31 Jul, 2026 - 14:30

Nuovo Ospedale di Terni, Proietti: "Si farà a Sabbione". Piano da 550 Milioni e 5 anni per autorizzazioni e progetto

Nuovo Ospedale di Terni, Proietti: "Si farà a Sabbione". Piano da 550 Milioni e 5 anni per autorizzazioni e progetto

La Regione Umbria ha individuato ufficialmente l’area di Sabbione come localizzazione “preferenziale” per la costruzione del nuovo ospedale di Terni: un’opera fondamentale da 550 milioni di euro con un cronoprogramma stimato in otto anni di lavori. La decisione è stata resa nota negli uffici regionali di Terni, dove l’ingegner Gianluca Fagotti, direttore del governo del territorio, ha illustrato i contenuti del Docfap (il documento di fattibilità delle alternative progettuali) che individua nel sito di Sabbione la scelta maggiormente coerente sotto il profilo tecnico, urbanistico e infrastrutturale.

Al tavolo di presentazione hanno preso parte la presidente della Regione Stefania Proietti, l’assessore Francesco De Rebotti, la direttrice regionale alla sanità Daniela Donetti e il direttore generale dell’azienda ospedaliera Santa Maria Andrea Casciari. Nel definire il passaggio una “pietra miliare” del mandato, la presidente Stefania Proietti ha rivendicato il rispetto della scadenza del 31 luglio per la consegna del documento tecnico, sottolineando la centralità dell'opera per l'esecutivo, mentre l’assessore Francesco De Rebotti ha indicato l’apertura del dibattito pubblico come il prossimo snodo strategico del percorso.

La valutazione tecnica del Docfap e i criteri di scelta tra le quattro opzioni sul tavolo

L'esame comparativo elaborato dalla struttura tecnica regionale ha messo a confronto quattro differenti opzioni per determinare la sede più idonea del presidio. A guidare la classifica delle matrici numeriche è risultata la piana di Sabbione, premiata per la prontezza infrastrutturale e per i tempi certi di esecuzione. Al secondo posto figura la zona di Campitello, definita come un'area vasta ma sensibilmente meno dotata di collegamenti e reti rispetto al nodo prescelto. La ricognizione si è poi spinta ad analizzare l'ipotesi di riqualificazione o ricostruzione integrale nell'attuale sito di Colle Obito, scenario mantenuto nel perimetro delle analisi per rispondere alle sollecitazioni della comunità locale.

Come spiegato dalla presidente Stefania Proietti, i risultati tecnici emersi dalla delibera di giunta indicano una strada precisa: “Lo studio che abbiamo presentato, il docfap che abbiamo approvato in giunta oggi, ci restituisce un'analisi molto approfondita di quattro localizzazioni, ma ne individua una come migliore, che è Sabbione. La individua come migliore per i tempi di realizzazione, la individua come migliore per tutta una serie di fattori delle matrici, che sono numeriche, e quindi come politica non possiamo che prendere atto che quella è la destinazione per il nuovo ospedale di Terni".

Quattro mesi di dibattito pubblico e la sfida dei cinque anni per la progettazione esecutiva

Con la scelta dell'area non si chiude l'iter procedurale, ma si apre una fase partecipativa regolata dal Testo unico degli appalti. Per la prima volta su un'opera pubblica di questa portata sul territorio umbro, la Giunta regionale ha disposto un percorso di confronto aperto della durata di quattro mesi, volto a raccogliere osservazioni e contributi da parte degli stakeholder della Conca ternana e dell'intero bacino d'utenza.

La presidente Stefania Proietti ha rimarcato la novità istituzionale di questo passaggio: “Il documento prende atto, ovviamente adesso si apre una fase obbligatoria per decreto, per legge, per testo unico degli appalti, ma che normalmente non si fa mai, e io fatico a ricordarne una fatta in Umbria su una grande opera pubblica, che si chiama dibattito pubblico. Saranno quattro mesi in cui tutti i portatori di interesse potranno intervenire.

L'assessore Francesco De Rebotti ha ribadito l'impostazione partecipativa evidenziando che “il passo successivo è il dibattito pubblico”, snodo fondamentale per affinare i dettagli prima dei passaggi formali. L'orizzonte temporale fissato dalla Regione prevede al massimo cinque anni per il percorso di autorizzazione e progettazione, una finestra che l'amministrazione confida di poter contrarre: “Cinque anni per il percorso di autorizzazione e progettazione, cinque anni sono un tempo che speriamo anche di restringere, quello è il tempo massimo che ci siamo data".

La necessità del superamento di Colle Obito e l'assetto politico-territoriale dell'area sud

La decisione di accantonare la ristrutturazione radicale della sede storica di Colle Obbito risponde a una visione strategica orientata a fermare la mobilità passiva e attrarre pazienti dalle regioni confinanti. Le condizioni strutturali del complesso esistente non consentirebbero il salto tecnologico ed edilizio ritenuto inderogabile dall'amministrazione regionale.

Nel suo intervento, Stefania Proietti ha chiarito le motivazioni che hanno portato a scartare l'opzione del vecchio presidio: “Noi abbiamo fortemente voluto mantenere anche l'analisi e approfondirla su Colle Obbito, perché conosciamo la sensibilità anche della comunità ternana e quindi abbiamo chiesto ai tecnici di approfondire in ogni dettaglio le varie possibilità di Colle Obbito, ristrutturazione totale, raderla al suo orario e rifarlo. Noi sappiamo solo una cosa, Colle Obbito così non possiamo mantenerlo per terni, perché se vogliamo dare a terni, tornare ad essere terni davvero, un'orbita anche per le regioni vicine in termini di mobilità attiva, dobbiamo avere un ospedale nuovo, funzionante, moderno, ambizioso, tecnologicamente strategico e non plus ultra.

Sotto il profilo politico, la conferenza ha registrato la partecipazione dei vertici del Patto Avanti. Tra la prima fila degli uffici regionali erano presenti il segretario regionale del PD Bernardini, Mascia per i Verdi, l'assessore De Luca, il sindaco di Narni Lucarelli e il primo cittadino di Arrone Di Gioia.

L'opzione dell'asse Maratta-Sabbione, fortemente caldeggiata dal PD e sostenuta dal gruppo dirigente del partito, riapre l'interrogativo della reale fattibilità dell'ospedale di Narni-Amelia previsto a Cammartana, distante meno di dieci chilometri in linea d'aria e circa quindici tramite il raccordo autostradale.

L'investimento da 550 milioni di euro e la prospettiva di rilancio per la sanità umbra

La mobilitazione di 550 milioni di euro rappresenta il più imponente intervento finanziario in edilizia sanitaria programmato nel territorio ternano. Il piano intende restituire al capoluogo di provincia un ruolo centrale nell'organizzazione della rete ospedaliera regionale, superando le criticità gestionali derivanti da strutture ormai obsolete.

Reiterando l'impegno preso con la cittadinanza sul rispetto del calendario e sulla valenza strategica dell'opera, Stefania Proietti ha concluso ribadendo la visione dell'esecutivo: “Avevamo detto che il Docfap sarebbe stato consegnato il 31 luglio e così è stato. C'è una Regione che crede in questa opera. Questo io ho detto che oggi, questa è una milestone, una pietra a miliare, e oggi la regione è qui a ribadire, perché l'abbiamo già detto che la nostra missione è quella di intervenire, di investire il più possibile, più di tutto nel termine di edilizia sanitaria su terni, perché la regione ha fiducia in terni e da terni passa il futuro dell'Umbria e della sanità Umbria.

Con la consegna del Docfap entro la data prestabilita del 31 luglio, la Regione apre la fase delle decisioni definitive, in attesa di misurare la tenuta del progetto durante i quattro mesi di consultazione pubblica.

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Federico Zacaglioni
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