06 Aug, 2026 - 16:30

Nuovo ospedale di Terni e scontro sul Docfap, De Rebotti: “Tre opzioni al vaglio, la decisione dopo il dibattito pubblico”

Nuovo ospedale di Terni e scontro sul Docfap, De Rebotti: “Tre opzioni al vaglio, la decisione dopo il dibattito pubblico”

Il dibattito politico e amministrativo sul nuovo ospedale di Terni registra una nuova presa di posizione istituzionale sul Docfap, il Documento di fattibilità delle alternative progettuali presentato dalla Regione Umbria. L’assessore regionale all’Edilizia sanitaria Francesco De Rebotti è intervenuto direttamente per respingere le critiche avanzate dall’assessore comunale Sergio Anibaldi, rivendicando un impianto procedurale rigoroso, trasparente e fondato su stringenti valutazioni tecniche. Un passaggio che punta a superare anni di stallo decisionale per incanalare l'opera in un iter amministrativo definito e verificabile.

Nel rispondere ai rilievi giunti da Palazzo Spada, Francesco De Rebotti ha voluto chiarire la posizione della Giunta regionale: “Dopo anni di annunci, rinvii e soluzioni date per certe senza un vero confronto, sul nuovo ospedale di Terni esiste finalmente un percorso concreto, documentato e trasparente”. Per l'esponente della Regione, le contestazioni emerse sul Docfap mettono in luce un'impostazione opposta tra i due enti: “Quelle dichiarazioni mettono soprattutto in evidenza una differenza politica e amministrativa molto netta: per il Comune di Terni sembra esistere una sola soluzione, individuata in partenza. La Regione ha invece scelto di confrontare tutte le alternative realisticamente praticabili prima di assumere una decisione definitiva”.

L'istruttoria dal 2023 al 2026: le otto opzioni analizzate e la posizione di Sabbione

Il Docfap elaborato dagli uffici regionali propone una lettura organica dei fabbisogni sanitari del bacino ternano. Il testo prende in esame otto ipotesi localizzative, mettendole a confronto attraverso criteri sanitari, funzionali, economici, realizzativi, territoriali e ambientali. Dalla valutazione comparativa, l'area di Sabbione è emersa come la soluzione dotata delle migliori condizioni complessive, ma la Regione precisa che non si tratta di un verdetto definitivo nè di una scelta calata dall'alto.

Francesco De Rebotti ha smentito anche le ricostruzioni secondo cui il documento sarebbe stato redatto frettolosamente: “Il documento è il risultato di un’attività avviata nel 2023, sviluppata attraverso successivi approfondimenti, integrata con lo studio delle possibili localizzazioni svolto nel 2025 e completata alla luce del quadro esigenziale 2026”. Il quadro esigenziale approvato non stabilisce preventivamente dove costruire l'opera, ma fissa le prestazioni organizzative ed erogative che ciascun sito dovrà garantire. “Utilizzare la data della sua formale approvazione per cancellare anni di istruttoria, analisi e valutazioni – aggiunge l'assessore – significa confondere volutamente il completamento del procedimento con il suo intero sviluppo”.

La delibera di Giunta e il percorso partecipato: le tre opzioni aperte alla città

L'atto d'indirizzo della governance regionale ha trovato formalizzazione nella delibera di Giunta regionale n. 864 del 31 luglio 2026. Con questo provvedimento, l'esecutivo regionale ha preso atto delle risultanze tecniche, disponendo l'apertura della fase del dibattito pubblico. Le tre alternative individuate per il confronto cittadino sono Sabbione, Campitello e Colle Obito. Soltanto al termine di questa fase partecipativa si procederà all'approvazione definitiva del Docfap e alla definizione degli indirizzi progettuali.

La Regione non ha scelto definitivamente Sabbione e non ha escluso Colle Obito”, sottolinea Francesco De Rebotti, evidenziando come la graduatoria tecnica non rappresenti un pretesto decisionale chiuso. “Sabbione rappresenta oggi l’ipotesi che, sulla base dei parametri tecnici adottati, presenta le migliori condizioni complessive. È una proposta da discutere, non un verdetto imposto alla città”. Il metodo difeso dalla Regione punta a rendere pubblici vantaggi e criticità di ogni area, per consentire alla comunità di esprimersi su dati oggettivi prima di congelare le opzioni sul tavolo.

Un'opera da oltre mezzo miliardo di euro: tempi, costi e quadro finanziario in fieri

La realizzazione del nuovo polo ospedaliero coinvolge investimenti imponenti, stimati in oltre mezzo miliardo di euro. Un quadro economico e finanziario che, secondo la Regione, non può essere cristallizzato prima che sia stata definita con certezza la localizzazione dell'opera, in quanto costi di urbanizzazione, accessibilità viaria e vincoli di cantiere variano in base al sito prescelto.

Rispondendo alle sollecitazioni del Comune di Terni, Francesco De Rebotti rimarca la necessità di seguire una sequenza amministrativa ordinata: “Non è neppure serio pretendere che modello realizzativo e quadro finanziario siano definitivamente cristallizzati prima di avere individuato l’alternativa da sviluppare. Localizzazione, costi, tempi e modalità attuative sono strettamente collegati”. L'assessore conclude ribadendo la linea della Giunta regionale: “Il Docfap troverà la propria definitiva approvazione all’esito del dibattito pubblico. Prima si confrontano le soluzioni e si ascolta la città; poi si decide. Un’opera da oltre mezzo miliardo di euro non si realizza con un annuncio o indicando un’area sulla carta. Si realizza costruendo atti, responsabilità, risorse e consenso intorno a una soluzione realmente sostenibile e concretamente realizzabile”.

AUTORE
foto autore
Federico Zacaglioni
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE