02 Aug, 2026 - 13:45

Nuovo ospedale di Terni a Sabbione: scoppia la bufera politica tra favorevoli e contrari

Nuovo ospedale di Terni a Sabbione: scoppia la bufera politica tra favorevoli e contrari

L'adozione del Docfap (Documento di fattibilità delle alternative progettuali) da parte della giunta regionale dell'Umbria, che ha espresso la propria preferenza per la localizzazione del nuovo ospedale di Terni nell'area di Sabbione, ha scatenato un immediato scontro politico nel territorio. Se da una parte l'ex vicesindaco Riccardo Corridore contesta duramente la decisione paventando insidie idrogeologiche ed evidenziando come l'opera rappresenti un sostanziale de profundis per l'ospedale di Narni-Amelia, dall'altra Forza Italia boccia l'iniziativa definendola una passerella propagandistica dell'esecutivo presieduto da Stefania Proietti. In questo scenario frammentato, la Regione incassa l'aperto sostegno dell'ex vicepresidente Fabio Paparelli, oggi coordinatore regionale di Casa Riformista, la nuova formazione promossa da Italia Viva per occupare l'area moderata del centrosinistra.

La delibera approvata da Palazzo Donini apre una nuova fase nel dibattito sul progetto sanitario dell'Umbria meridionale, riaccendendo contrapposizioni mai del tutto assopite. La scelta dell'asse Sabbione-Maratta rispetto alla conferma dell'attuale polo di Colle Obito ridisegna l'assetto urbanistico delle infrastrutture sanitarie, ma riapre la spaccatura politica ed istituzionale tra i Comuni coinvolti e le differenti forze di opposizione in Consiglio comunale ed in Assemblea Legislativa.

Le perplessità dell'ex vicesindaco Riccardo Corridore tra criticità idrogeologiche, costi stellari e l'ombra sul presidio di Narni-Amelia

Nel merito delle valutazioni urbanistiche e idrogeologiche, la scelta formulata dall'esecutivo regionale incassa la ferma contrarietà dell'avvocato Riccardo Corridore, già vicesindaco di Terni e sostenitore del potenziamento dell'ospedale in continuità con la sede storica. Riccardo Corridore solleva forti riserve di carattere tecnico: “Voglio fare qualche considerazione sul OSPEDALE di terni e sugli esitidella conferenza stampa della governatrice Proietti. Io ho molte perplessità, innanzitutto l'ubicazione, sapete bene che io l'ho sempre sostenuto, che si dovrà realizzare il nuovo ospedale in continuità di quello esistente a Colle Obito. Il terreno scelto secondo me è sicuramente il più critico tra le varie ipotesi ventilate perché è un terreno esondabile e quindi sicuramente quando si faranno gli scavi per le fondamenta si troveranno dei corsi d'acqua sotto, un aumento di spese e rallentamenti dei tempi”.

Oltre alle fragilità del sottosuolo, Riccardo Corridore pone l'accento sul deficit infrastrutturale della zona prescelto e prefigura un forte incremento dei costi finanziari complessivi: “Soprattutto viene collocato in una zona che è del tutto estranea alla possibilità di realizzare un ospedale e quindi è anche carente di servizi strumentali a un nuovo nosocomio e quindi pure questo aumenta le perplessità. Aggiungo poi che qui si parla di 8-10 anni ma io credo che ce ne vogliono molti di più per la realizzazione perché poi ci sono le varianti, ci sono i problemi, ci sono i rallentamenti e soprattutto i costi ricorrendo a dei prestiti, considerando gli interessi e tutto il resto. Alla fine questo ospedale quando costerà? Non meno di un miliardo”.

L'ex vicesindaco legge l'opzione Sabbione come un compromesso politico penalizzante per le strutture sanitarie limitrofe e per la capacità ricettiva del territorio: “Io capisco che la localizzazione sia stata scelta in questo modo per dare una botte al cerchio e trovare una soluzione di mediazione con Narni, perché lo ospedale Narni non si farà mai. Viene collocato in quell'ambito proprio perché almeno si trova una soluzione che raccorda tutti i territori. Io non credo che sia così, anche perché poi c'è il problema del dimensionamento. Si parla di 600 posti perché si devono realizzare oltre 150 pure a Narni, ma se quello diventerà l'unico ospedale è a quel punto insufficiente per le popolazioni che risiedono nell'ambito dell'Umbria meridionale. Insomma ci sono molte preoccupazioni”.

Richiamando la gestione del dossier Stadio-Clinica, Riccardo Corridore individua responsabilità trasversali tra le diverse stagioni politiche regionali: “Lo stesso dicasì per il comportamento della regione per Stadio Clinica dove le responsabilità non sono solo della proietti perché sono un pochino più larghe e partono addirittura dal centro destra che ha governato in precedenza, perché se quella conferenza di servizi se si fosse chiusa in modo lineare e oggettivo e cioè se quella famosa delibera del 2023 che asseegna a Terni gli 80 posti letto convenzionati invece di farla un anno dopo della chiusura della conferenza di servizi si fosse fatta precedentemente adesso si starebbe già cantierando”. Il quadro tracciato prefigura, secondo l'ex vicesindaco, un rischio di ridimensionamento per il capoluogo: “Insomma via, cara governatrice, credo che qualche perplessità la abbiano tutti, ma la abbiano pure i suoi, quelli del suo partito, quelli che magari vengono dai territori di Narni e sono al fianco o che pure svolgono attività politica istituzionale nella città di Terni in partiti vicini a lei. Insomma io credo che con queste scelte la città di Terni verrà ancora di più fortemente penalizzata e quindi continuerà un progressivo declino. Spero molto di sbagliarmi e spero molto di ricredermi”.

L'argine di Casa Riformista con Fabio Paparelli: “Scelta fondata su dati tecnici inconfutabili e sulla sostenibilità dell'investimento”

Di segno opposto è l'analisi formulata da Fabio Paparelli, coordinatore regionale di Casa Riformista. L'ex vicepresidente della Regione accoglie con favore gli esiti dello studio tecnico allegato al Docfap, rivendicando la bontà della proposta avanzata da anni dal centrosinistra: “I fatti, alla fine, parlano sempre più forte delle polemiche. Da oltre cinque anni sostengo che il nuovo ospedale di Terni dovesse essere realizzato nell’area di Sabbione-Maratta. In questi anni sono stato spesso criticato e sono stato al centro di una dura polemica con il sindaco Bandecchi, che sosteneva fosse possibile realizzare il nuovo ospedale con circa 180 milioni di euro. Ho sempre risposto che una struttura moderna, efficiente, con circa 600 posti letto e all’altezza delle esigenze di un territorio come il nostro richiede un investimento ben diverso, nell’ordine di 500-600 milioni di euro”.

Fabio Paparelli richiama l'evoluzione delle posizioni espresse in sede amministrativa locale e l'esito dell'istruttoria regionale: “Della sua proposta progettuale, annunciata più volte, stiamo ancora aspettando di vedere i contenuti. Nel frattempo, ricordo allo stesso che in Consiglio comunale ha approvato un atto che individuava proprio nell’area di Maratta la soluzione da perseguire, con un finanziamento interamente pubblico. Oggi lo studio tecnico commissionato dalla Regione conferma quella mia impostazione e dell'allora PD ternano. Dopo un’analisi basata su numerosi criteri tecnici, económicos, ambientali e infrastrutturali, l’area di Sabbione-Maratta risulta tra le più idonee per ospitare il nuovo ospedale”.

Sul versante dell'impatto ambientale e dell'accessibilità viaria alla nuova struttura, Fabio Paparelli ribatte alle critiche sollevate dalle opposizioni: “Lo dicevo allora e lo ribadisco oggi: quella localizzazione garantisce collegamenti rapidi con le principali vie di comunicazione, costi più sostenibili e migliori possibilità di sviluppo. Anche sul piano ambientale i dati parlano chiaro. Le polemiche che da questo punto di vista si cercano di alimentare sono prive di fondamento, basti considerare che la centralina di monitoraggio della qualità dell’aria del Quariere Le Grazie, proprio nell’area dell’attuale ospedale, registra da tempo una delle situazioni più critiche della città. Anche sotto questo profilo, quindi, le polemiche sono del tutto inutili”.

Al contempo, il rappresentante di Casa Riformista esclude l'ipotesi di una ristrutturazione in loco a Colle Obito e sollecita la rapida individuazione dei canali di copertura finanziaria: “Allo stesso tempo, viene confermato quanto ho sempre sostenuto: ricostruire il nuovo ospedale nell’attuale sede significherebbe affrontare costi enormemente superiori e una complessità organizzativa che rischierebbe di compromettere tempi, funzionalità e qualità dell’intervento, oltre alle criticità che derivano dalla viabilità e dalla lontananza delle grandi vie di comunicazione. A chi oggi a destra continua a fare polemica ricordo un fatto semplice: la Giunta Tesei ha avuto a disposizione cinque anni durante i quali si è parlato quasi esclusivamente del nuovo ospedale di Terni, ma non è stato compiuto alcun atto concreto. L’unica strada realmente percorsa è stata quella di alcuni project financing, poi sonoramente bocciati sotto il profilo della fattibilità tecnica, giuridica ed economico-finanziaria. Adesso è il momento di chiudere definitivamente la stagione delle polemiche e aprire quella delle decisioni. Oltre la metà delle risorse necessarie è già disponibile; le altre dovranno essere reperite con il contributo della Regione e, mi auguro, anche del Governo nazionale. L’obiettivo deve essere uno solo: realizzare finalmente un ospedale pubblico moderno, efficiente e all’altezza delle esigenze di Terni e dell’Umbria meridionale. Perché quando i dati tecnici confermano ciò che si sostiene da anni, non c’è spazio per la propaganda: è il momento delle scelte e della responsabilità”.

Le accuse di propaganda del centrodestra con Forza Italia e i forti rilievi ambientali sollevati da Futuro Nazionale

Dalla rappresentanza consiliare del centrodestra ternano giunge una dura bocciatura dell'impianto strategico adottato dalla giunta di Stefania Proietti. Guido Verdecchia, consigliere comunale di Forza Italia, bolla la presentazione del Docfap come un'operazione d'immagine priva di concretezza economica: “Dopo due anni, dalla presidente Proietti ci aspettavamo certezze: un'area definitiva e fondi reali. Inversa, la recente conferenza stampa si è rivelata l'ennesima operazione di propaganda. Si lancia l'ipotesi di Sabbione, ma si rimanda tutto a mesi di 'confronti pubblici'. Si parla di otto anni di lavori, ma si fa un passo avanti e due indietro per prendere tempo. E sui soldi necessari? Silenzio assoluto”.

Guido Verdecchia si allinea alla posizione assunta dai gruppi regionali di opposizione ed evoca la necessità di percorsi amministrativi celeri: “Da Consigliere Comunale vivo la frustrazione di una città stanca di rinvii e condivido in pieno la netta presa di posizione del centrodestra in Regione Umbria. Laura Pernazza e Andrea Romizi, insieme agli altri consiglieri del centrodestra, hanno smascherato questo teatrino. La loro voce in Assemblea Legislativa è la nostra stessa voce. Da Palazzo Spada dobbiamo essere chiari: il tema del nuovo nosocomio e' troppo serio per perdersi in un continuo braccio di ferro. A Terni servono risposte, non uno scontro istituzionale permanente che non porta alcun contributo reale alla causa, rischiando solo di ostacolare la ricerca di un percorso rapido e concreto. Non deve essere né la vetrina degli annunci a vuoto della Proietti, né dei conflitti sterili di Bandecchi. E' ora di abbandonare le chiacchiere e iniziare a costruire”.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "FUTURO AZIONALE ANNACCI"

Critiche ancor più stringenti sul piano della qualità dell'aria e della vivibilità provengono da Daniela Cirillo, esponente di Futuro Nazionale, la quale mette in discussione la salubrità del comparto prescelto richiamando le posizioni del Movimento 5 Stelle e di Thomas De Luca: “Il luogo scelto dalla santona e i suoi accoliti è Sabbione, dove ci sono i fumi dell'inceneritore, la puzza della fabbrica di mangimi, su terreno alluvionale che non permette di scavare oltre pochi metri prima di trovare l'acqua. Naturalmente il nuovo ospedale sarà a circa 5 km in linea d'aria con l'altro da costruire, quello di Narni. Nel frattempo abbiamo la spiegazione scientifica di Thomas De Luca che ci informs che, il sito scelto per la costruzione del nuovo ospedale di Terni, non subirebbe le ricadute dei fumi e polveri dell'inceneritore perché fuori dall'area definita 'rossa' dall'ARPA nel 2006”.

Per l'esponente di Futuro Nazionale, sostenuta nelle sue tesi dal Comitato 942, la scelta di Sabbione va respinta in maniera perentoria: “Futuro Nazionale Terni, attraverso il comitato 942, ritiene che, prima di imbarcarsi in una situazione pericolosa per la salute dei cittadini, sarebbe bene pensarci su almeno tre volte per poi abbandonare definitivamente un'idea che non ha alcuna ragione di essere messa in pratica. I ternani ringraziano la Governatrice ma... preferirebbero vivere”.

La controffensiva di Alternativa Popolare con Batini: “Nessuna copertura per i costi e tempi indefiniti per i cantieri”

L'analisi del quadro politico si completa con l'intervento di Claudio Batini, consigliere comunale in quota Alternativa Popolare e referente del gruppo "Amici di Bandecchi". Claudio Batini contesta l'opportunità di aprire ulteriori fasi partecipative di fronte alla situazione del presidio ospedaliero attuale: “Chiedere un 'confronto' e parlare di 'eccellenza' per il nuovo ospedale è un'offesa all'intelligenza dei ternani. Simonetti, da cittadino di Terni, dovrebbe conoscere la realtà. I cittadini non vogliono slogan per un futuro lontano, vogliono un ospedale nuovo ADESSO. La struttura attuale cade a pezzi, i posti letto mancano e il personale sanitario fugge perché non vede prospettive”.

Il consigliere di Alternativa Popolare punta il dito sui tempi di realizzazione stimati nel documento e sul nodo delle risorse economiche, sollecitando chiarezza alla presidente Stefania Proietti ed all'esponente del M5S Luca Simonetti: “I numeri della Giunta Proietti dicono la verità: cinque anni solo per vedere la prima pietra e otto per finire i lavori. Tradotto: in questa legislatura non vedremo neanche l'ombra di un cantiere, senza contare che dei 500 milioni necessari non c'è traccia di copertura immediata. Simonetti chiede il confronto a noi? Farebbe bene a farlo con la sua Presidente. La Proietti ha dichiarato ufficialmente che l'ospedale è di esclusiva competenza regionale, chiudendo la porta a qualsiasi finto tavolo. Prima di fare annunci ad effettiv sui giornali, mettetevi d'accordo tra di voi e leggete bene le carte che firmate”.

In conclusione, Claudio Batini rimarca il valore legale degli atti approvati in giunta ed evoca l'intervento del sindaco Stefano Bandecchi: “Terni è stanca delle solite chiacchiere. I risultati insignificanti di un comunicato stampa sbandierato ai quattro venti mettono nero su bianco una sola cosa: la volontà di non fare nulla. Ma c'è di peggio del fumo negli occhi di un comunicato. C'è la delibera regionale uscita il giorno prima. Quella vera, quella con il valore legale, di cui guarda caso parla soltanto Stefano Bandecchi. Sulle arrampicate sugli specchi e sullo sbandieramento dell'inconsistenza regionale non serve alcuna mia replica, sanno fare già benissimo tutto da soli per qualificarsi da anni. Ora la palla passa ai cittadini di Terni, sta a voi decidere se e come rispondere a quella delibera”.

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Federico Zacaglioni
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