operativi. Perché trecento interventi, quando si parla di vista, non sono soltanto un indicatore di produttività: sono trecento biografie cliniche che possono cambiare direzione.

AUTORE
foto autore
Federico Zacaglioni
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE