Il dimensionamento della rete scolastica torna al centro del confronto in Umbria e apre un nuovo fronte di polemica tra maggioranza regionale e opposizioni. Al centro della discussione c'è il destino delle autonomie scolastiche ternane e, soprattutto, l'attribuzione delle responsabilità legate alle decisioni assunte nell'ambito della riorganizzazione della rete scolastica.
A intervenire è Valeria Alessandrini, vicesegretario regionale della Lega Umbria e consigliere del Ministro dell’Istruzione e del Merito, che contesta apertamente la ricostruzione proposta dagli esponenti locali di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle e sostiene che la responsabilità della scelta riguardante Terni debba essere ricondotta alla Regione Umbria.
“Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, invece di chiedere conto delle decisioni assunte dalla Giunta regionale, tentano addirittura di attribuire al Ministero dell’Istruzione e del Merito responsabilità che non gli appartengono. La verità è ben diversa e i cittadini hanno il diritto di conoscerla: la scelta di far ricadere su Terni il dimensionamento scolastico è stata compiuta dalla Regione Umbria guidata proprio dalla sinistra”, afferma Alessandrini.
La questione, dunque, non riguarda soltanto il merito del riordino delle autonomie scolastiche, ma investe direttamente il percorso decisionale seguito dalle istituzioni e la distribuzione delle competenze tra livello regionale e ministeriale. È proprio su questo passaggio che la Lega concentra la propria contestazione, chiamando in causa direttamente la presidente della Regione Stefania Proietti e l'assessore regionale all'Istruzione Fabio Barcaioli.
Nel ricostruire la vicenda, Alessandrini sostiene che il Ministero dell’Istruzione e del Merito non avrebbe originariamente individuato Terni tra i territori interessati dal dimensionamento e che la successiva decisione relativa alle autonomie scolastiche della città sarebbe invece maturata nell'ambito delle determinazioni assunte dalla Regione. “È bene chiarire che il Ministero non aveva individuato Terni tra i territori interessati dal dimensionamento scolastico. La decisione di intervenire sulle autonomie scolastiche ternane è stata assunta dalla Regione Umbria e porta una precisa responsabilità politica, quella della presidente Proietti e dell’assessore regionale all’Istruzione Barcaioli”, dichiara la rappresentante della Lega.
Una ricostruzione che viene utilizzata dall'esponente leghista per contestare le iniziative politiche di Pd e M5S, accusati di aver indirizzato verso il Ministero le richieste di chiarimento e di intervento sulla situazione ternana. Secondo Alessandrini, il punto centrale del confronto dovrebbe invece essere individuato nelle decisioni assunte dalla Giunta regionale durante il procedimento di definizione del dimensionamento.
La polemica si sposta quindi dal merito del provvedimento al terreno della responsabilità politica. La Lega contesta l'idea che il Comune di Terni debba rivolgersi al Ministero per cercare di correggere una decisione che, secondo Alessandrini, sarebbe stata determinata a monte dalla Regione. “Per questo appare singolare che Pd e M5S impegnino oggi il sindaco a rivolgersi al Ministero per rimediare a una scelta compiuta dalla stessa Giunta regionale. Se davvero avessero voluto difendere le autonomie scolastiche della città, avrebbero dovuto impedire che fosse proprio la Regione a individuare Terni come territorio sul quale far ricadere il dimensionamento”, sostiene ancora la vicesegretaria regionale della Lega.
Il passaggio evidenzia una delle principali questioni politiche emerse nel dibattito: capire a quale livello istituzionale debba essere attribuita la responsabilità delle scelte che hanno portato al coinvolgimento delle autonomie scolastiche ternane nel processo di dimensionamento.
Da una parte, le forze di opposizione chiedono che vengano tutelate le autonomie degli istituti cittadini e sollecitano un intervento istituzionale; dall'altra, la Lega sostiene che il confronto debba partire dalle decisioni della Regione e dalle responsabilità della Giunta guidata da Proietti.
La vicenda si inserisce in un quadro nel quale il dimensionamento scolastico costituisce da tempo uno dei temi più sensibili del rapporto tra Governo, Regioni ed enti locali. La definizione della rete scolastica richiede infatti il coordinamento di diversi livelli istituzionali e può generare inevitabilmente tensioni quando le esigenze territoriali non coincidono con gli obiettivi di razionalizzazione e organizzazione complessiva del sistema.
Per Terni, la questione assume una particolare importanza proprio per le ricadute che il riassetto può determinare sull'organizzazione degli istituti e sulla distribuzione delle autonomie. Da qui la richiesta di chiarezza avanzata dalle forze politiche e il confronto sulle responsabilità che hanno accompagnato il procedimento.
Nel suo intervento, Alessandrini respinge quindi quella che considera una ricostruzione politica finalizzata a trasferire sul Governo responsabilità riconducibili invece alla Regione. “Invece di costruire una narrazione che non corrisponde ai fatti, gli esponenti locali della sinistra abbiano il coraggio di dire ai cittadini come sono andate realmente le cose. Continuare a scaricare sul Governo responsabilità che appartengono esclusivamente alla Regione Umbria non servirà a nascondere la loro totale subalternità politica alle decisioni della presidente Proietti”, conclude.