17 Feb, 2026 - 14:30

Norcia, torna il premio nazionale "Ilario Castagner": i dettagli

Norcia, torna il premio nazionale "Ilario Castagner": i dettagli

Il legame indissolubile tra l’eccellenza sportiva e la Valnerina si appresta a vivere un nuovo capitolo di prestigio. Venerdì 27 febbraio, alle ore 10, la sala DigiPass di Norcia si trasformerà nel cuore pulsante del calcio nazionale per la consegna del premio dedicato a Ilario Castagner. Non è una scelta casuale: il tecnico del leggendario “Perugia dei Miracoli” aveva eletto Norcia a sua dimora del cuore, facendone il quartier generale di successi rimasti scolpiti nella storia. L’evento, frutto della collaborazione tra l’agenzia Infopress e l’amministrazione comunale, si inserisce nel contesto della mostra mercato Nero Norcia, creando un connubio perfetto tra le eccellenze gastronomiche del territorio e i valori dell’etica sportiva.

Il protagonista della mattinata sarà Bruno Giordano, ex fuoriclasse di Lazio e Napoli, che riceverà il riconoscimento principale. Giordano, che sotto la guida di Castagner ha vissuto tappe fondamentali della carriera, rappresenta l’anello di congiunzione tra il calcio romantico e l’analisi contemporanea. Insieme a lui, il palco celebrerà icone come Gianfranco Casarsa, simbolo del Perugia imbattuto del 1978-79, e Milan Rapajc, il genio croato che ha infiammato i cuori del tifo umbro a cavallo del millennio.

Accanto alla celebrazione tecnica, l’evento toccherà corde emotive profonde con l’istituzione del primo Premio “Flavio Falzetti”. Intitolato al calciatore nursino che ha affrontato con dignità eroica la battaglia contro la leucemia, il riconoscimento verrà assegnato a Damiano Tommasi. Oggi sindaco di Verona e già campione d’Italia con la Roma, Tommasi incarna perfettamente l’integrità morale e l’impegno sociale che furono di Falzetti, elevando lo sport a strumento di speranza e solidarietà.

L’eccellenza del racconto sportivo sarà invece premiata nelle figure di Riccardo Cucchi, voce storica di “Tutto il calcio minuto per minuto” e narratore del trionfo mondiale del 2006, e Claudio Sampaolo. La storica firma del Corriere dell’Umbria riceverà il premio intitolato a Castagner e Mario Mariano, a coronamento di una vita dedicata alla cronaca puntuale delle vicende del Grifo.

Con il coinvolgimento degli studenti dell’Istituto De Gaspari-Battaglia e la presenza di ospiti illustri come Walter Alfredo Novellino, Giovanni Tedesco e Riccardo Gaucci, la manifestazione — coordinata da Francesco Bircolotti e presieduta da Luca Mercadini — non sarà una semplice cerimonia, ma un vero simposio sulla cultura calcistica. Un appuntamento dove la memoria di Castagner continuerà a ispirare le nuove generazioni nel nome della lealtà e del talento.

 

Premio "Ilario Castagnaer", le schede dei premiati

BRUNO GIORDANO

Bruno Giordano nasce a Roma il 13 agosto del 1956. Cresce nel popolare rione Trastevere e proprio nei vicoli della città eterna viene individuato da un ex calciatore della Lazio (Enrique Flamini) che consiglia al club di inserirlo nelle formazioni giovanili biancocelesti. Quando nel 1975 debutta in Serie A, alla prima gara giocata trova subito il modo per realizzare la prima rete in carriera (alla fine saranno 171 in 456 partite). La Lazio è la squadra del cuore, quella alla quale rimane fedele anche quando viene retrocessa d’ufficio in B dopo lo scandalo Totonero, nel quale rimane coinvolto con altri compagni (resterà fermo due anni per via della squalifica inflitta dalla Giustizia Sportiva, sebbene in sede civile verrà assolto per non aver commesso alcun reato). La squalifica gli fa perdere il treno per i mondiali del 1982, ma quando torna a giocare Giordano ritroverà la Nazionale, dove disputerà 13 partite e segnerà un gol in amichevole contro la Grecia. Nell’estate del 1985 si trasferisce al Napoli di Maradona, vincendo da protagonista lo scudetto e la Coppa Italia nella stagione 1986-87 e formando con il fuoriclasse argentino e l’attaccante brasiliano Careca uno dei tridenti più temuti dalle difese avversarie. Chiuderà la carriera con le maglie di Ascoli (dove incontra Ilario Castagner, realizzando 10 reti in 26 gare nella stagione 1988-89 in A) e Bologna, contribuendo alla risalita dei marchigiani dalla B alla A della stagione 1990-91. Successivamente Giordano intraprende la carriera da allenatore, vincendo un campionato dilettanti sulla panchina del Crotone (1996-97) e allenando tra le altre squadre di grande tradizione come Ancona, Reggiana, Catanzaro, Ternana e Pisa, con una parentesi finale in Ungheria. Già durante i periodi di pausa tra un incarico di allenatore e un altro, Giordano ha partecipato in tv a diversi programmi in qualità di opinionista, prima per Rai e poi per Mediaset Premium. Dal 2017 è stabilmente in Rai, per la quale ha commentato anche i campionati Europei del 2021 e del 2024.

