05 Aug, 2026 - 19:15

Alternativa Popolare e Centrodestra sul nuovo ospedale di Terni: "La Regione metta da parte l'odio e coinvolga la città"

Alternativa Popolare e Centrodestra sul nuovo ospedale di Terni: "La Regione metta da parte l'odio e coinvolga la città"

la politica ternana traccia una linea d'ombra che travalica le consuete steccate ideologiche per saldarsi attorno a un'emergenza sanitaria di natura strutturale. Alternativa Popolare e il centrodestra hanno scelto di fare fronte comune sul dossier del nuovo ospedale di Terni, puntando il dito senza mezze misure contro la Regione Umbria.

L'accusa rivolta a Palazzo Donini è quella di aver impostato l'intero percorso decisionale attraverso un metodo opaco, divisivo e segnato da un insufficiente coinvolgimento dell'amministrazione comunale. Nel corso di una partecipata conferenza stampa, i rappresentanti dei due schieramenti hanno preteso un'immediata operazione di trasparenza su tempi, costi effettivi, risorse disponibili, nodi legati agli espropri, futuro del complesso di Colle Obito e riassetto complessivo della sanità nell'Umbria meridionale. Su un'infrastruttura di tale rilevanza strategica, la linea emersa è netta: la stagione degli annunci deve cedere il passo ad atti concreti e vincolanti. Un attacco frontale che si è spinto fino a una durissima contestazione verso la presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti, accusata di aver personalizzato eccessivamente la gestione della vicenda senza tuttavia offrire risposte adeguate dopo due anni di governo regionale.

In questo scenario di marcata contrapposizione, Umbria Civica - forza politica attualmente non rappresentata in consiglio comunale - ha preferito defilarsi dall'iniziativa, marcando una distanza strategica da quello che considera uno scontro politico di parte più che un confronto utile alla città.

La convergenza tattica a Palazzo Spada e le accuse di scarsa trasparenza indirizzate alla Giunta regionale

La scelta di presentarsi compatti dinanzi alla stampa nasce da una convergenza che gli stessi promotori dell'atto di indirizzo votato dai tutti i gruppi consiliari con l'eccezione di PD e M5S definiscono tecnica prima ancora che politica. Un passo ritenuto necessario per riaffermare la centralità delle prerogative cittadine di fronte a decisioni calate dall'alto. A tracciare le coordinate di questo riavvicinamento è stato Roberto Pastura, capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha sottolineato come la gravità del momento imponga un cambio di passo rispetto alle dinamiche ordinarie del confronto locale.

Terni per troppo tempo ha vissuto divisioni politiche, culturali e sindacali con effetti stratificati negli anni – ha detto Roberto Pastura –. Su alcuni temi è necessario che qualcuno faccia un passo di lato. Per questo abbiamo individuato un terreno di condivisione. Fino a pochi giorni fa ci siamo scontrati sul Dup, ma sull’ospedale serve condivisione, antagonista alla narrazione sin qui propinata dal centrosinistra che governa la Regione con un metodo divisivo. Servono trasparenza e operatività”.

Un'analisi condivisa anche dalla presidente del Consiglio comunale, Sara Francescangeli, che ha posto l'accento sulla delicatezza istituzionale della partita, non risparmiando critiche circostanziate alla gestione della governatrice umbra. “Nessun sodalizio politico ma senso di responsabilità per un tema vitale come quello dell’ospedale – ha affermato Francescangeli –. L’atto d’indirizzo poteva essere condiviso anche dalle minoranze in consiglio comunale. Dopo due anni di governo ci aspettavamo idee chiare su un’opera da sempre definita prioritaria e strategica. Quello proposto in questo momento rappresenta un passo indietro. La Proietti al consiglio aperto ha sbandierato il Docfap ma non ha chiarito le idee, la giunta Tesei almeno aveva accantonato 128 milioni. Oggi ci propongono solo prestiti che per otto anni potrebbero pesare fino a 54 milioni l’anno. Non c’è chiarezza sulle spese da sostenere, né sulla destinazione di Colle Obito. C’è preoccupazione, chiediamo delucidazioni”.

Le perplessità sulla localizzazione urbanistica e la centralità decisionale del Comune di Terni

Tra i nodi più complessi sollevati durante la conferenza stampa figura la perimetrazione dell'area destinata ad ospitare il nuovo presidio sanitario. Un tema sul quale si è espresso in termini particolarmente severi Francesco Maria Ferranti, rappresentante di Forza Italia, mettendone in luce i limiti logistici e la mancanza di una visione d'insieme.

Solo menti confuse potevano scegliere la località di Sabbione, tra mangimificio, carcere, centro Ast, impianti Asm, scegliere quella zona è il risultato di un particolare impegno cervellotico. La presidente Proietti ha mentito più volte a Terni. Si aspettava il sito a dicembre e ancora non c’è, così come ci sono poche certezze sulle risorse”.

Entrando nel merito delle alternative individuate, Francesco Maria Ferranti ha poi ribadito come il coinvolgimento del Municipio rappresenti un passaggio amministrativo e normativo ineludibile per l'approvazione delle necessarie varianti urbanistiche.

L’ospedale non è decrepito: funziona bene, ma ha i suoi anni, oltre 60. Il Docfap dimostra che dopo due anni e mezzo la Giunta non ha prodotto alcun atto concreto. Anche Campitello è una soluzione sbagliata perché è lontana: ci porteremo i malati paracadutandoli. Si vuole solo perpetrare una battaglia contro Terni: il Comune non può non essere coinvolto nella scelta, perché dovrà dare le varianti urbanistiche e altre autorizzazioni”.

Le ricadute sulla rete sanitaria dell'Umbria meridionale e il timore di tempi interminabili

L'impatto della nuova struttura non riguarda unicamente la geografia urbana ternana, ma rischia di ridefinire gli equilibri dell'intera rete ospedaliera del territorio compreso tra Terni, Narni e Amelia. A richiamare l'attenzione sulle possibili sovrapposizioni tra presidi è stato Guido Verdecchia (Gruppo Misto), sollecitando un approccio metodologico improntato al pragmatismo.

Sulla localizzazione un’altra problematica è la vicinanza all’eventuale struttura di Narni-Amelia, mettendo in forte dubbio quest’ultima – ha detto Verdecchia –. Grandi perplessità ci sono anche sulle tempistiche, davvero lunghe, e con gli espropri che renderanno il tutto ancora più complesso. Non abbiamo preclusioni sul dove, ma serve che venga davvero esplicitata con fermezza la necessità del nuovo ospedale di Terni e che si affronti la questione con condivisione e pragmatismo”.

Ancora più netto l'attacco sferrato da Devid Maggiora, segretario della Lega, che ha stigmatizzato l'atteggiamento dell'esecutivo regionale nei confronti delle prerogative della città. “La Regione Umbria odia Terni, ha un pregiudizio nei confronti di questa città – ha affermato Devid Maggiora –. La Regione odia Terni. Ancora più del luogo è importante capire le reali esigenze e le risorse che servono per soddisfarle. La Regione ha creato un pantano che non fa che allungare i tempi, già molto lunghi. Ci aspettavamo soluzioni immediate, invece c’è solo uno scrollarsi di dosso le responsabilità”.

Il diritto alla salute oltre gli schieramenti e la posizione isolata di Umbria Civica

A fare da raccordo tra le diverse anime dell'iniziativa è stata la tutela della salute pubblica definita come priorità inscalfibile. Cinzia Fabrizi (Gruppo Misto) ha riaffermato l'esigenza di un percorso partecipato che rimetta al centro la voce delle istituzioni cittadine e la pianificazione delle infrastrutture esistenti. “L’investimento sul nuovo ospedale di Terni non è rimandabile e non è stata intrapresa la strada giusta – ha affermato Cinzia Fabrizi –. Oggi abbiamo unito forze politiche che su tanti temi sono separate ma, per difendere un diritto fondamentale dei cittadini, serve coesione. Contestiamo il metodo seguito dall’amministrazione Proietti, perché il Comune di Terni non può essere escluso dalle decisioni, deve essere parte attiva nel percorso che individui la soluzione migliore per la città. Si deve anche capire bene quale sarebbe il destino di Colle Obito e di quella zona della città. Ci aspettiamo dalla presidente la presa d’atto che la città di Terni non condivide il percorso che sta portando avanti”.

Sulla stessa lunghezza d'onda si è espresso Valdimiro Orsini (Lista Masselli Sindaco), rimarcando l'urgenza di superare la fase delle annunciazioni a favore della pianificazione strutturale. “Da anni si parla del nuovo ospedale di Terni, ora serve coesione e serietà per concludere questo percorso – ha concluso Orsini –. La maggioranza in Regione però ha solo fatto annunci, aspettavamo anche il piano sociosanitario regionale, ma se ne è persa traccia. La scelta deve essere partecipata, in modo coeso e trasparente”.

Fuori dal perimetro dell'iniziativa svoltasi a Palazzo Spada è rimasta Umbria Civica. I coordinatori Marco Ravasio e Michele Rossi hanno scelto di non accodarsi alla linea del centrodestra, preferendo smarcarsi dalla polemica frontale. La lista non vanta rappresentanza nel consiglio comunale e qualche maligno ha fatto notare che l'assenza al tavolo si è trasformata così in una mossa calcolata per farsi notare e rivendicare autonomia politica rispetto alle dinamiche d'aula.

Non riteniamo utile prendere parte a iniziative che rischiano di trasformare il nuovo ospedale nell’ennesimo terreno di scontro politico – hanno dichiarato Marco Ravasio e Michele Rossi –. Preferiamo parlare ai cittadini e concentrarci sulle risposte che attendono da troppo tempo. I cittadini non chiedono di assistere a una continua ricerca delle colpe. Chiedono di sapere quando avranno un nuovo ospedale, quale sarà la soluzione migliore, quali saranno i tempi di realizzazione e quali garanzie esistono affinché quest’opera non si perda nelle chiacchiere”. Umbria Civica ha evidenziato come l'orientamento regionale sembri superare nei fatti il progetto Narni-Amelia, chiedendo che il quadro finanziario e il piano di rete per l'Umbria meridionale vengano chiariti senza ulteriori rinvii: “Per questo chiediamo che venga definito in modo trasparente il quadro finanziario, il modello di realizzazione, il cronoprogramma e il futuro della rete ospedaliera dell’Umbria meridionale. Basta annunci, trasformiamo le parole in fatti”.

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Federico Zacaglioni
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