RICCARDO CUCCHI

Riccardo Cucchi nasce a Roma il 31 agosto del 1952. La sua carriera di radiocronista comincia nelle emittenti private della capitale degli anni ’70, ma è nel 1979 che arriva a un punto di svolta, quando vince in concorso per radiotelecronisti indetto dalla Rai. Dopo i primi 10 anni trascorsi nella redazione regionale del Molise, Cucchi diventa una delle voci principali della popolare trasmissione ‘Tutto il calcio minuto per minuto’, dove comincia inizialmente con i collegamenti da Campobasso (all’epoca la squadra militava in Serie B) per poi diventare una delle voci principali dopo gli addii dei principali radiocronisti dell’epoca, alternandosi a partire dal 1992-93 con Sandro Ciotti nel ruolo di prima voce (cioè di giornalista inviato nelle partite di cartello della Serie A). La competenza e la capacità di saper raccontare molte discipline gli consentono di allargare gli orizzonti, tanto che Cucchi diventa presenza fissa durante le edizioni dei giochi olimpici estivi (ne seguirà 8 per la Rai), commentando canottaggio, scherma e atletica leggera (e di queste discipline commenterà anche eventi di rilevanza internazionale come europei e mondiali). Dal 1994 diventa la voce ufficiale della Nazionale di calcio, che seguirà in 6 edizioni dei mondiali (inclusa quelli vittoriosi di Germania 2006), nonché prima voce delle gare di Serie A, ruolo che manterrà per 23 anni raccontando ben 19 partite decisive per lo scudetto. Il 4 giugno 2014 a Perugia commenta per l’ultima volta una partita della Nazionale, il 12 febbraio 2017 con Inter-Empoli conclude la sua avventura a ‘Tutto il calcio minuto per minuto’, durata oltre trent’anni. Nella stagione 2017-18 ha condotto sulle reti Rai ‘La Domenica Sportiva’, e negli anni ha scritto anche alcuni libri, spesso raccontando alcuni aneddoti della sua lunga carriera davanti ai microfoni.

CLAUDIO SAMPAOLO

Claudio Sampaolo, perugino doc (ma di origini eugubine per via della mamma), lega il suo nome da sempre alle vicende calcistiche della squadra della propria città, ma nel corso dei decenni ha saputo interpretare alla perfezione usi e costumi di Perugia, occupandosi anche di ambiti di cronaca e attualità nelle varie redazioni in cui ha prestato la propria opera (La Nazione, Il Messaggero, Il Giornale dell’Umbria e oggi nel Corriere dell’Umbria). Ha collaborato anche con le sedi di Torino e Milano di Tuttosport ed è stato corrispondente de Il Giornale ai tempi in cui alla direzione c’era Indro Montanelli e vice corrispondente del Corriere della Sera e La Stampa. Ha diretto mensili a tiratura nazionale come California Sport & Fitness, Flex, Muscle&Fitness e Optima Salute ed è stato capo ufficio stampa degli Internazionali Femminili di Tennis di Perugia dal 1981 al 1989, nonché del Festival del Fitness di Rimini dal 1995 al 2007. Lo sport è parte fondante del suo essere giornalista, avendolo accompagnato sin dai primi anni di attività grazie al Perugia dei Miracoli di Ilario Castagner, col quale ebbe modo di instaurare un rapporto di amicizia vera e profonda che andava oltre il semplice lato del racconto calcistico. Sampaolo è stato attento osservatore degli anni d’oro del Perugia nella massima serie di fine anni ’70, ma ha saputo osservare da vicino anche le annate del Perugia di Luciano Gaucci, fino ad arrivare ai giorni nostri, attraversando categorie e mostrando sempre un atteggiamento critico ma costruttivo.

DAMIANO TOMMASI

Damiano Tommasi nasce a Negrar (provincia di Verona) il 17 maggio del 1974. Lega il suo nome a un’epopea calcistica tra le più belle che la storia del calcio italiano abbia mai saputo raccontare, nella quale è arrivato a collezionare 529 presenze da professionista con 29 reti totali, ai quali vanno aggiunte le 25 gare disputate con la maglia della nazionale italiana, con un gol segnato in amichevole contro il Marocco nel settembre del 2001. Tommasi ha iniziato a giocare a calcio nella società giovanile del San Zeno, prima di essere scovato dall’osservatore del Verona Mario Rossato che l’ha portato nelle giovanili dell’Hellas nel 1990. Il debutto in prima squadra avviene 4 anni dopo (tra gli altri gioca assieme a Pessotto e Inzaghi) e dopo la promozione in A del 1995-96 viene ceduto alla Roma, la squadra dove Damiano trascorrerà i momenti più alti della propria carriera, coronando il sogno di vincere uno scudetto da assoluto protagonista (stagione 2000-01), restando in giallorosso per 10 stagioni consecutive, durante le quali ha modo di disputare anche diverse edizioni delle massime competizioni europee, oltre che partecipare alla sfortunata spedizione di Giappone-Corea del Sud 2002 con la maglia della nazionale. Dall’estate del 2006 comincia un lungo tour che lo porterà a giocare anche all’estero (in Spagna al Levante, in Inghilterra al Queens Park Rangers e in Cina al Tianjin Teda), dove nel 2009 chiude la propria carriera professionistica. Continuerà però a giocare nelle categorie minori, specialmente nei campionati dilettantistici veneti con la maglia del Sant’Anna d’Alfaedo, poi accettando di vestire per alcune stagioni la maglia dei sammarinesi de La Fiorita nei preliminari delle coppe europee. Dal 2011 Tommasi diventa anche dirigente sportivo, divenendo presidente dell’Associazione italiana calciatori, arrivando a svolgere anche il ruolo di consigliere federale della Figc nel 2018. Molto attivo nel sociale, co-fondatore e direttore di una scuola paritaria dedicata a Don Lorenzo Milani nell’area della Valpolicella, nel 2022 accetta la candidatura a diventare sindaco di Verona nelle liste del centrosinistra, vincendo la sfida elettorale al ballottaggio.

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Emanuele Giacometti
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